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Giovedì 23 Maggio 2019

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CREMA

La città ricorda Beppe Ermentini

Tanta gente al museo civico per l'incontro nel decennale dalla scomparsa dell'architetto

Luciano Bertoli, Vittorio Dornetti e Nuvola De Capua
Beppe Ermentini, morto dieci anni fa, è rivissuto ieri sera al Sant’Agostino nella sala dell’ex biblioteca conventuale del museo di Crema. Alla presenza di un pubblico attento e qualificato l’illustre concittadino — architetto e archeologo — è stato ricordato soprattutto attraverso la sua opera poetica, una delle tante attività che l’eclettico personaggio ha svolto con rigore e maestria. Era anche valente collezionista di cartoline d’epoca ed esperto filatelico. L’appuntamento, organizzato dal Circolo culturale collezionistico cremasco, intitolato allo stesso Beppe Ermentini, è stato introdotto dal presidente Francesco Dal Negro. Poche, ma sentite parole per un caro amico. Poi il microfono a Vittorio Dornetti. Il professore, attraverso un’analisi critica delle poesie, ha evidenziato l’influenza di Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale sull’opera di Ermentini. Una disamina fredda e precisa. A seguire, l’intervento di Nuvola De Capua. Il suo, a differenza di quello di Dornetti, è stato un ricordo più dettato dal cuore che dall’analisi dei testi. La De Capua si è soffermata sull’uomo più che sul poeta. Emozionata, ha sottolineato alcuni aspetti di un uomo amante della vita, positivo. Soprattutto pacifista. Ha citato i ‘Diari della prigionia’ e accennato alla collaborazione instaurata con lui per uno spettacolo poi messo in scena dall’attore Carlo Rivolta. La lettura di alcune poesie a cura di Luciano Bertoli ha concluso la serata.

17 Settembre 2013