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Lunedì 19 Novembre 2018

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CREMA

Città in crisi, uno su 4 guadagna meno di 15.000 euro

L'allarme di don Gipponi della Caritas: "Un dato che non sorprende. Almeno 50 i senza casa"

A Crema molti cittadini sono in difficoltà economiche

Crema città ricca e benestante? A giudicare dagli ultimi dati disponibili a livello statistico, ciò che appare è ben differente: i poveri e gli indigenti in città sono ormai il 26,9% della popolazione. Secondo il mistero delle Finanze 5.528 contribuenti di Crema hanno un reddito complessivo lordo inferiore ai 15.000 euro. Tra questi oltre 2.000 persone sono addirittura sotto i 10.000 euro, e tra questi ci sono anche coloro, e non sono pochi, che dichiarano mille, o duemila, euro all’anno. Sul versante opposto la statistica elaborata dal ministero racconta anche di 1.094 persone che se la passano egregiamente con redditi superiori ai 70.000 euro. I ‘Paperoni’, ossia coloro che superano i 100.000 euro di imponibile ai fini delle addizionali Irpef, sono 482. Proseguendo nell’analisi dei dati statistici, la stragrande maggioranza dei contribuenti cremaschi ha un reddito compreso tra i 15.000 e i 33.500 euro. Resta comunque il fatto che più di un quarto della popolazione vive ai limiti, o al di sotto, della soglia di povertà.

“E’ un dato che non mi sorprende - commenta don Francesco Gipponi, responsabile della Caritas Diocesana - e il fatto che colpisce di più è come sia variata la richiesta, e porto un esempio fresco: martedì abbiamo fatto il punto delle ultime richieste al fondo di solidarietà diocesano, su 15 persone che hanno chiesto sostegno, 13 erano italiane. Per fortuna regge la rete famigliare, inutile negarlo: genitori e perfino nonni evitano ai figli di andare sotto i minimi redditi di sostentamento”. Don Gipponi affronta anche il tema delle povertà estreme. “Quelli che nelle grandi città chiamano clochard: da una stima approssimativa sono circa 50 le persone che in città non hanno una dimora fissa, che dormono in fabbriche dismesse come all’ex Everest o letteralmente sotto i ponti. Molti per fortuna cercano di sollevarsi da questa situazione e intraprendono un percorso di accoglienza, ma le nostre strutture hanno la lista d’attesa”.

18 Ottobre 2013