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Mercoledì 16 Gennaio 2019

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Trascendi e sali + Kiss Me Kate

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Trascendi e sali + Kiss Me Kate

CREMONA - Trascendi e sali + Kiss Me Kate al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: resta aperto fino a martedì 8 gennaio 2019.

BAIGUERA GAIA 1°C LICEO SCIENTIFICO G. ASELLI - Nei primi minuti dello spettacolo Alessandro Bergonzoni si trova su un’impalcatura e dell’attore si vedono suoi piedi. Mentre passeggia avanti e indietro parla di com’è folle e incomprensibile la terra vista da un’altra prospettiva e proprio per questo non ha voglia di scendere. Il centro della scena è Bergonzoni stesso, che incanta il pubblico con i suoi giochi di parole. La fine dello spettacolo si svolge dietro una tenda rossa a mezz’asta, che diventa per lui un confessionale, dove narra di questioni sociali, racconta della morte di Giulio Regeni e di quella di Stefano Cucchi, della violenza sulle donne e dell’immigrazione africana senza però mai abbandonare il suo stile comico. Al termine dello spettacolo annuncia che sarà l’ultima volta che il pubblico lo vedrà in quel modo. Trascendi e Sali è un’opera scritta e interpretata da Alessandro Bergonzoni e nella regia viene aiutato da Riccardo Rodolfi. Lo spettacolo è andato in scena giovedì 13 e venerdì 14 dicembre al teatro Amilcare Ponchielli di Cremona. Il ritmo dello spettacolo è particolarmente incalzante e il lessico in alcuni punti è abbastanza complicato. Trascendi e Sali ha uno sfondo comico, composto da battute e molteplici giochi di parole. La messainscena richiede una concentrazione elevata da parte degli spettatori, affinché essi siano consapevoli di quanto sia straordinariamente ricco e complesso il linguaggio utilizzato in scena da Alessandro Bergonzoni. Lo spettacolo ricco di significato, aiuta i ragazzi ad avere una visione più vasta di ciò che accade nel mondo, dato che affronta tematiche importanti di attualità, anche se vengono raccontate sottoforma di battute.

BELLINI CARLA 1C ASELLI - Alle 20.30 una strana brezza volteggia nell’aria fredda della notte del tredici Dicembre presso il Teatro Ponchielli di Cremona dove Alessandro Bergonzoni è in scena con lo spettacolo “Trascendi e Sali”. Le luci si spengono; il sipario si apre lentamente e mi lascia intravedere una scenografia spoglia, con un’impalcatura a lato e una fascia rossa sullo sfondo che collega le quinte. Ecco che l’attore, con il busto coperto, comincia a camminare avanti e in dietro per l’impalcatura raccontando ciò che riesce a vedere da là in alto, penetrando con gli occhi nelle finestre e nelle vite dei condomini. Con un ritmo coinvolgente e a più voci racconta i suoi pensieri attraverso battute divertenti e realistiche che ti lasciano con il sorriso. A volte non riesco a comprenderne il significato perché cita personaggi a me ignoti ma l’atmosfera in sala risulta ugualmente divertita, allegra e partecipe. Nonostante il tono giocoso del protagonista i temi che tratta riguardano tutti noi e ciascuno preso singolarmente inoltre lascia numerosi spunti su cui pensare e riflettere. La serata trascorre velocemente e tra una risata e l’altra Bergonzoni riesce a collegare tutti gli argomenti in modo da non accorgermi neanche del suo incredibile modo di parlare, un talento lo definirei. Per riuscire a ricordarsi esattamente ogni cosa al proprio posto ci vuole memoria, certo, tecnica ma soprattutto passione e amore verso quello si fa. Alessandro finalmente scende sul palco e dimostra ancora più carattere e sentimento di prima, non interrompendo mai il tono divertito e desideroso di recitare. Comincio ad avvicinarmi alla fine dello spettacolo e ora Bergonzoni nasconde ancora il busto andando dietro alla fascia rossa, permettendomi di vedere e seguire solo le sue gambe agitate e sicure che mostrano un passo pesante e lungo. E proprio quando lo spettacolo sembra volgere a termine ecco che, una volta sparito dietro le quinte torna sul palco tra gli applausi del pubblico ripetendo l’operazione un paio di volte. Probabilmente è tutto pensato apposta per questo spettacolo, nulla è lasciato al caso.

DONNINI REBECCA 5^B LICEO SCIENTIFICO ASELLI - Alessandro Bergonzoni è tornato in scena al Ponchielli giovedì 13 e venerdì 14 dicembre con lo spettacolo “Trascendi e sali”, un monologo ironico e travolgente su argomenti di attualità. Sul palco, solo l’attore, che si è mosso in una scenografia essenziale, costituita da una scala-ponteggio, che ricordava anche una gabbia, e da un telo rosso di fondo, e ha utilizzato un unico oggetto di scena, un leggio con un elenco di nomi. È la scenografia stessa a distinguere tre parti dello spettacolo, a seconda della posizione dell’attore e della sua visibilità per il pubblico. All’apertura del sipario, infatti, Bergonzoni si trova su alcune tavole in cima alla scala, in posizione laterale sul palco, ed è quasi completamente nascosto agli spettatori, che sentono la sua voce vedendo solamente i suoi piedi. Da lì, egli immagina di osservare dall’alto le città e le vite degli uomini, dando inizio alla serie di considerazioni che prosegue per tutto lo spettacolo. Una posizione analoga viene ripresa anche alla fine della rappresentazione. Dopo l’“elenco di morti”, a partire dal quale Bergonzoni, uscito dalla scala-gabbia, racconta storie di quotidianità mescolando toni comici a toni più seri, l’attore torna nascosto, formulando, da dietro il telo rosso, quello che chiama un “ricatto infinito”, un elenco di comportamenti e di azioni che potranno restituire la dignità all’uomo. L’intero spettacolo, nella varietà dei temi affrontati e delle situazioni citate, viene presentato in continuità, senza interruzioni o passaggi netti da un argomento all’altro, grazie a collegamenti dati dai giochi di parole, dalle analogie tra un termine e un altro, di suono o di significato, e dall’interpretazione di frasi nel loro senso sia letterale che metaforico. Questo flusso continuo di parole e concetti, condito da comicità e ironia, è risultato tutt’altro che noioso, nonostante la durata, e ha catturato l’attenzione e il favore del pubblico, che ha applaudito a lungo nel finale. Divertente ma non superficiale, Bergonzoni ha saputo suscitare risate e allo stesso momento inserire, sotto forma di battute, riflessioni su argomenti d’attualità piuttosto importanti come quello dell’immigrazione e dell’integrazione, percepibile, tra le altre, nell’osservazione sulla pecora blu nel bidet, con cui chiede provocatoriamente: “Perché badate di più al colore che alla sostanza?”.

