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Lunedì 24 Settembre 2018

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Crema. L'ispettorato micologico dell'Asl invita alla massima attenzione

Due intossicati da funghi
Cresce l'allarme nel Cremasco

I malori provocati dalla cottura sbagliata di specie commestibili, ma in città abbondano anche tipologie mortali come la temuta amanita

Due intossicati da funghi
Cresce l'allarme nel Cremasco

Esemplari di amanita, fungo mortale, davanti al cimitero

Decine di amanite falloidi, i funghi mortali per eccellenza, ammassate nelle aiuole davanti al cimitero Maggiore. Difficilmente la natura potrebbe essere più chiara e diretta nel lanciare il suo avvertimento ai tanti, troppi, cercatori di funghi che ancora raccolgono esemplari senza conoscerli. Due, nei giorni scorsi, sono rimasti intossicati per colpa di raccolti mal cucinati. Ora sono fuori pericolo, ma l’allerta resta massima. Il primo episodio è seguito ad una cena a base di chiodini, preparati senza la necessaria pre-bollitura. Nel secondo caso è stata colpa di una scorpacciata di pioppini, ai quali non è stato tolto lo stomachevole gambo. «Purtroppo — spiega Francesco Lopopolo, che guida l’ispettorato micologico del distretto Asl di Crema insieme ad Enrico Mazzurini e Roberto Pizzacani — troppa gente è ancora convinta che in pianura non crescano funghi velenosi e mortali. La loro presenza, invece, è cresciuta molto negli ultimi anni e continua ad aumentare». Le specie di cui diffidare sono numerose: «Su tutte la famigerata amanita phalloides e la lepiota di piccola taglia — precisa Lopopolo —, che se ingeriti provocano sindromi gravissime anche con esito mortale. Ma nel Cremasco crescono tanti altri funghi che causano intossicazioni, anche se meno gravi». In primis i diffusissimi chiodini, che «devono essere fatti bollire per almeno dieci minuti, buttando poi via tutta l’acqua di cottura». In troppi, negli ultimi anni, non lo sapevano: dal 2007 ad oggi, l’Asl ha registrato una ventina di intossicazioni di questo tipo (sei solo nel 2012). Sulle statistiche, purtroppo, pesa anche la triste realtà di due decessi: nel 2007 per colpa dell’amanita falloide, nel 2009 a causa della lepiota brunneoincarnata.

08 Novembre 2013