il network

Sabato 22 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Crema. Protesta del comitato scuola pubblica

Liceo Racchetti, polemica sui contributi volontari

Ammontano a 130 euro e chi non li paga non può partecipare a una serie di attività

Liceo Racchetti, polemica sui contributi volontari

Studenti all'ingresso del liceo Racchetti di Crema

CREMA - Torna alla ribalta la spinosa questione del contributo scolastico volontario, già sollevata nei mesi scorsi anche da dieci consiglieri comunali di maggioranza. A riproporla è il Comitato Scuola Pubblica, che parla a difesa degli studenti che il contributo non lo vogliono pagare e che dicono di sentirsi discriminati dai presidi. La scorsa primavera il bersaglio era stato Giuseppe Strada, dirigente del Pacioli, ora è il suo collega Celestino Cremonesi del liceo Racchetti.

“Chi non paga - afferma il Comitato - non può godere di certi servizi, come la partecipazione ai corsi extra scolastici, a quelli linguistici in preparazione agli esami Pet e First, alle attività sportive e ai progetti finanziati dalla scuola. Le scuole devono essere finanziate dallo Stato, non da ulteriori contributi versati dalle famiglie che in molti casi non se lo possono neanche permettere. Stiamo parlando di scuola pubblica, non di scuola privata”.

La risposta di Cremonesi, che è chiamato in causa in prima persona pur non essendo responsabile di questa decisione, è pacata e articolata e serve a fare chiarezza sull’argomento: “In primo luogo la delibera non è mia ma del Consiglio di istituto, del quale fanno parte i rappresentanti dei genitori, degli studenti, dei docenti, del personale Ata e il sottoscritto, che ha diritto a un solo voto. L’autonomia scolastica dice che i Consigli d’istituto devono reperire forme di finanziamento, come questa ad esempio. Posso assicurare che l’attività scolastica è svolta regolarmente e garantita a tutti gli studenti. La distinzione tra chi paga il contributo e chi no è fatta solo per le attività aggiuntive onerose che vengono svolte fuori dall’orario scolastico. Sono le stesse famiglie che pagano a dire di non volerlo fare anche per le altre”.

Il Racchetti chiede un contributo di 130 euro all’anno nel quale sono compresi l’assicurazione, un certo numero di fotocopie e il badge che segna la presenza nel registro elettronico. In sostanza, il contributo volontario, che è deducibile dal reddito, è di 105 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

01 Ottobre 2013