GENNARI MATILDE 1° CLIC LICEO ASELLI - Presso il Teatro Ponchielli di Cremona, giovedì 13 novembre, è andato in scena “Trascendi e Sali” con la regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi, interpretato dallo stesso Bergonzoni, che è definito un “sistema artistico” complesso, che produce e realizza le sue idee. “Trascendi e Sali” è il suo quindicesimo debutto teatrale, Bergonzoni è anche uno scrittore di libri, il suo aspetto così scompigliato rende coinvolgente e originale l’opera e lo rende curioso agli occhi dello spettatore. L’atteggiamento tenuto sul palco, in continua agitazione, e interagendo con il pubblico, contribuisce a tenere viva l’attenzione. Il suo modo di recitare fa disorientare completamente lo spettatore, ma perdersi in questo gioco di parole rende piacevole l’opera al pubblico. Per una sola parola riesce a trovare vari significati trasmettendoli a chi lo ascolta, anche se il suo modo di parlare, che è accelerato, fa perdere a tratti il filo del discorso. Lo spettacolo si svolge su una scala, o come la definisce l’attore, su un torrione, circondata da una scenografia altrettanto semplice, specialmente per non far trascurare il ruolo dell’attore. Inizialmente Bergonzoni è sulla cima di questa scala, e di conseguenza osserva la città dall’alto analizzando le persone che vi abitano, inserendo i suoi giochi di parole. La scenografia impedisce di vedere il personaggio dal busto alla testa, lasciando intravedere soltanto le gambe e i piedi. Quando finalmente scende dalla scala, mostrando il viso alla platea, parte un forte applauso. Inizia così a tra-salire e a tra-scendere, muovendosi con agilità sulla scenografia composta dalle sue parole e dalle sue battute che inducono il pubblico a sorridere. La scala richiama, inoltre, la metafora della vita, dove l’uomo si sforza di migliorare se stesso. Lo sforzo verbale di Bergonzoni è ripagato da un lungo applauso, che porta al termine e alla chiusura definitiva dell’opera.

GOTTARDI FRANCESCO IV B CL. D.MANIN - Il 13 dicembre si è aperta al teatro Ponchielli di Cremona la stagione di prosa 2018/2019 con lo spettacolo “Trascendi e Sali” dell’artista bolognese Alessandro Bergonzoni. I suoi spettacoli possono essere considerati vere e proprie celebrazioni della lingua italiana nella sua natura poliedrica e multiforme: Bergonzoni coglie ogni minima sfumatura, ogni ambiguità e le sfrutta per creare intricati giochi di parole. Lo spettacolo si apre con la pensostruttura – un’impalcatura ideata e realizzata dall’artista – che domina la scena, all’interno della quale l’attore non è altro che una voce. Alla dialettica alto-basso (che contrapponeva al livello del pubblico l’elevazione fisica ed intellettiva garantita dalla pensostruttura) si sostituisce quella dentro-fuori (in cui le limitate certezze garantite dalla struttura contrastano con l’incertezza del reale, in cui Bergonzoni si immerge solo a un quarto d’ora dall’inizio mettendo piede sul palco). Prosegue poi il labirintico monologo dell’autore, tutto un susseguirsi di battute che giocano sulla ridondanza della lingua italiana e che, oscillando tra l’originale ed il patetico, strappano sempre una risata al pubblico. Però proprio quando ci si convince di aver colto il senso (o meglio il non-senso) del volo pindarico dell’artista, egli spiazza il pubblico introducendo caustiche riflessioni di attualità. Dapprima queste si mimetizzano nella giungla di giochi linguistici come nel caso della rivisitazione del celebre motto che diventa “mors tua mors mea, vita tua vita mea”, poi cominciano ad assumere una certa solennità ma mantenendo sempre quella patina che le lega all’artificio linguistico –è il caso della dichiarazione “per me la razza è solo un pesce”–, e il vertice di questa climax ascendente lo si raggiunge nella richiesta di riscatto finale quando Bergonzoni denuncia i casi di tortura e violenze che macchiano le pagine della nostra storia recente: “Cucchi, Regeni, Aldovrandi, Regeni, Cucchi, Aldovrandi” ripete a gran voce. Laddove la critica sociale si fa più pungente il pubblico rimane veramente spiazzato, non lo sorprendono gli iperbolici artifici di questo virtuoso della parola, non lo impressionano più le recitazioni in lingue immaginarie ma è la riflessione seria in mezzo a tutto questo a risultare straordinaria. E in ciò sta la potenza creativa ed espressiva di Bergonzoni.

GREGORI ELENA - 1Clic LICEO SCIENTIFICO G. ASELLI - Trascendi e sali è uno spettacolo teatrale andato in scena al teatro Amilcare Ponchielli di Cremona il 13 e 14 Dicembre. Ideatore, attore e sceneggiatore di questo spettacolo è Alessandro Bergonzoni, che firma anche la regia insieme a Riccardo Rodolfi. La prima parte dello spettacolo si svolge su un'alta impalcatura metallica da cui è possibile osservare solamente i piedi di Bergonzoni che passeggiano avanti e indietro freneticamente. Per la maggior parte del tempo rimanente, le scene avvengono con Bergonzoni al leggio al centro del palcoscenico. In fondo alla scena c'è un telo rosso a mezz'asta, dietro al quale Bergonzoni fa ragionamenti su temi di attualità, quali quello dell'immigrazione, quello della violenza sulle donne, e quello che tratta della morte del giovane Giulio Regeni e di quella di Stefano Cucchi. Questi temi vengono presentati da Bergonzoni attraverso l'uso di numerosi giochi di parole, come già si può intuire dal titolo, caratterizzati da un pizzico di ironia, certe volte difficili da comprendere pienamente, con l'eventuale rischio che molta gente necessiti un lasso di tempo maggiore per realizzarne l'effettivo significato. Proprio per questo il pubblico deve impegnarsi a mantenere un livello di attenzione elevato e continuo per riuscire a recepire il significato calembour. Di conseguenza l'esibizione potrebbe risultare un po' pesante agli occhi dello spettatore, soprattutto per un pubblico giovane. Nonostante ciò, per gli amanti della prosa questo spettacolo consente di trascorrere una piacevole serata in cui si alternano temi di attualità all'ironia raffinata dell'artista bolognese Alessandro Bergonzoni, che conclude il tutto avvertendo il pubblico che questa sarà l'ultima volta che lo vedrà nelle vesti di attore.

