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Domenica 19 Maggio 2019

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti de 'La bisbetica domata'

Diritto di critica, le recensioni degli studenti de 'La bisbetica domata'

CREMONA - 'La bisbetica domata' al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a sabato 16 febbraio.

ALESSANDRINI ELISA 3 LICEO ANGUISSOLA - Martedì 29 e mercoledì 30 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona è andato in scena lo spettacolo teatrale di William Shakespeare: “La bisbetica domata”. Questa commedia, tradotta e adattata da Angela Demattè e diretta da Andrea Chiodi, ha un inizio particolare: si apre infatti con una forma di un metateatro, cioè un teatro all’interno del teatro stesso. L’introduzione racconta di un ubriacone al quale viene fatto credere di essere un Lord dormiente. Dopo questa scena egli scompare. Tuttavia il vero protagonista è Minola (Zampetti), un gentiluomo, con due figlie. La maggiore, Caterina (Granata), conosciuta per la sua scontrosità, e la più giovane, Bianca (Schira), al contrario nota per la sua gentilezza. Il padre decide di allontanare la più piccola dalla società finché Caterina non sarà sposata. Quest’ultima non aveva corteggiatori al contrario di Bianca che invece ne aveva ben due. A fianco di questi due corteggiatori, Gremio (Horvat) e Ortensio (Rizzuto), se ne affianca poi un terzo, Lucenzio (Fiore), un giovane pisano. I primi due decidono di mettersi all’opera per cercare un compagno per Caterina. Quando Petruccio (Di Genio),amico di Ortensio, arriva a Padova con l’obiettivo di trovare moglie e viene a conoscenza di questa ragazza. Attratto dal patrimonio della giovane donna decide di sposarla. Una volta maritata, con la povera ragazza è costretta dal marito ad una serie di privazioni che poco a poco piegano il suo terribile carattere. L’opera si conclude in modo imprevedibile: Bianca sposa Lucenzio ed Ortensio una ricca vedova. Le mogli vengono messe alla prova e Caterina è l’unica a obbedire mostrandosi cambiata. La conclusione vera e propria è basata però sull’inizio di quest’opera: all’ubriacone vagabondo, dopo essersi addormentato e svegliato di nuovo, viene fatto credere che tutta la vicenda è solo frutto di un sogno. La bravura degli attori è molto evidente dal veloce cambio di ruoli, anche completamente opposti ai precedenti, di uno stesso interprete. A dir poco un’opera sorprendente, colma di colpi di scena e quasi perfetta se non fosse per l’assente collegamento dell’incipit della commedia al resto della vicenda e della durata di ben due ore senza pause che portava lo spettatore a stancarsi fisicamente e a distrarsi.

