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Lunedì 24 Settembre 2018

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CREMASCO

Olivetti, 'caccia' ai malati di asbestosi

CI sindacati hanno costituito un comitato d'indagine per capire se ci sono casi sul territorio

Nella foto d'archivio lo stabilimento Olivetti Crema in via Bramante
Parte la mobilitazione dei sindacati cremaschi per far luce su eventuali casi di asbestosi che potrebbero aver colpito gli ex dipendenti dell’Olivetti. Centinaia di persone, se si tiene conto che negli anni del boom l’azienda contava anche 3.000 dipendenti. Casi che si ipotizza potrebbero essere stati provocati dalla tremolite, una polverina bianca che si trovava sui rulli delle macchina da scrivere.Nei giorni scorsi, le organizzazioni dei lavoratori hanno costituito il comitato d’indagine, dopo che l’inchiesta condotta dalla Procuradi Ivreahaevidenziato che la tremolite era pericolosissimo amianto, quindi una sostanza tossica che può essere causa di asbestosi. Fanno parte di questo organismo Giuse ppe Sbaru ffati della Cisl, F rancesco Zilioli della Cgil e Mino Grossi per la Uil. Oltre a loro ci sono i rappresentanti dei tre patronati dei sindacati confederali. I sindacalisti invitano comunque alla prudenza: "Non è assolutamente nostra intenzione creare allarmismi inutili — precisa Sbarufatti —: prima di trarre conclusioni di qualsiasi tipo puntiamo ad ottenere numeri certi su eventuali casi, procediamocon estremacautela e affidandoci ai tecnici competenti di Asl e Azienda ospedaliera". Al momento, in città e nel territorio, non paiono esserci fenomeni di allarmismo. "Non ho notizia — conclude Sbarufatti — di persone che, nel corso delle ultime settimane abbiano contattato i presidi sanitari per sottoporsi a particolari esami e verifiche". Sui risultati dell’utilizzo della tremolite le versioni sono discordanti. Tra gli ex dipendenti c’è chi sostiene che in questi anni non ci sia stata una mortalità tale da destare sospetti e chi, invece, fa i nomi di colleghi deceduti per tumore o comunque ammalati

01 Dicembre 2013