IACCARINO ILENIA 1CLIC LICEO ASELLI - Lo spettacolo teatrale “Trascendi e Sali” si è svolto il 13 Dicembre 2018 nel Teatro Ponchielli di Cremona,uno tra i più antichi teatri della storia, situato proprio nel centro di questa città, essa ha grandi dimensioni, all’interno presenta due colori che attirano la nostra attenzione, questi ultimi sono il rosso e l’oro , che riescono a trascinarci in un modo regale, quasi incantato, magico. La rappresentazione inizia con l’immagine di Alessandro Bergonzoni, nato a Bologna, egli è un famoso attore, autore e scrittore, collabora con radio e giornali. Bergonzoni, nelle sue opere, tratta da sempre di temi di attualità legati alla malattia, al coma e al mondo del carcere. “Trascendi e Sali” è l’ultima creazione di Bergonzoni, un’opera che ci tiene attenti fino all’ultimo secondo, perché basta un attimo e il filo che tiene unito il simpatico gioco di parole è perso. Lo spettacolo inizia con una speciale impalcatura, da essa si vedono solamente i piedi dell’attore, i minuti di silenzio prima dell’inizio dello spettacolo vengono interrotti dalla voce travolgente e intensa di Bergonzoni. Cammina e cammina continuando a parlare senza mai fermarsi, sembra quasi che egli stesso si stia immergendo piano piano in un mondo totalmente fuori dal normale, addirittura folle e talvolta incomprensibile, affrontando temi di quotidianità come la violenza sulle donne e l’immigrazione, trattate con comicità e serietà insieme. Bergonzoni una volta sceso dalla speciale impalcatura cerca sempre di conservare l’attenzione del pubblico giocando con doppi sensi e giochi di parole, un linguaggio dove si capisce una battuta su dieci, risulta quasi impossibile cogliere tutto al primo ascolto, spesso rimangono impresse solo alcune frasi e di conseguenza rispondere alla domanda di cosa trattava lo spettacolo può essere un’impresa quasi impossibile. Bergonzoni coinvolge tutti nella sua commedia, finge di parlare con comparse dietro alle quinte provocando risate dal pubblico concentrato. Lo spettacolo si conclude mostrando un telo color sangue, elemento che si richiama alla violenza di Stato. Nonostante la comicità dello spettacolo, lo scopo finale di Alessandro Bergonzoni è quello di far ragionare le persone che ascoltano su problemi che affliggono e angosciano la società di oggi. Bergonzoni conclude la rappresentazione ottenendo dai suoi spettatori applausi a non finire.

MAINARDI LUCREZIA – LICEO SCIENTIFICO - In un teatro Ponchielli affollato lo spettacolo “Trascendi e sali” di Alessandro Bergonzoni (regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Ridolfi), ha aperto la stagione2018/19 dedicata alla prosa. L’attore e autore inizialmente si è presentato al pubblico recitando su di un’impalcatura da cui si potevano vedere solamente i piedi e poco più. Dopo una ventina di minuti si sposta di lato, cambia passo e dimostra che per andare avanti non sempre si deve andare dritti. Bergonzoni utilizza i giochi di parole e le battute non tanto per far ridere il pubblico ma per farlo riflettere su temi, anche tristi, di attualità. L’attore recita attraverso metafore, illogicità che sono invece logicità e irrazionalità che invece è tutt’altro; o la battuta la si capisce nell’immediato oppure si è come obbligati a passare alla successiva. I suoi discorsi non sempre facili da cogliere nell’immediato sembrano essere senza una logica invece, al contrario, sono ricchi di significati. Durante il monologo l’attore bolognese invita gli spettatori a guardare più su, oltre il loro punto di vista ed il loro pensiero. Li esorta a “scavare in alto” questo anche con l’impatto visivo della penso struttura. Così lui ha definito il ballatoio da cui recita. Durante lo spettacolo giocando solo con le parole riesce a creare dei ponti, dei legami tra problemi quotidiani molto delicati che riguardano l’Italia ma anche l’intera umanità. Grazie alle sue doti artistiche Bergonzoni riesce a non farsi e a non farci inglobare dalle parole e dai punti di vista ma, anzi, ci dà degli spunti per guardare sempre oltre la apparente realtà. Sul limite di fondo della scena, un telo rosso a mezz’asta diventa una sorta di confessionale. E’ lì dietro che l’artista bolognese si trova ad affrontare alcune questioni sociali urgenti, alcuni argomenti tutt’altro che comici, come la morte di Giulio Regeni e quella di Stefano Cucchi, l’immigrazione africana e la violenza sulle donne.

MANINI ELENA – 1 LICEO SCIENTIFICO - “Trascendi e sali” di Alessandro Bergonzoni, con regia l'attore stesso e Riccardo Rodolfi, è andato in scena il 13 e 14 dicembre al teatro A. Ponchielli di Cremona. Quando il sipario si apre Bergonzoni si trova sopra ad un torrione da dove racconta di poter vedere la frenetica città, in tutti i suoi pregi e difetti, quasi come egli fosse “un'entità divina”. Comincia poi a “tra-scendere” e salire dal torrione con movimenti sincronizzati al ritmo dei suoi giochi di parole, aventi un filo conduttore basato su una sottile e piacevole ironia intervallata ad affermazioni, o più spesso domande, che inducono alla riflessione delle nostre azioni quotidiane. La rappresentazione prosegue con la figura di Bergonzoni che lentamente sembra mettersi nei panni della platea discutendo tra sé e sé di argomenti comuni, trasformati però in un lieto intrattenimento con l'aggiunta d'un leggero sarcasmo. In conclusione, l'attore torna nelle sue vesti di “entità superiore” chiedendo una sorta di riscatto a coloro che volessero riavere la dignità perduta. É sorprendete come una singola persona possa sostenere il peso di uno spettacolo di tale durata, ma ciò non sembra difficile per Bergonzoni, che con il suo grande carisma ed entusiasmo riesce a coinvolgere un pubblico promiscuo creando un'atmosfera calda e quasi familiare. Lo spettacolo, con una scenografia relativamente semplice, pochi effetti speciali e colori non molto accesi, esalta i contenuti del testo in ogni sua parte catturando l'attenzione del pubblico, anche se tuttavia bisogna mantenere un certo livello di concentrazione per seguire il senso del discorso che, apparentemente, potrebbe sembrare illogico mentre invece si rivela essere ricco di significato.