BAIGUERA GAIA  1 LICEO ASELLI - La bisbetica domata è una commedia scritta da Shakespeare e andata in scena al teatro Ponchielli di Cremona martedì 29 e mercoledì 30 gennaio. La vicenda è ambientata in Italia, e la scena si apre con l’entrata in scena di Cristopher Sly, un ubriacone che viene trovato da un ricco signore che gli fa credere di essere rimasto imprigionato per anni in un sonno profondo. Successivamente, Sly e un paggio si siedono per vedere degli attori girovaghi che interpretano la rappresentazione de “La bisbetica domata”. Dopo la prima scena Sly scompare e al suo posto arriva Battista Minola, un gentiluomo di Padova, padre di due figlie, Caterina e Bianca. La secondogenita ha due corteggiatori, Gremio e Ortensio, mentre Caterina nemmeno uno. Mentre i ragazzi tentano di trovare un marito a Caterina, Lucrezio si innamora di Bianca. L’occasione di trovare un marito per la primogenita si presenta quando un amico di Ortensio, Petruccio, arriva a Padova. I corteggiatori di Bianca raccontano al ragazzo di Caterina e lui decide all’istante di sposarla. Il ragazzo corteggia Caterina, dicendole che tutte le cose aspre che dice sono in realtà dolci e lei allora decide di organizzare il matrimonio. Durante il giorno delle nozze, Petruccio si presenta vestito in modo squallido, beve tutto il vino riservato alla comunione e lascia il banchetto contro la volontà della moglie. La donna è costretta dal marito a subire privazioni e umiliazioni che piegano il suo carattere ostinato, facendola diventare ancora più scontrosa. Bianca sposa Lucrezio e Ortensio una ricca vedova. Nell’ultima scena, le tre coppie di sposi e viene proposta alle tre donne una professione di obbedienza. Bianca e la vedova si rifiutano ma Caterina obbedisce. La commedia si conclude con lo stupore di Ortensio e Lucrezio, che non riescono a credere al fatto che Petruccio sia riuscito a domare la moglie bisbetica e intrattabile. Lo spettacolo è stato leggermente complesso perché non sempre si riusciva a capire la vicenda narrata però, essendo una commedia non sono mancati momenti di ilarità. La regia è di Andrea Chiodi con la partecipazione di Angelo Di Genio, Ugo Fiore, Tindaro Granata, Igor Horvat, Christian La Rosa, Walter Rizzuto, Rocco Schira e Massimiliano Zampetti. 

BELLINI CARLA 1 LICEO SCIENTIFICO - Il periodo alla fine di gennaio è chiamato: giorni della merla, e rappresenta il clima più freddo di tutto l’anno. Il cielo è scuro e incute timore, le nuvole minacciano pioggia da un momento all’altro e il vento, con tutta la sua potenza, sembra volerti impedire di uscire di casa. L’atmosfera che si respira il 29 e il 30 gennaio al teatro Ponchielli di Cremona è tutt’altro che cupa e fredda: il pubblico attende con trepidazione che cominci l’originale e divertente spettacolo di Shakespeare intitolato La Bisbetica Domata. Il regista Andrea Chiodi ha rappresentato in una nuovissima scenografia, con sfondi variabili e un doppio palco dal quale scende un’imponente altalena, la commedia che vede come protagonisti: Tindaro Granata nelle vesti di Caterina; Angelo Di Genio interpreta Smalizia e Petruccio; Christian La Rosa nei panni di Signore, Tranio, Giuseppe, Primo cacciatore, Gremio e Nicola. L’intrattabile Caterina, giovane fanciulla discendente da una ricca famiglia, ha numerosi pretendeti al suo cospetto e uno di questi in particolare riesce a conquistarla e a trasformare il suo energico e travolgente carattere in uno calmo e quasi senza vita che è persino disposto a sposarlo. Tra vicende e fatti divertenti gli attori riescono a tenere l’attenzione del pubblico con la loro recitazione e le espressioni significative. La sorella di Caterina, Bianca (Rocco Schira), non le assomiglia in nessun aspetto tanto che a volte si lascia prendere in giro da lei senza mostrare nessuna opposizione; ma anche lei, nel suo timido essere viene corteggiata da un giovane temerario. La narrazione risulta essere accattivante in alcuni tratti, ma in altri, si fatica a tenere alto il livello di concentrazione, forse a causa del linguaggio utilizzato molto forbito e dalla velocità della recitazione. Nonostante questo il ricordo che ti resta alla fine della messa in scena è allegro e, uscendo dal teatro con il sorriso sul volto si può notare il cielo limpido punteggiato da minuscole stelle.

