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Venerdì 17 Agosto 2018

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Crema. Una protesta trasversale

Consiglieri comunali contro la legge sulla trasparenza

Contestano l'obbligo di rendere pubblici anche i redditi dei parenti. Mozione approvata con tre sole astensioni

Una seduta del consiglio comunale di Crema

Ai consiglieri comunali non piace l’obbligo di legge di dover rendere pubblici, attraverso il sito internet del Comune, redditi e patrimoni personali e dei familiari sino al secondo grado di parentela. Per intenderci moglie, o marito, figli maggiorenni, fratelli, sorelle, genitori e nonni. Contro il nuovo obbligo i consiglieri hanno avuto parole pesanti (Beretta ha dichiarato che si vergognava che i parlamentari Pdl avessero votato la legge) e nell’ultimo consiglio, in concomitanza con l’approvazione del regolamento per la trasparenza e la pubblicità dei redditi dei titolari di cariche politiche comunali (sindaco, assessori, consiglieri e altri assegnatari di poltrone pubbliche), l’aula degli Ostaggi ha approvato, con 15 voti favorevoli e tre astenuti (i grillini Christian Di Feo e Alessandro Boldi e Antonio Agazzi di ‘Servire il cittadino’), una mozione incidentale presentata dai consiglieri del Pdl Laura Zanibelli e Simone Beretta e dai colleghi di ‘Solo cose buone per Crema’ Tino Arpini e Paolo Patrini. Visto l’obbligo sancito dalle normative nazionali, che ha imposto l’adozione del regolamento sulla trasparenza anche a Crema, i quattro avevano chiesto «l’impegno della giunta perché ponga in essere azioni verso i parlamentari del territorio e il Parlamento allo scopo di modificare le norme relative al suddetto regolamento ingiusto per i consiglieri comunali di enti ai nostri livelli e a tutela della privacy di consiglieri e parenti, e sottopone al garante della privacy la valutazione di merito».

Il nuovo regolamento prevede la diffusione online dell’ultima dichiarazione dei redditi dell’eletto, delle eventuali partecipazioni azionarie, delle proprietà mobili e immobili, delle funzioni esercitate come amministratore, o sindaco, di società pubbliche. Il tutto all’interno di un testo in cui sarà contenuta la formula ‘Sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero’. A seguire dovrà rendere pubblico, sempre che ciò sia permesso dai familiari, il reddito e il patrimonio di moglie, o marito, figli maggiorenni, fratelli, sorelle, genitori. Sino ad oggi sul sito del Comune il sindaco e i suoi assessori hanno reso noto il curriculum vitae e il certificato penale che attesta la fedina pulita. Con il nuovo regolamento tutto ciò non basterà più.

14 Luglio 2013