MOLLICA LORENZO – 1 LICEO SCIENTIFICO - Con lo spettacolo che si è svolto il 13 e 14 dicembre alle ore 20.30, “Trascendi e Sali” di Alessandro Bergonzoni è iniziata la stagione di Prosa del Teatro Ponchielli. Trascendi e Sali e un monologo di un’ora e mezza in cui vi è un continuo uso di giochi di parole, è uno spettacolo che va seguito da capo a fondo, il rischio è quello di perdersi una battuta e di conseguenza il filo del discorso apparentemente inesistente ma in realtà molto presente. All’inizio dello spettacolo Bergonzoni è in cima a un’impalcatura da cui dice di vedere tutto quello che lo circonda e con il suo solito humour va a trattare anche ti temi più seri e profondi come quello dell’immigrazione…emblematica la frase “accogliamo i migranti…raccolta differenziata? allora li mettiamo nella carta sui giornali? nel vetro, in televisione o nell’ umido sotto terra?” questa frase raccoglie perfettamente ciò che è Bergonzoni un uomo capace di far ridere trattando i temi di attualità più sensibili,ovviamente vi sono parti di puro humour in cui l autore mira principalmente a fare ridere lo spettatore in sala, e molto spesso ci riesce. Il pubblico ha dimostrato grande apprezzamento e partecipazione allo spettacolo applaudendolo a più riprese tanto che l’autore è dovuto rientrare ancora un paio di volte sul palco dopo averlo abbandonato, poiché il pubblico sembrava non volesse lasciare il teatro. “Trascendi e Sali” è uno spettacolo che “passa” davvero velocemente se si sta attenti e si segue il discorso pieno di metafore, gioco di parole e da illogicità apparente. Uno spettacolo che fa ridere e piace a tutti, anche se il messaggio che Bergonzoni vuole lanciare è sicuramente più ampio e ricco di significati, Bergonzoni è un uomo che si impegna molto per il sociale difatti non si esibisce solo a teatro ma anche nelle carceri, nelle scuole e negli ospedali. Questo dimostra la genuinità di Bergonzoni che riesce a trasmettere nei suoi spettacoli.

GIORGIA PACHE JAVIER, LICEO SCIENTIFICO ASELLI 5^B - Inutile dire come ormai siamo cristallizzati ed imprigionati in una forma che ci rende incapaci di essere protagonisti della vita, dinamici e soprattutto vivi. Ecco allora come l’invito a destarsi dal torpore della vita e dal conseguente senso di impotenza si concretizza in un flusso frenetico di parole stemperate con ironia e collegate dall’imprevedibile Bergonzoni che propone, dopo “Nessi”, sul palco Ponchielli il 14 Dicembre, il nuovo spettacolo “Trascendi e Sali” con parallelismi tra attualità e letteratura. Il messaggio da cogliere si dipana tra i verbi conduttori dello spettacolo: Bergonzoni ci invita a vedere il mondo con uno sguardo critico, ad essere attenti, a chiedere, a parlare, a guardare, a ricordare, a non farsi paralizzare dalla paura e, soprattutto, ad agire e ad essere una presenza attiva. Tutto ciò deriva dalla constatazione della “teoria dell’onda” che prevede un momento di apice e uno di minimo: noi, in questa “nuova era”, stiamo sprofondando e abbiamo bisogno di risalire, di trasalire, di trascendere per vedere oggettivamente le cose dall’alto. Simbolici ed originali diventano allora i primi venti minuti della piece teatrale caratterizzata da una scenografia scarna ma simbolica: l’attore, in piedi su una scala delle quinte, enuclea i grandi “orrori” del nostro mondo come la fame, il razzismo e persino il fenomeno dei migranti che, come afferma ironicamente, vanno gettati nell’immondizia secondo le regole della raccolta indifferenziata. È triste affermarlo ma Bergonzoni ha portato sul palco la cruda verità di una società che si sta disgregando: non siamo mai stati in pericolo ma siamo stati noi stessi causa di esso e ormai il nostro tempo è esaurito e siamo giunti al nostro limite. Occorre quindi trovare la novità e per fare ciò occorre adattarsi, sciogliere le maschere, demolire le fisse percezioni. Trasportati tra momenti di comicità e riflessioni, che si maturano solamente usciti da teatro, ci chiediamo chi siamo realmente, come possiamo prendere posizione nel mondo e come possiamo celebrare l’azione e il gesto instillando il cambiamento. La risposta risiede in ognuno di noi e nello spirito coraggioso che Bergonzoni ha cercato di rianimare in modo travolgente ed originale ma anche pungente e piacevole. “Trascendi e Sali” è allora esempio di vero teatro: brillante forma d’arte che fa riflettere ed innesca in ognuno di noi la volontà di miglioramento.