BIGLIETTI NICOLETTA - LICEO STRADIVARI - "La mia lingua dirà la rabbia del mio cuore, o altrimenti il mio cuore, nascondendola, si spezzerà" così parla Caterina, protagonista della commedia shakespeariana “La Bisbetica Domata” al Teatro Ponchielli di Cremona il 29 gennaio. La vicenda vede protagonista Petruccio, mirabilmente interpretato da Angelo Di Genio, che attratto dalla dote, sposa e assoggetta la “bisbetica” Caterina di Padova, personaggio impersonato da Tindaro Granata, donna che virerà il suo atteggiamento solo quando comprenderà il sincero amore del consorte. Il regista Andrea Chiodi, ambienta il capolavoro cinquecentesco calandolo in una dimensione del tutto particolare. Il personaggio principale, in perfetto stile elisabettiano, è accompagnato da un cast di ottimi attori: Christian La Rosa, Igor Horvat, Massimiliano Zampetti, Walter Rizzuto, ed infine Ugo Fiore. La finzione si manifesta sin dagli inizi con un’introduzione spesso dimenticata in molti allestimenti dell’opera, alla quale invece il regista presta molta attenzione: al centro della rappresentazione vi è la forza delle parole, infatti senza alcuna scenografia apparente, eccetto per la presenza di sedute riconvertite in scale, i personaggi entrano in scena con casacche in stile americano, giocando con la palla e la mazza, conferendo uno stile ritmico e dinamico alla commedia. La “Bisbetica Domata” è una delle commedie più attuali e contemporanee dell’autore inglese, in un’epoca di prevaricazioni, violenze e femminicidi, viene letta dal regista mettendo in evidenza, le dinamiche che intercorrono tra uomo e donna, terminando con l’acquisire una connotazione femminista, pur nella “critica’’ all’universo maschile. La novità atipica per lo spettatore contemporaneo è la presenza di soli uomini sul palcoscenico, suggestione ripresa dal teatro elisabettiano. È dunque l’arte shakespeariana il gioco delle parole e l’intreccio dei personaggi a tenere alta l’attenzione del pubblico: le incursioni musicali contemporanee non interrompono lo scorrere dei discorsi, anzi lo accompagnano, risultando fortemente raffinate. Nonostante la commedia sia inserita in una cornice storica, traspare la malignità atemporale dell’animo umano, incline alla denigrazione del diverso, del debole e dell’indifeso, tematica anch’essa più che mai attuale, che fa comprendere sotto una luce diversa la sottomissione di Caterina.

BIGOLI FRANCESCA 3 LICEO ANGUISSOLA - "La bisbetica domata" di William Shakespeare, riadattata in chiave moderna a cura della regia di Andrea Chiodi, è andata in scena al teatro A. Ponchielli di Cremona lo scorso martedì. La rappresentazione si apre in maniera del tutto ambigua e singolare: questi due termini sono costanti in tutta la trama, tant'è che il palco è privo di scenografia se non una panca e due scale scorrevoli, portate in scena dagli attori. Questo aspetto conferma la maestria recitativa di questo corpo d’attori, totalmente al maschile rispettando i canoni teatrali elisabettiani. La scena si apre con Bianca (Rocco Schira) una bellissima donna, figlia di un borghese padovano Battista (interpretato da Massimiliano Zampetti), che possiede un seguito di moltissimi pretendenti Lucenzio (Ugo Fiore) nobil signore di Pisa, Ortensio (Walter Rizzuto) e Gremio (Igor Horvat) entrambi esponenti dell'alta società) ma che non può contrarre marito, se non dopo le nozze della sorella bisbetica Caterina (Tindaro Granata). Con tempismo perfetto entra in scena Petruccio (Angelo Di Genio), che decide di chiedere la mano di Caterina, non curandosi dei racconti terribili sulla sua intrattabilità: il vero intento del nobil signore, sarà però impossessarsi della sua dote. Dopo le nozze, Petruccio tornerà con la sua sposa nella casa in campagna con lo scopo di “addomesticarla”. Finalmente, la mano di Bianca è "libera", spetterà comunque al padre, decidere tra i pretendenti, in base a chi offrirà il dono più cospicuo. Tra i rivali la meglio, la otterrà Lucenzio. La commedia si conclude con la trasformazione di Caterina: i metodi poco ortodossi e la integerrima severità del marito, sono riusciti a domarne l'irrequietezza. L'autore probabilmente ha voluto donare ad entrambe le figure femminili una propria specificità: a Bianca il nome, che denota purezza ma quasi una "comparsa" sulla scena, in contrasto con Caterina intrattabile donna ma assoluta protagonista della vicenda. Questa dirompente e riflessiva commedia, da la possibilità allo spettatore di intuire quanto l'effimero nella realtà, ha un ruolo totalmente secondario anche se spesso attrae. La quotidianità monocromatica (come rappresentata dai costumi neri indossati da quasi tutti gli attori) invece, risulta spesso ricca di valori e concretezza, non sempre attraente ed accattivante ma sicura e solida, come la fedeltà dimostrata da Caterina. 

