il network

Martedì 20 Novembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMA

Ex scuola di Cl, nessuna soluzione

Vertice tra il sindaco Bonaldi e il presidente della Provincia Salini ma le cifre non lasciano spazio a manovre

L'area dell'ex cascina Valcarenga, qui non ripartirà più il cantiere del complesso scolastico di Cl

La sentenza che boccia il riutilizzo (almeno nel breve periodo) del cantiere dell’ex scuola di Cl arriva dai freddi numeri: 9 i milioni - e non un euro di più - a disposizione della Provincia, più o meno altrettanti quelli necessari per completare la costruzione esistente (e il saldo fa zero), 15 i milioni che devono essere versati dal liquidatore della fondazione Charis per pagare i creditori. I conti non tornano.

Gli stessi conti fatti ieri mattina in municipio a Crema dal presidente della Provincia Massimiliano Salini alla presenza del sindaco Stefania Bonaldi e di alcuni importanti creditori. E siccome Salini, per sua stessa ammissione, intende “dare in tempi rapidi una nuova scuola a Crema per risolvere i tanti problemi e non rimanere nell’incertezza almeno per i prossimi due anni, tra l’altro senza sapere come poi andrà finire”, il risultato è scontato: il nuovo polo scolastico della Provincia si farà a San Bartolomeo. A meno che alla stessa amministrazione provinciale vengano regalati i 9.000 metri quadrati ora occupati dallo scheletro, perché l’ente pubblico non può per legge acquistarli.

L’incontro di ieri serviva sostanzialmente per fare il punto su possibili novità. Ma il guaio è che non ce ne sono: dal 4 marzo scorso (quando è stata fatta la prima ricognizione) ad oggi nemmeno una virgola è cambiata. L’apertura totale da parte della Provincia per la soluzione alternativa a San Bartolomeo rimane, ma “ora siamo al dunque”. In altre parole stando così le cose nel 2014 le ruspe saranno al lavoro e non alla ex Valcarenga. “Non possiamo — incalza il presidente della provincia Salini — bloccare l’edilizia scolastica a Crema”.

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi lascia tuttavia aperto uno spiraglio: “Ho chiesto a tutti i presenti di giocare a carte scoperte, perché non c’è tempo per finzioni e grandi dissertazioni. Occorrono buon senso, concretezza e consapevolezza che ci stiamo giocando una opportunità preziosissima. La situazione è risultata estremamente complessa, in ragione della natura diversa dei vari crediti”.  

22 Ottobre 2013