il network

Lunedì 16 Luglio 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMA

Scoprire la città dal deltaplano

Cresce il numero di appassionati cremaschi che si cimentano con la spettacolare disciplina

Il gruppo degli appassionati cremaschi di deltaplano a motore
La passione per il volo sul deltaplano a motore dilaga anche in città. Anche a chi è distratto, non saranno sfuggite le evoluzioni di un gruppo di appassionati che, nei giorni scorsi, hanno effettuato delle evoluzioni in cielo, attorno alle mongolfiere della Festa del Pd. Si è trattato dei ragazzi del Potamotor, un gruppo formatosi di recente, che ha come punti di ritrovo Vergonzana e Sergnano. A spiegare questo sport e l’attività svolta è Giuliano Crotti, 35enne di Ricengo, che nel 2010 ha sorvolato per primo al mondo il deserto dei Gobi e che ama volare insieme agli amici Fabrizio Baroni, Francesco Bandirali, Rudi Vecchi ed altri colleghi della Bassa bergamasca.  "Nel momento in cui uno decide di concretizzare il desiderio di volare, il parapendio è il modo più economico per farlo. Il nostro gruppo conta una dozzina di appassionati, con alle spalle un’esperienza pregressa di parapendio a volo libero. La mia passione è nata nel 1999, quando non avevo ancora preso l’aereo". Un parapendio a motore costa mediamente dai 4 agli 8mila euro. Per la corsa di decollo bastano 60 metri. Il motore è due tempi da 80 a 200 cc in base al peso del pilota. L’autonomia è di circa 150 km. Si vola a velocità dai 40 ai 60 chilometri orari e ad una quota da uno a 3000 metri, ma tendenzialmente in pianura non si superano i 300 metri nel week-end e i 150 da lunedì a venerdì. Crotti vuole sfatare la convinzione che volare sia pericoloso e complesso. "E’ più facile che andare in macchina; in 10 giorni si può essere pronti per il primo volo. In Italia siamo leader mondiali nella produzione di motori e telai per parapendio, ma gli istruttori sono soltanto una ventina. Questo sport soffre la mancanza di scuole, che il Potamotor conta di poter risolvere per poter tenere attivo il gruppo e per dargli continuità. Bisogna fare le cose con un certo criterio, controllare bene l’attrezzatura, le condizioni meteo e il loro sviluppo dopo il decollo. Se si spegne il motore, diventa un parapendio semplice con un peso di 25 chili sulle spalle, che grava solo quando atterri. Il motore permette di guadagnare quota ma non è indispensabile per volare. L’unica cosa da evitare è quella di atterrare in acqua".

08 Settembre 2013