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Domenica 18 Novembre 2018

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Crema. Polemiche per l'emergenza abitazioni

Fondazione sotto accusa: canoni alti e case sfitte

La denuncia del consigliere Lottaroli. Il presidente Donzelli ribatte: "Serve un bando".

Una delle case di proprietà della Fondazione benefattori cremaschi

Sei appartamenti pronti ad accogliere altrettante famiglie, ma vuoti da tempo. Sono quelli di proprietà della Fondazione Benefattori Cremaschi e in un periodo come questo dove il problema abitazioni a canone calmierato assume i contorni di un dramma, fanno gridare allo scandalo. La denuncia arriva dal consigliere comunale di Rifondazione Mario Lottaroli. Pronta tuttavia la replica del presidente della Fondazione, Walter Donzelli: «L’assegnazione in affitto va fatta attraverso un bando, che deve predisporre il Comune. Ad oggi mi pare che ancora non sia pronto».

Situazione ormai al collasso, con il Comune che vanta 277mila euro di canoni arretrati per le case Aler gestite direttamente. E la graduatoria per l’assegnazione di alloggi ad affitti popolari che si allunga.

Ecco perché anche sei appartamenti possono fare la differenza. Ma c’è un ulteriore problema: il canone che la Fondazione chiede. E’ troppo alto.

«Un così elevato numero di appartamenti vuoti — spiega Lottaroli —, a fronte di una domanda crescente di abitazioni a canone accessibile, si spiega solo se messo in relazione agli onerosi canoni d’affitto richiesti che, escluse le spese condominiali, si attestano attorno ai 400-500 euro mensili. Gli affitti della Fondazione sono quindi oggettivamente da libero mercato. Il loro ammontare esclude di fatto dall’accesso alle abitazioni famiglie e persone con redditi medio-bassi, proprio coloro che dovrebbero essere i destinatari delle iniziative immobiliari della Benefattori, il cui patrimonio è costituito dai lasciti di donatori filantropi che pensavano in questo modo di soccorrere i più bisognosi».

30 Luglio 2013