PESSINA PIETRO -1^C LIC LICEO SCIENTIFICO GASPARE ASELLI - Trama. Dall'alto della sua "pensostruttura" - un ponteggio illuminato a led - Bergonzoni ci parla mostrando solo gambe e piedi in scarpe bianche e stravaganti. È proprio da lassù, da un piano alto, che riesce a scorgere tutto ciò che quaggiù accade, fuori e dentro le case, nelle strade e nei vicoli dimenticati. In un secondo momento, titubante, sceglie di raggiungerci, di mettere i piedi per terra e di lasciare quaggiù le sue orme. A questo punto un'ondata di parole ci travolge! Facile ora che le risate prendano il sopravvento, solo un orecchio attento ed una mente attiva aiutano il messaggio più profondo ad emergere dietro la sottile comicità. Lo stesso attore riporta alla nostra memoria drammatici fatti di cronaca nominando Aldrovandi, Cucchi e Regeni. Non in secondo piano passano i riferimenti ai rapporti tra Paesi e migranti e quelli tra le diverse religioni e fedi. Bergonzoni, infine, simula le bizzarre e divertenti richieste di un rapinatore con degli ostaggi e lo spettacolo si conclude con meritati applausi e divertentissimi sketch post opera... un classico! Aspetti interessanti. La scenografia minimalista è uno degli aspetti principali che caratterizza l'opera, la Pensostruttura illuminata ed il telo rosso di sfondo sono gli unici elementi sul palcoscenico. Una costante di questo spettacolo sono le quinte essenze: Bergonzoni finge ci siano persone che fremono e che vogliono entrare da dietro le quinte e far parte dell'opera. Giudizio. "Trascendi e sali", come ogni monologo di Alessandro Bergonzoni, è molto dinamico ed è un continuo susseguirsi di vocaboli e frasi dai molteplici significati che richiedono molta attenzione per riuscire a coglierne il messaggio ed il risvolto comico. Talvolta risulta comunque difficile seguire la molteplicità di vocaboli, verbi e significati per l'elevata frequenza tra una risata e l'altra. “Trascendi e Sali” in scena al Teatro Ponchielli il 13 e 14 dicembre, ha saputo entusiasmare il pubblico, divertendolo ma facendo al contempo riflettere su diversi argomenti di attualità quali la tortura e l'immigrazione. Il talento di Bergonzoni, ha saputo inserire tra le righe argomenti a volte non facili dandone il dovuto risalto.

ROSSI NICOLO’ 1 C LIC LICEO ASELLI CREMONA - La parola, elemento portante nel gioco della comunicazione verbale, diventa nello spettacolo Trascendi e Sali di Alessandro Bergonzoni la vera protagonista. Il bravo attore bolognese ci affascina con l’uso che ne fa, come un pittore fa dell’uso dei colori un motivo della propria essenza, miscelandone tonalità, sfumature, sapienti tocchi. E così la parola diventa significato, contraddizione, doppi sensi, conseguenza e paradosso. E come Michelangelo per affrescare la cappella Sistina utilizza un ponteggio così Bergonzoni apre lo spettacolo sopra una sorta di trabattello, un pensatoio sopra il quale sferra pennellate d’autore nell’universo suggestivo del linguaggio. Ma i colori e le parole sono talmente tante che a volte sfugge parte del significato, il doppio diventa triplo senso o forse più e ci si scopre a ridere fuori tempo rispetto alla battuta. Ma va bene così perché forse è proprio quello che lo stesso attore si augura: il far pensare e divertire insieme. Bergonzoni fa della parola il filo conduttore di tutto lo spettacolo passando dal pensatoio, ai problemi socio-politici del paese, toccando la religione, i migranti, la musica, fino alla morte improbabile e improvvisa di un fachiro che trasportava un piano –piano – durante un matrimonio. Il pubblico segue con attenzione questo piacevole gioco, tra il concentrato - per non perdersi le sinapsi velocissime di Bergonzoni - e il divertito per la sua intelligente comicità. Alla fine si esce dal Ponchielli con una sana sensazione di piacere, con un sorriso che riempie il cuore e la mente, la stessa che si può provare davanti al Giudizio Universale. Trascendi e Sali risulta dunque un monologo riuscito, scritto e interpretato al meglio da Alessandro Bergonzoni, una replica pensante alla superficialità della vita quotidiana.

ROSSI REBECCA ANNA CARLA 4B LINGUISTICO - Alessandro Bergonzoni, l’attore, regista e drammaturgo bolognese ha animato la serata di venerdì 14 dicembre al teatro Ponchielli di Cremona mettendo in scena il suo ultimo lavoro: “Trascendi e sali”. Lo spettacolo che per 90 minuti ha intrattenuto un pubblico piuttosto maturo, è stato ideato, redatto e adattato da lui stesso con l’aiuto di Riccardo Rodolfi. Uno spettacolo che già dal nome mostra l’ambiguità, l’attenzione e la grande ricerca introspettiva della società attraverso un monologo in prima persona. Sul palco solo 3 elementi fondamentali, una scala chiusa, una porta e Bergonzoni. Nessuna trama, nessuna storia da raccontare, Bergonzoni vuole scavare, analizzare, portare a galla le caratteristiche della società di oggi senza però volerne trovare una soluzione. Uno spettacolo senza una morale, completamente aperto alla riflessione del pubblico, uno spettacolo che pizzica ogni aspetto della vita partendo dalla quotidianità e continuando con l'etica, la religione, la scienza e la letteratura a dimostrazione dell’incredibile abilità linguistica dell’attore nell’argomentare creando dei link geniali. Allo stesso tempo una rappresentazione teatrale che si presenta molto pop, leggera e sicuramente comica. Nella prima parte della messa in scena il protagonista non mostra il viso, è nascosto sulla sua scala, in un mondo protetto in cui lui descrive ciò che vede, i fatti, la realtà. Parole e gesti sono ambigui, mentre elenca la sua certezza girovaga su e giù per la scala con grande agitazione e confusione. Ma è quando l’uomo decide di andare oltre la superficialità della realtà, metaforicamente quando l’attore scende dalla sua scala e si fissa al centro del palcoscenico, che iniziano dubbi e domande. L’ambiguità e il contrasto, i quesiti e le certezze, il soggetto e l’oggetto sono i punti base su cui il protagonista ha lavorato affidandosi alle sue conoscenze di lessico e di sintassi che si sono rivelate davvero ammirabili.

