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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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La crisi del territorio

Delegazione a Roma: 'Proroga per il tribunale di Crema'

Sette amministratori e politici hanno incontrato il sottosegretario Cosimo Ferri

La delegazione cremasca a Roma

Una delegazione di amministratori e politici cremaschi si è recata a Roma per chiedere che il tribunale di Crema continui a funzionare visto che ricopre un ruolo importante per il territorio. La delegazione, composta dai sindaci Stefania Bonaldi (Crema), Paolo Riccaboni (Spino d'Adda), Doriano Aiolfi (Bagnolo), dai parlamentari Cinzia Fontana e Silvana Comaroli, dal vicepresidente del consiglio comunale di Crema Antonio Agazzi, dall'ex vicepresidente della giunta regionale Gianni Rossoni e dall’avvocato Martino Boschiroli si è recata al Ministero della Giustizia per incontrare il sottosegretario Cosimo Ferri.

Questo il commento dei partecipanti al termine dell'incontro: “Si è particolarmente apprezzata la disponibilità all’ascolto da parte del sottosegretario e dei suoi collaboratori rispetto alla disamina della situazione cremasca. La delegazione , pur riscontrando la criticità del contesto generale in cui il caso del Tribunale di Crema e del Cremasco si inserisce, ha rappresentato con forza i numeri del nostro Tribunale, 151mila cittadini serviti ed efficienza ai vertici nazionali”.

Aggiungendo che “La delegazione nell’apprendere del possibile varo di un decreto correttivo, ha chiesto di inserire Crema fra i Tribunali per i quali prevedere una proroga per l’attività giudicante” aggiungendo che “ha inoltrato una vibrata protesta nel constatare che il tribunale di Crema apparirebbe come l’unico tra i Tribunali a perdere l’attività giudicante, congiuntamente a oltre una ventina di sezioni staccate di Tribunale, con ciò stigmatizzando il concetto che il Tribunale di Crema otterrebbe un trattamento addirittura di minor rango rispetto alle sezioni staccate”.

“Tale constatazione ha consentito di aprire un serrato confronto sul tema di una eventuale proroga all’attività giudicante anche per il Tribunale di Crema; invero si è discusso sulla carenza del decreto di soppressione, di cui è stata chiesta l’emendazione in quanto non ha tenuto conto della richiesta di proroga anche per la attività giudicante, formulata a suo tempo dal presidente del Tribunale di Cremona. Circostanza che si ritiene inaccettabile in quanto i cittadini cremaschi, oltre a subire il danno della soppressione del presidio giudiziario e dunque del servizio giustizia ai cittadini, si troverebbero a dovere sostenere i costi della sola attività di archivio”.

Bonaldi ha aggiunto che “in carenza di una proroga anche per l’attività giudicante, si riserva di revocare la concessa disponibilità all’uso della struttura”.  

05 Settembre 2013