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Martedì 25 Settembre 2018

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ALTO CREMASCO

I baristi: "La 'Duera beer fest' ci manda in rovina"

Confcommercio raccoglie la protesta degli esercizi pubblici di Dovera, Pandino e Spino d'Adda contro la maxi festa che andrà avanti un mese

Il capannone adibito a sede della 'Duera beer fest'
DOVERA — I baristi dei principali comuni dell’Alto cremasco si mobilitano, attraverso Confocommercio, contro la 'Duera beer fest', manifestazione eno gastronomica partita ieri e che per un mese consecutivo occuperà il capannone da 12mila metri quadri sulla Bergamina, nei pressi del cavalcavia della Paullese. "Una rassegna - spiegano da Confcommercio - che si estende per un intero mese rischia di avere conseguenze pesanti sul sistema dei pubblici esercizi del territorio. Anche per la durata dell’evento: di fatto il doppio dell’Oktoberfest a Monaco, rassegna peraltro di respiro internazionale. Una distonia evidente. Testimonia, l’evento di Dovera, di una situazione non più sostenibile: quella delle sagre di paese, delle feste a tema, di partito o dei circoli che godono di vantaggi evidenti rispetto ai locali tradizionali. Nella maggioranza dei casi questi appuntamenti creano una concorrenza sleale, eludono le normative igienico sanitarie, non rispondono alle disposizioni in merito di sicurezza e (in molti casi) fisco. Di fatto alterano la concorrenza con i pubblici esercizi regolari. Come associazione di categoria assistiamo a continui controlli da parte della autorità di vigilanza nei confronti dei nostri pubblici esercizi, mentre rileviamo l’assoluto disinteresse delle stesse autorità nei confronti delle iniziative parallele". Da Confcommercio avanzano una serie di domande che vanno a coinvolgere anche le autorizzazioni concesse dall’amministrazione comunale del paese: "Come si può trasformare un capannone in un locale dove (per un mese) si preparano alimenti? — si chiedono dall’associazione —. Come si forma il personale, anche in tema di sicurezza, rispondendo a quelle stesse norme che a noi impediscono il solo avere degli stagisti per un paio di settimane? Chi si fa carico dei costi di formazione obbligatoria per legge? Tante sono le questioni aperte. Come Confcommercio siamo certi che occorra combattere queste forme pretestuose di somministrazione parallela. Si devono limitare le autorizzazioni, diminuirne la durata, imporre regole più restrittive"

19 Ottobre 2013