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Sabato 22 Settembre 2018

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Alla vigilia dell'assemblea che deciderà il futuro del ciclo idrico

Pronti 30 milioni di euro per il Cremasco

Ercole Barbati (Padania Acque): "Comuni sottorappresentati nella società? Forse, ma a decidere le strategie è l'Ato"

La "casa dell'acqua" di via Palmieri, oggetto di una polemica tra enti locali

Il presidente di Padania Acque Gestioni, Ercole Barbati, prova a tranquillizzare i sindaci cremaschi che si presentano all'assemblea preoccupati perché entreranno nella nuova compagine societaria, che avrà l'incarico di gestire il ciclo idrico, con una presenza minoritaria. C'è chi teme che questo sarà causa di minori investimenti sul territorio: “A decidere dove verranno fatti gli investimenti – precisa Barbati - non sarà Padania Acque Gestioni ma l'Ato, toccherà a loro indicare le priorità a cui dovremo dare risposta”.

C'è però un problema di rappresentatività con i comuni cremaschi che ora possono contare solo sul 26% delle azioni nonostante una quota di popolazione provinciale ben più ampia. “Non per volontà nostra e personalmente sono convinto che il Cremasco debba avere una quota più rappresentativa ed ha il modo di farlo. Stiamo acquistando le quote di Scrp per consentire al processo di affidamento di chiudersi, poi le metteremo a disposizione degli enti cremaschi che hanno 36 mesi per ricomprarle”.

Non è facile di questi tempi in cui le finanze locali sono in crisi. “Il tempo a disposizione è tanto e poi stiamo per versare ai comuni 424.000 euro di dividendi, può essere un punto di partenza”.

Si dice che per il comune di Crema si stia seguendo una strada privilegiata con la trattativa per l'acquisto della casa dell'acqua. “Una trattativa che al momento non esiste. Il comune ci aveva proposto il comodato d'uso di quella costruzione, poi è sembrato orientato verso altre soluzioni. Noi siamo alla ricerca di una nuova sede nel Cremasco per la nostra società e stiamo valutando soluzioni che dovranno essere convenienti per tutti. Quella della casa dell'acqua sarebbe anche una scelta che ha valore storico perché quell'edificio da sempre è stato usato per funzioni collegate all'utilizzo dell'acqua”.

Ma la scelta di Crema non convince tutti. “Da un punto di vista strategico non vedo alternative, si trova al centro del territorio, è il comune meglio collegato a tutti gli altri dai mezzi pubblici, la gente ci deve andare già per altri motivi perché è sede di uffici e scuole”.

Con questa variazione cosa cambierà per i sindaci? “Potremo dare il via al piano d'investimenti di circa 70 milioni di euro in tre anni e ci assumeremo la responsabilità degli scarichi delle acque che adesso sono dei primi cittadini”.

Di questi soldi quanti sono destinati al Cremasco? “Ci sono lavori da fare per riammodernare la rete della distribuzione dell'acqua. Per quando riguarda la depurazione la scelta fatta anni fa di costruire impianti consortili è stata lungimirante ma adesso si dovrà incrementare la capacità del depuratore Serio 1 e complessivamente gli investimenti si dovrebbero aggirare attorno ai 30 milioni di euro. Quindi non pensiamo di trascurare la parte più a nord della provincia”.

10 Settembre 2013