RUSSO SILVIA ANDREA - 3° C LICEO CLASSICO “D. MANIN - Dall’alto di un’impalcatura in ferro, stagliata sul palco del Teatro Ponchielli, il 13 ed il 14 Dicembre, Alessandro Bergonzoni osserva la realtà come da una torre di vedetta. Egli guarda e descrive la semplice quotidianità che, dipinta da un susseguirsi continuo di articolate catene di parole, appare dinanzi ad un pubblico attento e attonito. La realtà comincia a deformarsi, a valicare i confini del normale, orami plasmata da giochi di omonimie, omofonie, figure retoriche, improvvisi scambi di ruoli. Ormai: ecco che ormai diviene un verbo, ormare, seguire le orme di qualcuno. Di chi? Perché? Verso dove? In un continuo trascendere e salire e scendere e salire di scale e di parole, complice una graduale climax di comicità, l’attore atterra sul palcoscenico, su una realtà esplosa, ridotta ad un’infinità di luoghi comuni, di modi di dire, di proverbi, di ambiguità, di interrogativi, di spie luminose camuffate che hanno bisogno di lampeggiare, di allarmi che aspettano di suonare, o, meglio, di essere ascoltati. La fame nel mondo, la violenza, l’immigrazione, i profughi, la politica, la lotta tra “Bianchi e Neri”, dove forse Bianchi e Neri sono qualcosa in più di due cognomi. Questo è ciò che Bergonzoni prova ad estrarre delicatamente e, contemporaneamente, quasi a raffica, da quel suo registro aperto sul leggio. Quella serie di scartoffie dalla quale tira fuori lettere, parole, nomi, vite, spezzoni di una realtà rovesciata, trascendente, sono ridicole assurdità che, paradossalmente, spingono a cercare il vero. La ventata di comicità di Bergonzoni è riuscita lentamente a scoperchiare rifugi di mostri a far emergere problemi sepolti in una palude di superficialità. In un mondo nel quale le parole stanno gradualmente perdendo valore per lasciare spazio a sofisticati strumenti tecnologici di pseudo comunicazione, è proprio la forza ammaliatrice di una strana ed assurda centrifuga di suoni, di significati trascendenti a condurre indirettamente l’uomo alla riscoperta di ciò che lo circonda. Lo spettatore scala un’impalcatura dalla quale osservare la realtà da nuovi punti di vista, dall’alto, ma contemporaneamente dal mezzo, dal centro di essa, trascendendo e salendo. Tra scendendo e salendo.

SCANACAPRA ELISA - LICEO ASELLI - Giovedì 13 e venerdì 14 dicembre il sipario del Teatro Ponchielli di Cremona si apre con lo spettacolo “Trascendi e sali” dei registi Riccardo Rodolfi e Alessandro Bergonzoni, che ne è anche protagonista. L’artista, attore, autore e scrittore nasce a bologna nel 1958. Ha all’attivo quattordici spettacoli teatrali, sei libri tra i quali ricordiamo “Le balene restino sedute” premiato nel 1990 come miglior libro comico dell’anno. Due sono le partecipazioni cinematografiche nei film “Pinocchio” di Roberto Benigni e “Quijote” di Mimmo Paladino. Artista a 360 gradi, si avvicina anche al mondo dell’arte esponendo in varie gallerie e musei italiani. La scenografia del suo spettacolo è molto minimalista con un ballatoio sopra il quale l’artista recita e si muove, mostrando all’inizio soltanto i piedi. Al centro del palcoscenico un semplice leggio rivolto al pubblico. Lo spettacolo della durata di 90 minuti viene interrotto spesso da fragorosi applausi. Si svolge in un contesto a tratti comico ma mai satirico. Bergonzoni è un fiume di discorsi a volte apparentemente illogici ma ricchi di significato non sempre semplici da cogliere al volo. Ma non segue un ritmo costante, a volte mostra le sue radici artistiche per poi sotterrarle di nuovo. Gli argomenti che tocca spaziano dall’accoglienza ai migranti, alla religione, alla cronaca attuale con riferimenti a vicende dolenti riguardanti lo stato italiano con le sue pecche in particolar modo le vicende accadute a Cucchi, Regeni e Aldovrandi. La sua non è una crescita artistica, ma un salto laterale per dimostrare che per progredire non è necessario seguire una linea retta. “Trascendi e sali “si conclude con un calorosissimo applauso del pubblico che ha apprezzato lo spettacolo tanto da spingere l’artista a rientrare ben tre volte.

STRINGHINI LUCA – 3 LICEO SCIENTIFICO - Il 13 e il 14 dicembre è andato in scena al teatro Ponchielli di Cremona l’ultimo e quindicesimo spettacolo di Alessandro Bergonzoni. La messinscena, intitolata “Trascendi e Sali”, rivela fin da subito la sua natura, caratterizzata dalla sottile ironia tipica di Bergonzoni; l’attore, da solo sul palco, è accompagnato da una scenografia formata da un telo rosso sullo sfondo, sospeso da delle funi, e da un trabattello, denominato “Penso-struttura”: questo è il luogo dove il protagonista si mostra all’inizio dello spettacolo e da cui nascono tutti i suoi pensieri. È difficile stare al passo con le battute dell’attore: una dopo l’altra, richiedono un certo sforzo per essere comprese e non si fa in tempo a finire di ridere alla battuta precedente, che ne sono già state raccontate altre Bergonzoni gioca con le parole: le smembra, ne prende il significato di una parte che poi mischia con altre parole per formarne di nuove, creando mix esplosivi che fanno scoppiare il teatro in una risata, che si tramuta in pochi istanti in un applauso. Nonostante la comicità, l’attore trasmette al pubblico messaggi importanti, legati all’attualità: ad esempio, nascosti dietro all’ironia, spuntano temi come l’immigrazione, la violenza sulle donne, le religioni e le relazioni sociali, che rendendo lo spettacolo ancora più coinvolgente, lasciando anche liberi di riflettere gli spettatori. È Forse un po’ sfuggevole il filo conduttore dell’intera messinscena, che non lascia chiaramente intendere cosa leghi tra loro i singoli sketch, comunque molto divertenti ma che rischiano di apparire poco coesi. Nonostante ciò il pubblico del teatro Ponchielli ha apprezzato a tal punto la straordinaria recitazione e comicità di Alessandro Bergonzoni, da concedere all’attore quasi 10 minuti di applausi (da aggiungersi ai 90 minuti di durata dello spettacolo), come se gli spettatori non volessero più abbandonarlo, strappando a lui stesso un sorriso.

SUPERTI TOMMASO – 1 LICEO SCIENTIFICO - Lo spettacolo “Trascendi e Sali” si è tenuto giovedì 13 e venerdì 14 dicembre al Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, la regia era di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi, le scene erano di Alessandro Bergonzoni che è anche l’autore e l’attore che recita. Lo spettacolo era un monologo ricco di battute e giochi di parole non sempre facili da capire in cui Bergonzoni parla della vita, di quello che ci accade intorno, delle altre persone e di noi stessi. La scenografia era composta dalla “Penso-struttura”, ovvero una piccola impalcatura dalla quale Bergonzoni ha iniziato a parlare, e un lungo telo rosso dietro il quale l’artista è andato per terminare lo spettacolo. La trama era abbastanza semplice: Bergonzoni si trova sulla “Penso-struttura” e inizia a descrivere con metafore quello che vede poi scende dall’impalcatura e comincia ad andare avanti e indietro per il palco mentre parla, fa battute e giochi di parole; ad un certo punto prende dei fogli e inizia a parlare di tutte le persone che sono scritte su di essi, chiama delle persone inesistenti dietro le quinte, che definisce “seminascosti”, infine si sposta dietro al telo rosso e dopo circa 15 minuti la rappresentazione termina. Nonostante lo spettacolo dovesse durare 90 minuti, dati i numerosi applausi ricevuti, l’artista ha fatto altri interventi per intrattenere il pubblico che ha apprezzato molto la rappresentazione. Ritengo che questo spettacolo sia stato molto bello e apprezzato soprattutto dalle persone a cui piacciono i giochi di parole. È bello inoltre pensare alla difficoltà a cui è andato incontro Bergonzoni per scrivere questo monologo perché ha dovuto pensare a come usare i termini nel modo giusto e perciò calibrarli. Per questi motivi do allo spettacolo un voto di 8 su 10 e ritengo che sia uno spettacolo da vedere e adatto a tutte le età eccetto ovviamente bambini troppo piccoli che non potrebbero cogliere il senso di alcune battute.