CONFORTINI ANNA 3 LICEO ANGUISSOLA - La commedia di Shakespeare intitolata “La bisbetica domata” è andata in scena, con la regia di Andrea Chiodi, il 29 e 30 gennaio 2019 al Teatro Ponchielli di Cremona. La vicenda si svolge a Padova dove Battista, ricco signore, possiede due figlie. La maggiore, Caterina, si distingue per l’indole violenta, il linguaggio scorbutico e la libertà sfrenata della sua personalità che va oltre ogni imposizione sociale; tali tratti la portano ad essere rifiutata dagli uomini. La minore, Bianca, rappresenta il suo contrario: taciturna, elegante ed educata, attira molti pretendenti. Il padre decide di non dare in sposa la seconda prima del matrimonio di Caterina, due dei pretendenti di Bianca, infatti, Lucenzio e Ortensio, per poterla corteggiare le insegnano in casa la filosofia e la musica. Slocca la situazione Petruccio, giovane di Verona dalla vivace e libera personalità che arriva col volere di prendere in sposa la bisbetica, dopo essersi informato sulla sua dote. Il loro sarà un matrimonio “selvaggio”, fuori dagli schemi, il continuo tentativo di dominare e domare. Successivamente Bianca si sposa e così si hanno due immagini opposte: quella di un tradizionale matrimonio, e un rapporto caratterizzato dall’istinto, da due forze che vogliono dominarsi a vicenda. In conclusione sarà però la disprezzata bisbetica a mostrarsi la più fedele nei confronti del marito. La rappresentazione è ricca di aspetti interessanti: le voci forti, il mantenimento della tradizione del teatro dell’e, ovvero la presenza di soli uomini in scena, i costumi classici con dettagli moderni e la dinamicità, hanno lasciato lo spettatore in bilico tra i tempi passati e i nostri giorni. Ogni emozione era elevata ad uno stato superiore, quasi all’eccesso e questo ha reso possibile un forte coinvolgimento. Da notare è il rapporto contorto degli sposi: il perenne tentativo di dominio da parte di lui con la maestria della dialettica, sono presenti infatti scene con scontri verbali che danno grande importanza al linguaggio. Appaiono i temi della sottomissione e dell’addomesticamento, che portano Caterina a ridurre la sua personalità; nell’incontinenza appare, però, una nota di libertà, il loro legame ha infatti una unicità, caratteri simili si incontrano e vivono la loro storia attraverso uno scontro perenne.

