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Venerdì 19 Ottobre 2018

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Furto di rame, denunciati due bergamaschi

Hanno rubato canali di 'oro rosso' in un capannone a Montodine e poi puntavano sull'edificio ex Eni

Un posto di blocco della polizia stradale
CREDERA — Due bergamaschi, poco più che quarantenni, sono stati denunciati a piede libero dalla polizia. Viaggiavano a bordo di un automezzo e sono stati fermati ieri alle 10 nei pressi dell’edificio dell’ex scuola dell’Eni da una pattuglia del commissariato. Gli agenti, durante il controllo del veicolo, hanno scoperto a bordo diversi canali in rame, risultati rubati poco prima da un’azienda che ha sede nella zona industriale di Montodine. Gli investigatori ritengono che i due si stessero apprestando a mettere a segno un secondo colpo ai danni dell’ex sede Eni, per incrementare il loro precedente bottino. L’escalation dei furti di rame non conosce tregua. Da anni, ormai, bande specializzate prendono di mira i cimiteri, dove entrano in azione smontando pluviali e coperture delle cappelle gentilizie e, da qualche mese, i capannoni occupati da aziende. L’oro rosso fa gola a molti, anche se non è facilmente smerciabile sul mercato europeo. Il business è orientato sui Paesi del Nord Africa, con il rame rubato che viene spedito sulla sponda sud del Mediterraneo grazie ad organizzazioni criminali che mettono a disposizione navi cargo. I controlli delle forze dell’ordine, per cercare di recuperare il materiale rubato, si concentrano sui principali porti.

23 Giugno 2013