TRIACHINI ASIA FRANCISZKA – LICEO ASELLI - Trascendi e sali è l’ultimo spettacolo di Alessandro Bergonzoni in cui i registi sono lo stesso Bergonzoni con Riccardo Rodolfi. Lo spettacolo, andato in scena al teatro Ponchielli di Cremona il 13 e 14 Dicembre, è un lavoro in cui anche la scenografia gioca con la perpendicolarità, così come la trama dell’opera. “Trascendi e sali” è uno spettacolo comico in cui è presente un fitto tessuto di riferimenti incrociati, giochi di parole, allusioni in cui è obbligatorio stare attenti per riuscire a capire tutto questo non senza difficoltà. Anche nel titolo dell’opera è presente un particolare gioco di parole perché incita al trascendersi, ovvero al vivere al di fuori della realtà, sorpassare un certo limite della conoscenza. Questa è stata la quindicesima opera scritta da Bergonzoni che con il suo particolare metodo di interpretazione coinvolge profondamente il pubblico grazie anche alla comicità delle sue parole. Esso si svolge in gran parte a leggio, al centro della scena e di fronte al pubblico. Sul fondo della scena una tenda a mezz’asta avrà il ruolo di confessionale in cui il protagonista affronta temi sociali importanti che costituiscono veri e propri problemi difficili da risolvere a causa della loro estensione come l’utilizzo di alcolici, sostanze stupefacenti oppure le associazioni criminali di carattere terroristico che incitano alla violenza anche su persone innocenti. Bergonzoni pone anche una particolare attenzione sul tema della migrazione, un capitolo molto importante dell’attualità che nel nostro Paese coinvolge tutti. Si pone spesso la domanda “l’uomo è in pericolo oppure il pericolo è l’uomo?” Ecco un’altra domanda importante su cui Bergonzoni si focalizza e su cui cerca di far pensare il pubblico. Una domanda particolare a cui non è semplice dare una risposta certa. La sua performance ci aiuta a riflettere sul significato reale delle parole ed anche sui modi di dire ma anche su ciò che succede intorno a noi, anche in questo momento.

VENTURINI IAN 1° LICEO SCIENTIFICO - “Trascendi e Sali” è uno spettacolo di e con Alessandro Bergonzoni che ha inaugurato la stagione di prosa al Teatro Ponchielli di Cremona. La regia è dello stesso Alessandro Bergonzoni, che cura anche le scene e da Riccardo Rodolfi. Lo spettacolo si apre con Bergonzoni in cima alla “pensostruttura”, una struttura metallica da cui l'autore è in grado di avere una visione del mondo dall'alto ed è illuminato da un gioco di luci che impediscono al pubblico di vederne la figura intera: si intravedono solo gambe e piedi. Dopo una serie di discorsi, trattati utilizzando per lo più un linguaggio ricco di giochi di parole e, talvolta, quasi comico, l'artista abbandona la “pensostruttura”, mostrandosi al pubblico. Continua poi il monologo, affrontando, con un linguaggio frenetico, i temi di maggiore rilevanza del nostro tempo, temi tutt'altro che facili e leggeri, come, ad esempio, la violenza sulle donne e l'immigrazione. A ciò, si intervallano momenti ironici in cui l'autore bolognese analizza atteggiamenti, modi di fare e di dire tipici, inventando e descrivendo situazioni e dialoghi quasi paradossali, ma che, in realtà, sono comuni tra le persone. Lo spettacolo, della durata di circa 90 minuti, senza intervallo, si chiude in maniera originale: sembra quasi che Bergonzoni non voglia finire. Esce e riappare, continuando il flusso di parole che lo caratterizza, come per volere trattenere l'attenzione dello spettatore fino agli ultimi secondi. La scenografia minimale, composta da pochi oggetti, posizionati distanti uno dall'altro, è molto efficace, poiché concentra l'attenzione del pubblico sul protagonista e non porta a distrazioni. Lo spettacolo risulta molto particolare e aiuta a riflettere su temi importanti, anche scomodi, in un certo senso e che un pubblico giovane tende spesso ad analizzare con superficialità o addirittura, talvolta, ad ignorare. Lo spettacolo non posso dire mi sia piaciuto in maniera “totale”, perchè ho trovato il modo di comunicare di Bergonzoni in alcuni momenti eccessivamente complesso. Il suo modo di comunicare attraverso l'eccessivo uso di giochi di parole, risulta troppo pesante e non aiuta la concentrazione. Distrarsi, anche per poco, può, almeno per quel che mi riguarda, compromettere la comprensione del discorso, facendo perdere, magari, passaggi importanti.