COPPIARDI PIETRO 3 LICEO SCIENTIFICO - Al Ponchielli il 29 e il 30 gennaio, una delle più celebri commedie di Shakespeare va in scena nella versione di Andrea Chiodi. La Bisbetica Domata, questo è lo spettacolo in questione, è la storia di Caterina, una donna che non accetta il ruolo che la società del suo tempo le impone in quanto femmina, che rifiuta di sottomettersi all'autorità maschile e che ostenta la sua indipendenza contravvenendo alle convenzioni che volevano la donna silenziosa, raffinata e pudica. Per questo suo anticonformismo viene definita bisbetica, di cattivo carattere. La regia ha centrato perfettamente il senso della commedia donando agli spettatori un'interpretazione essenziale e gradevole. Molto interessante la scelta di recuperare l'abitudine del teatro elisabettiano di affidare tutti i ruoli ad attori maschi. La resa è particolarmente riuscita nell'ultima parte, in cui Caterina viene 'domata' cioè costretta a sposarsi e a interpretare la parte di moglie devota che qualcun altro ha scelto per lei. Risulta quindi azzeccatissima l'interpretazione di Tindaro Granata che, con eccellente versatilità, ha saputo portare sul palco una Caterina tanto volgare all'inizio quanto malinconica sul finale nel ricordare alle sue compagne i loro doveri di ossequio e obbedienza nei confronti dei loro mariti: una recitazione davvero ammirevole. Il finale, che allo spettatore di oggi appare decisamente poco allegro per una commedia ha saputo rendere con estrema eleganza la rassegnazione di una donna che abbandona le sue speranze di indipendenza. Lo spettacolo presenta molteplici suggestioni differenti che riescono però a essere perfettamente bilanciate, nel parlato, ad esempio si alternano battute al limite dell'osceno a citazioni mitologiche, così come le urla e i versi ridicoli si accompagnano a momenti di recitazione poetica. Lo stesso si può dire dei costumi dove abiti dal gusto rinascimentale si mischiano a t-shirt con scritte femministe. La scenografia molto essenziale è stata una tele bianca che ha lasciato agli attori la possibilità di essere i soli veri protagonisti. Bellissima anche la scelta di riproporre il 'teatro nel teatro' all'apertura della commedia: dietro a un sipario con proiettata l'immagine di una scena di caccia gli attori, di cui si scorgevano le sagome, hanno interpretato il prologo dello spettacolo. Al termine della serata non sono mancati i meritati applausi.

DERIU LETIZIA 5°B AFM IIS GHISLERI - Il 30 gennaio il Teatro Ponchielli ha ospitato lo spettacolo teatrale “La Bisbetica domata” di William Shakespeare reinterpretato da LuganoInScena. Una Bisbetica Domata tutta al maschile, attori talentuosi sotto la guida dell’originale e attento regista Andrea Chiodi. La vicenda ha la struttura del teatro nel teatro, gioco molto gradito da Shakespeare, infatti comincia con uno scherzo di alcuni nobiluomini ad un ragazzo ubriaco a cui viene fatto credere di essere un signore e gli si propone una commedia. Ecco allora che inizia la storia della bisbetica Caterina (Tindaro Granata), figlia di Battista Minola (Massimiliano Zampetti), ricco mercante di Padova, che cerca in tutti i modi di farla maritare. Battista è talmente disperato da decidere che la sorella minore di Caterina, Bianca (Rocco Schira), non si sposerà prima della sorella, pur di ricevere l’aiuto dei suoi corteggiatori. Tra inganni ed enigmatici giochi di parole in rima, i pretendenti riusciranno a trovare il modo di passare del tempo con Bianca e nel frattempo cercare un marito per Caterina: un giovane, Petruccio (Angelo Di Genio), che non aspirava ad altro se non ai soldi. Petruccio dopo un primo incontro tormentato decide comunque di sposarla e stabilisce col padre le nozze. Ma nel tentativo di “domarla” finisce per essere lui il più bisbetico infatti per tutta la cerimonia nuziale sottopone la moglie a continue umiliazioni. La conduce poi nella propria casa in campagna e qui continua ad infliggerle smacchi e umiliazioni, privandola del cibo, del sonno e di abiti eleganti, con le più assurde ed irrazionali scuse. Non contento, visto che Caterina riusciva ancora a ribellarsi, durante il viaggio di ritorno verso Padova, Petruccio costringe Caterina alle più illogiche e paradossali affermazioni tanto che ella arriva a casa del padre completamente addomesticata… nel frattempo i pretendenti di Bianca si sposano: Lucenzio ne conquista il cuore, mentre Ortensio sposa una vedova. Al banchetto per festeggiare le nozze, gli sposi scommettono su quale delle loro mogli sia la più docile e Petruccio vince la sua scommessa per merito di Caterina, che alla fine dello spettacolo tiene un discorso sull'obbedienza ai mariti. È una rielaborazione dell’opera di Shakespeare molto interessante, che riesce a trattare in modo preciso e attuale il tema del potere che ha la parola.

