il network

Lunedì 24 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMASCO. Ma Salini e il centro destra sollevano dubbi sull'operazione

Tensione in assemblea ma i sindaci non fermano il percorso di Padania acque

Dopo tre ore di discussione il cda di Scrp ha il via libera per vendere le quote a Pag

Un momento dell'assemblea di Scrp

“Chi avrà il coraggio di andare a raccontare ai sindaci cremonesi e casalaschi che anche stavolta ci presentiamo in assemblea senza aver risolto il problema delle nostre quote in Padania Acque?” urla un sindaco nell’assemblea di Scrp rendendo palese la tensione che si respira. La prova di sintonia del territorio, emersa con la riconferma senza pareri contrari del comitato consultivo dei sindaci, si rompe infatti al momento della discussione sulla retrocessione ai comuni delle quote di Padania Acque.

La proposta del consiglio d’amministrazione è già stata illustrata: le quote che oggi sono di Scrp verranno acquistate da Padania Acque Gestione (Pag) per la cifra di 1.613.000 euro, la stessa che era stata pagata. I comuni hanno tre anni di tempo per riscattarle.

Sembra l’unica soluzione e i sindaci, senza nascondere un certo «mal di pancia» pronti ad accettarla. Ma il presidente dell’amministrazione provinciale Massimiliano Salini rilancia l’idea di un percorso alternativo e viene spalleggiato da alcuni primi cittadini: «I comuni non avranno mai i soldi per ricomprarsi le azioni e il peso del Cremasco in Pag calerà fino al 23%. Si sta marginalizzando il territorio». La soluzione alternativa è quella di rinviare la decisione, una scelta che avrebbe una ripercussione sull’intera provincia visto che verrebbe bloccato l’affidamento in house della gestione del ciclo idrico. Giuseppe Piacentini, sindaco di Fiesco, accusa di visione ristretta: «Non mi interessa contare le quote di Cremasco, Casalasco e Cremonese ma che vengano fatti al più presto servizi ai cittadini».

Marco Cavalli, primo cittadino di Romanengo, invece attacca: «Senza affidamento le quote dei comuni non valgono nulla e ci impoveriamo tutti».

Il fronte del centro destra chiede comunque di prendere tempo. Il presidente del cda Pietro Moro vuole contare chi è d’accordo con la proposta ma Salini prova a frenare sulla votazione. Si va alla richiesta di parere dei sindaci e il risultato è che il processo di affidamento proseguirà ma il territorio è tornato a dividersi.

05 Settembre 2013