GNISCI ELISA IVBL LICEO D. MANIN - Cosa c’è di meglio di uno spettacolo allegro e frizzante per rimanere sull’onda festiva e gioiosa del Natale? “Kiss me, Kate!” è la scelta da fare. Il pomeriggio del 26 dicembre è stato animato dalla “Compagnia Corrado Abbati” che, sul palco del Teatro Ponchielli, ha portato in scena un fenomenale mix tra Shakespeare e Cole Porter, un musical che fa divertire ma che, al tempo stesso, ci ricorda quanto i classici sono importanti. Tratto dal capolavoro shakespeariano “La bisbetica domata”, “Kiss me, Kate!” ci catapulta nel mondo del teatro dove incontriamo attori e attrici che si destreggiano tra questioni di cuore sia sul palco sia dietro le quinte. Lilli Vanessi (Antonella Degasperi) e Fred Graham (Timothy Pagani) si ritrovano, dopo anni dal loro divorzio, a dover inscenare a Broadway la versione musicale di “La bisbetica domata”. Dato il loro trascorso, non mancano i battibecchi che si risolvono sempre in momenti di complicità e tenerezza. L’errata consegna di un bouquet, però, fa si che l’equilibrio si spezzi mettendo a rischio la rappresentazione. L’arrivo di due gangster che, secondo Fred, non sono altro che problemi, in realtà lo aiutano, a modo loro, a finire lo spettacolo. Con una trama così spumeggiante, musiche e coreografie non potevano essere da meno. Balletti coinvolgenti che spaziano dal tiptap al valzer, fino alla danza classica. Francesco Frola è riuscito a cogliere perfettamente lo spirito dell’opera realizzando coreografie coinvolgenti, in grado di far sussurrare tutto il teatro per lo stupore. Sicuramente degno di nota è Alessio Ruaro nel ruolo di Bill Calhoun/Lucentio, che ha dato prova di grande preparazione classica nella “variazione della rosa” dove corteggia la bella e graziosa Bianca (Licia Cristofaro). Altra performer degna di essere nominata è Antonella Degasperi che ha impersonato perfettamente Lilli Vanessi e il suo carattere da prima donna che però sa anche sciogliersi. Per non parlare poi della sua estensione vocale: non sempre coinvolta nelle coreografie, sapeva sicuramente come colmare quella piccola mancanza con la sua voce. Corrado Abbati stesso, come spesso accade, è sceso in campo e sicuramente non ha deluso le aspettative. Uomo spigliato, dalla grande presenza scenica, sa perfettamente come gestire il palcoscenico e come scatenare la simpatia del pubblico che non ha esitato ad accogliere la sua ilarità.

RUSSO SILVIA ANDREA 3° C LICEO CLASSICO “D. MANIN - Messo in scena per la prima volta a Broadway nel 1948 e vincitore di ben cinque Tony Awards, il musical Kiss me, Kate approda sul palco del Teatro Ponchielli. Affidato alla Compagnia Corrado Abbati, la piece narra l’avventura di due ex coniugi che si ritrovano a recitare insieme nella versione musicale de La Bisbetica Domata, celeberrimo capolavoro shakespeariano. Tra i due, nel dietro le quinte, causa una serie di inattesi equivoci e colpi di scena, si alternano momenti di ripicca, di liti, ma anche romantici flashback che riconducono ad una vita trascorsa da marito e moglie: una climax di situazioni e problematiche personali che, come un’esplosione, riesce persino a forare la sfera dell’intimità della ex coppia ed invadere quella della finzione teatrale dei personaggi shakespeariani che interpretano. Uno spettacolo nello spettacolo, una vita in un’altra vita, un continuo incastrarsi di storie in una dimensione nella quale tra realtà e finzione non c’è confine. Vocalmente interessante è Antonella Degasperi, attrice e soprano, volto della protagonista Lilli Vanessi (Kate), la cui personalità canora emerge notevolmente sia nei momenti di assolo che nelle esibizioni corali, contribuendo alla più che buona riuscita dello spettacolo. Meno entusiasmante, dal punto di vista canoro, si è dimostrato Timothy Pagani (Fred Graham-Petruchio), leggermente sottotono rispetto alla partner. Durante la messa in scena, l’interazione tra i due è risultata sempre viva, accattivante e coinvolgente, sia nei panni di Lilli e Fred che in quelli di Kate e Petruchio. Un punto interrogativo rimane, invece, quello sulla soubrette Luisa (Bianca), alla quale presta voce e volto Licia Cristoforo: un personaggio decisamente particolare, nella sua eccentricità ed egocentricità. Sicuramente non priva di determinate e più o meno apprezzabili scelte di regia, l’interpretazione di Luisa è parsa, talvolta, troppo sopra le righe rispetto al livello di “veridicità” e di “credibilità” del resto dei personaggi: una macchietta non sempre in linea con il tono di uno spettacolo già ricco di comicità ed ironia. Il numero musicale finale del cast “Rileggi Shakespeare” è un invito a scoprire o a riscoprire il genio che si cela dietro l’opera originale, all’interno di ogni maschera che si muove sul palcoscenico del dramma come su quello della vita.

STOIAN ANDREA - 4'A SIA I.I.S. 'GHISLERI' - Il giorno di Santo Stefano al Teatro “Ponchielli” è andato in scena lo spettacolo “Kiss me, Kate!” tratto dalla celebre commedia “La bisbetica domata” di William Shakespeare. Protagonisti gli attori della Compagnia Corrado Abbati con musiche e testi di Cool Peter, coreografie di Francesco Frola, direzione musicale di Barbara Cocconi, scenografie di In scena Art Design. Lo spettacolo riprende una delle opere più conosciute del Bardo: una vivace Kate considera gli uomini esseri odiosi e non vuole sposare Petruccio. Il musical tuttavia non si limita a questo, propone infatti una serie di brillanti idee nelle quali prevale il cosiddetto “teatro nel teatro” in cui gli attori in scena interpretano una compagnia che deve rappresentare proprio il musical “Kiss me, Kate!”. Questa inattesa soluzione rende lo spettacolo coinvolgente e divertente. Un plauso ai protagonisti Antonella Degasperi e Timothy Pagani impegnati rispettivamente nel doppio ruolo di Kate-Lilli Vanessi e di Petruchio-Fred Graham, capoattore della compagnia, in un vortice di colpi di scena che porteranno al matrimonio i doppi personaggi. Ottimi Fabrizio Macciantelli e Alessio Cioni nel ruolo dei simpatici creditori del capoattore Petruccio così come Alessio Ruaro, Licia Cristofaro, Claudio Ferretti, Cristina Calisi e Umberto Capuano. “Kiss me, Kate!” è un incessante susseguirsi di narrato e cantato con trascinanti passi di danza che il numeroso pubblico ha accolto con calorosi e ripetuti applausi. Uno spettacolo piacevole e di ottima fattura grazie alla capacità di tutta la collaudata compagnia. Regia sempre attenta e felice quella dell’indomabile Corrado Abbati vero maestro di palcoscenico per i suoi giovani e preparati interpreti, in grado di conquistare il pubblico con battute geniali e a volte irriverenti anche in dialetto cremonese.

02 Gennaio 2019