D’ORIO MARTA 3 LICEO ANGUISSOLA -  “La bisbetica domata” commedia grottesca di Shakespeare, è stata rappresentata il 29 e 30 gennaio al Teatro Ponchielli. Uno spettacolo caotico e avvincente già dai primi istanti, sulle note di un motivo concitato, suonato da un violino che riapparirà durante il corso dello spettacolo. Questo, non è l’unico elemento di scena che partecipa alla riuscita dello spettacolo, infatti anche una pallina illuminata e poggiata sul bordo del palco suscita immediatamente la nostra curiosità. Una curiosità che non smette di farsi sentire, stuzzicata da ogni singolo urlo o dialogo dagli attori. Un classico esempio di metateatro ovvero il teatro dentro al teatro dove la finzione regna sovrana. Il personaggio che poi diventerà Petruccio, è vittima di uno scherzo che lo porterà a credere di essere un ricco Lord. Da qui parte la storia. I personaggi sono una compagnia teatrale ingaggiata per burlare l'uomo. Le vicende ruotano intorno a due sorelle: la minore Bianca e la maggiore Caterina. Caterina, dolce e aggraziata, corteggiata da molti uomini, è costretta a rimanere nubile fino a quando anche la sorella maggiore non troverà marito. Solo un particolare si contrappone tra le nozze e la donna: il suo carattere. Essa infatti è considerata indiavolata, per meglio dire bisbetica. Il caso vuole che un giovane erede a caccia di fortuna si imbatta in questa strana famiglia e riesca a sposare la donna con il fine di intascare la sua dote. Dopo varie vicende, riesce a domare la moglie? Un monologo finale, intenso e toccante ci fa aprire gli occhi sulla realtà dell'epoca shakespeariana, in cui la donna perfetta era completamente devota e obbediente all'uomo. La tradizione shakespeariana viene continuata anche nella presenza di un cast interamente maschile con attori come Angelo Di Genio, Christian La Rosa e Tindaro Granata diretti da Andrea Chiodi. In questo contesto interpretativo classico, sono stati aggiunti anche elementi innovativi e multimediali come proiezioni o carrelli usati per creare le varie ambientazioni. La rilettura dell'opera non è completamente fedele all'originale infatti i comportamenti della bisbetica sono meno esasperati, per facilitare lo scorrimento dello spettacolo. È anche grazie a ciò, oltre alla grande abilità degli attori, che lo spettacolo è stato molto apprezzato e calorosamente applaudito.

