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Lunedì 19 Novembre 2018

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Stop agli sfratti per morosità per chi vive nelle case comunali

L'iniziativa del Comune per combattere la crisi Aumentano le famiglie in difficoltà che non riescono più a pagare gli affitti

Le case comunali di via Da Ceri
Bloccare temporaneamente gli sfratti esecutivi di inquilini morosi che non possono permettersi di pagare l’affitto per colpa della crisi economica. C'è l'intesa tra Aler e Comune per procedere in questa direzione, dopo l'incontro che ha visto protagonisti nei giorni scorsi l’assessore ai Servizi sociali Angela Beretta e i vertici dell'Azienda lombarda di edilizia residenziale. Il dato allarmante parla di un centinaio di provvedimenti arrivati nei primi sei mesi di quest’anno ad altrettante famiglie. Numeri ufficiosi, ma in Comune fanno sapere che l’aumento degli sfratti rispetto all’anno scorso è stato intorno al 30%. 
Per cercare di tamponare il problema Comune e Aler pensano a due soluzioni: "Rivedere  — spiega la Beretta — le norme del fondo salva affitti. Sino ad ora le potenzialità di questa risorsa non sono state sfruttate appieno, per i criteri molto rigidi di accesso. Si sono spesi 10mila euro dei 250mila a disposizione. Allargando le maglie potremmo dare aiuti più rapidi e corposi alle famiglie che ne hanno diritto. Altra iniziativa quella di costituire un fondo di garanzia. Vi parteciperanno Comune, Aler, istituti di credito, associazioni dei proprietari e Provincia per dare corpo ad un plafond composto dai contributi che ogni soggetto mette sul tavolo e che permettono di tamponare la situazione. Il proprietario rinuncia al 20% degli affitti arretrati, gli enti locali chiedono all’inquilino di accollarsi un 65% del canone pregresso, mentre il 15% viene pagato dal fondo perduto. Gli istituti di credito dovrebbero finanziare questo tesoretto con 40mila euro, il Comune con altri 40mila, 20mila li vorremmo chiedere ad altri soggetti, ad esempio la Caritas".

13 Luglio 2013