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Mercoledì 19 Settembre 2018

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CREMA JAZZ ART FESTIVAL. DAL 10 AL 15 LUGLIO

Quarta edizione, inaugurazione all'insegna dell'arte

E' dedicata al più grande liutaio di tutti i tempi la personale del fotografo cremonese Danilo Codazzi

Quarta edizione, inaugurazione all'insegna dell'arte

Danilo Codazzi

CREMA - È all’insegna dell’arte l’evento inaugurale della quarta edizione del Crema Jazz Art Festival: martedì 10 luglio, presso la sala Agello del Centro Culturale Sant’Agostino, alle ore 18 è in programma il vernissage della mostra “La Musica è Una - Sulle tracce di Antonio Stradivari”, personale del fotografo Danilo Codazzi. 


Cremonese DOC, appassionato di musica e di storia, ma anche di viaggi e di sport, Codazzi è noto per le sue puntuali e originali documentazioni degli appuntamenti jazzistici del territorio cremonese. Il progetto dedicato a Stradivari è nato circa dieci anni fa con l’obiettivo di documentare i luoghi, ancora oggi esistenti, in cui ha vissuto e operato il più grande liutaio di tutti i tempi. Con questo lavoro Codazzi riesce a catturare l’attenzione degli spettatori, facendoli “viaggiare” nel tempo, dalla seconda metà del Seicento fino ai giorni nostri. Merito di uno sguardo capace di cogliere i dettagli e di restituirli creativamente sotto il segno dell’improvvisazione, proprio come farebbe un musicista di jazz, anche se il suo strumento è la macchina fotografica. 
Valentina Gramazio, curatrice della mostra, racconta: «Con questa esposizione, apparentemente dedicata a un protagonista della musica cosiddetta “classica”, il Crema Jazz Art Festival vuole aprire, nell’anno regionale della cultura, una riflessione sulla necessità di abbattere gli steccati fra gli stili musicali, che sono testimonianza delle estetiche di un’epoca, ma che - da Bach a Jarrett, da Beethoven a Ellington - attingono tutti alla medesima fonte, ossia alle regole naturali della Musica. La Musica è una, appunto… le estetiche non sono che lo specchio dell’epoca in cui viene creata e suonata: un tema che sta particolarmente a cuore al pianista e compositore Giovanni Mazzarino, direttore artistico del Festival». 
L’occasione è dunque preziosa per offrire agli appassionati di jazz che frequenteranno Crema nei giorni del Festival un’ulteriore opportunità per scoprire le bellezze del suo territorio. 
Il Festival si radica così, sempre di più, nel territorio, legando in modo indissolubile la magia del jazz con quella dei luoghi meravigliosi che caratterizzano la Provincia di Cremona e lo fa celebrando un genio che, ancora oggi, rappresenta lo stato dell’arte nella liuteria: Stradivari costruiva strumenti straordinari (viole, violini, violoncelli, arpe, mandolini e chitarre) che offrivano la possibilità di fare musica a livelli eccelsi. Oggi il patrimonio culturale da lui lasciato ai posteri rivive nelle orchestre di tutto il mondo e negli ensemble classici, ma anche nelle formazioni jazz e nei gruppi pop e si fa “medium” tra la sensibilità dell’artista, la musica e il pubblico. 
Stradivari ha vissuto a cavallo di due secoli, dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del Settecento. In quei tempi, spesso, le contese tra gli Stati e i potentati territoriali si trasformavano in guerre. In quei contesti, le fortificazioni del Cremonese (castelli, torri, manieri e ville fortificate) si ergevano a baluardo delle frequenti invasioni per salvaguardare tesori e beni dei vari potenti, ma anche per proteggere il territorio. 
I castelli di Soncino, Pandino, Torre de’ Picenardi, San Giovanni in Croce, le mura di Crema, quelle di Cremona e le fortificazioni di Pizzighettone sono, ancora oggi, testimoni di quel tempo. Come detto, molti dei luoghi in cui Stradivari ha vissuto e che ha frequentato esistono tuttora: le fortificazioni ancora visibili nelle zone di Cremona e di Crema raccontano non solo l’architettura, ma pure il clima politico e culturale in cui Stradivari operò ed è per questo motivo che Codazzi li ha inseriti nel suo racconto fotografico. 
La mostra di Crema propone a parete un estratto dell’ampia rassegna fotografica, mentre l’intero corpus del lavoro, davvero ragguardevole per l’ampiezza e la qualità della documentazione, sarà proposta su maxischermo nella stessa Sala Agello.
In continuità col tema della mostra e con la volontà di dialogare con il mondo musicale classico è la proiezione del docu-film “Il Piccolo Violino Magico”, programmata per domenica 15 alle ore 18 in sala Cremonesi, che racconta il backstage dell’edizione 2017 dell’omonimo concorso internazionale per giovanissimi violinisti promosso dall’Accademia d’Archi Arrigoni di San Vito al Tagliamento (Pn). La musica come veicolo per lo sviluppo di un turismo culturalmente sensibile, il violino come strumento musicale “italiano” ma internazionalmente riconosciuto e studiato… oltre gli steccati dei generi. Perché il Jazz è questo: uno stile di vita, uno stile di pensiero che “include” e abbatte gli steccati.

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09 Luglio 2018