FARINA MARCO 1 LICEO SCIENTIFICO -  Un lungo applauso ha concluso la serata al Ponchielli che ha visto andare in scena la Bisbetica domata. L’interpretazione del cast composto interamente da uomini è stata gradita da gran parte del pubblico che ha espresso il suo compiacimento con un caloroso applauso al termine della messa in scena. Il suono di un violino suonato da una figura mascherata ha aperto lo spettacolo, che inizialmente poteva sembrare di difficile comprensione poi però ha avuto uno svolgimento più sciolto. Il matrimonio di Caterina (Tindaro Granata), donna lunatica e intrattabile, è stato il filo conduttore di tutta l’opera. Da questo matrimonio dipendeva anche quello di Bianca (Rocco Schira), in una città dove i padri pensavano solo ai propri problemi. In questo contesto sono molteplici i riferimenti allo sport come per esempio lo scontro tra Petruccio (Angelo Di Genio) e Caterina con la mazza e la pallina da baseball. Un gruppo di amici vestiti tutti in nero continuano a sfidarsi nel tentativo di domare Caterina, perciò tutta l’opera è caratterizzata dal conflitto tra Caterina e Petruccio. Quest’ultimo è un uomo abbastanza povero in cerca di fortuna. Lo scontro vede vincere Petruccio che straordinariamente riesce a domare l’intrattabile Bisbetica. La caratteristica principale di questa rappresentazione è che essendo una compagnia di soli uomini anche le parti di Caterina e delle figure femminili sono state interpretate da uomini. Il fatto che forse ha più impressionato è che Caterina è stata interpretata egregiamente con una naturalezza tale che quasi faceva trascurare il fatto, che si trattava di un uomo. Anche il ruolo di Petruccio, uomo con un buon fisico e capace di domare e valorizzare l’irrequieta Caterina, non è passato in secondo piano. L’attore ha saputo interpretare bene la parte riuscendo a trasmettere limpidamente i pensieri e sentimenti del personaggio. Lo spettacolo è stata un connubio perfetto, caratterizzato dall’ armonia e dall’esperienza della compagnia che ha saputo anche interagire con il pubblico nel momento in cui Caterina è scesa dal palco spostandosi nell’area della platea. Il calore del pubblico è stato meritato.

FERRARI MATILDE 1 LICEO SCIENTIFICO -  Il 29 e 30 gennaio è andata in scena al Teatro A. Ponchielli la rappresentazione teatrale del capolavoro Shakespeariano “La bisbetica domata”. Uno spettacolo dalla trama sicuramente complessa ed intrigante, si apre con la messa in scena organizzata da un ricco lord, che decide di burlarsi di un ubriacone addormentatosi in mezzo alla strada. Egli lo fa condurre nella sua reggia e, al suo risveglio, gli fa credere di essere un aristocratico destatosi da un sonno durato 15 anni e, per allietarlo, lo intrattiene con una rappresentazione teatrale, che racconta di un nobil uomo, Petruccio (Angelo Di Genio), che riuscirà a domare la bisbetica Caterina (Tindaro Granata). La trama prosegue con una serie d’intrecci che fanno da background al cuore della vicenda, legati principalmente a Bianca, la sorella della bisbetica, e i suoi pretendenti. Caterina, dopo le privazioni e le umiliazioni inflitte dal marito, si sottometterà al volere di Petruccio, riconoscendo i suoi doveri di nobil donna e rifrenando una volta per tutte la sua indole selvaggia. L’ubriacone, riaddormentatosi al termine dello spettacolo inscenato, si risveglierà nella locanda dove era solito andare, con la convinzione di aver vissuto solamente un lungo e bizzarro sogno. “La bisbetica domata” è sicuramente un’opera complessa, ma al contempo alleggerita dalla comicità e dal talento indiscutibile degli interpreti che l’hanno inscenata. Una compagnia teatrale composta da soli uomini, ai quali bisogna riconoscere la bravura nell’interpretare le figure femminili di questa rappresentazione. Lo spettacolo è stato abbastanza soddisfacente: l’impronta moderna, l’esuberanza delle figure interpretate e la vena satirica caratteristica di quest’opera hanno sicuramente divertito il pubblico, ma purtroppo il linguaggio arcaico ha reso ardua la comprensione. “La bisbetica domata” affronta tante tematiche che, nonostante facciano riferimento ad un’epoca passata, sono prettamente attuali. Sicuramente, sono giunte al cuore degli spettatori sono: la violenza accondiscesa sulle donne, il loro ruolo insignificante in una società maschilista e l’inganno, di cui l’uomo si serve sempre più spesso. Uno spettacolo interessante e originale: un incontro di tradizione e innovazione.

GANDOLFO MATILDE  1 LICEO SCIENTIFICO - Parole. Sono tutto: permettono di rendere qualcosa ciò che è. Perché rosso lo è qualcosa soltanto quando viene definito tale, non quando lo è veramente. Anche se in realtà, non potendo dare un concetto di vera esistenza, non si può neanche escludere che qualsiasi cosa sia diversa da come che viene definita. Questo è ciò che viene mostrato ne “La Bisbetica domata”, in scena al Teatro Ponchielli il 29 e 30 gennaio per la regia di Andrea Chiodi, una revisione dell’omonima opera di Shakespeare, attraverso continui e frenetici scambi di personalità. Tutto grazie alla maestria degli attori nell’interpretare più personaggi contemporaneamente. Essi indossano vestiti identici con ricamato sopra il proprio nome e un numero, questo li differenzia nella loro irrilevante uguaglianza. Caterina (Tindaro Granata), sarcastica, bellicosa e senza la minima ombra di vergogna, è la protagonista di questa realtà esagerata i cui personaggi sono fittizi e ingannevoli. Petruccio (Angelo Di Genio), uomo manesco, manipolatore e attaccato più ai soldi che alla propria vita, è deciso a sposarla per ottenere la sua dote. Lei vuole essere libera di prendere le proprie decisioni, infatti a ogni corteggiamento, romantico o violento che sia, risponde con spiccato dissenso, talvolta non soltanto con le parole. Nonostante tutto, il molesto pretendente, non desiste e imperterrito continua con delirante ostinatezza la conquista dell’indomita ragazza. Inspiegabilmente Caterina si placa, diventa mite come ogni devota moglie dovrebbe essere secondo qualsiasi meschino maschilista. Sottomessa con la forza e privata del proprio carattere, le viene a mancar meno l’energia per ribellarsi. La semplice scenografia realizzata da Matteo Patrucco, si limita a impalcature di metallo mosse dagli stessi attori durante le scene, esse rendono ancora più rapidi e concisi cambi di scena e allo stesso tempo li confondono. Meglio vivere nella realtà sognandone una migliore, o essere intrappolati in un sogno senza via d’uscita? Nessuna ed entrambe risponderei dopo aver visto questo spettacolo. Perché se tutto è essenziale, il niente lo è di più. Come le parole: è fondamentale dare vita ai nostri desideri e impossibile fare a meno di comunicare i nostri bisogni. Allo stesso tempo, però, sono la fonte di ogni conflitto, ciò che viene omesso è mancanza di sincerità e ciò che viene svelato si fraintende.

GREGORI ELENA 1 LICEO SCIENTIFICO - La Bisbetica Domata è uno spettacolo teatrale che è andato in scena al Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona la sera del giorno 30 gennaio 2019. Il regista di questo spettacolo è Andrea Chiodi, mentre la storia è di William Shakespeare ed è stata tradotta e adattata da Angela Demattè. Protagonista dello spettacolo è Caterina, la bisbetica, una donna “indomabile” dal carattere molto forte e scontroso, testarda e prepotente, alle volte molto infantile, che vuole avere sempre l’ultima parola. Per decisione del padre, il signor Battista, è proprio da lei che dipende il matrimonio di Bianca, la sorella minore che, al contrario, è molto timida e riservata. Per questo motivo infatti, il padre allontana quest'ultima, che aveva i corteggiatori Gremio ed Ortensio, dalla società. Intanto Lucenzio, un giovane pisano, vede Bianca e si innamora perdutamente di lei, mentre Gremio ed Ortensio uniscono le loro forze per trovare un marito a Caterina: Petruccio, che inizialmente non ne vuole sapere della ragazza a causa del carattere, ma quando viene a sapere che è molto ricca decide di sposarla immediatamente. Caterina è interpretata da un attore maschile, Tindaro Granata, per rendere maggiormente l'idea che nella Padova nell'epoca in cui è ambientata la vicenda le donne per avere un ruolo nella società erano costrette a uguagliarsi agli uomini e a pensare come loro. Nei dialoghi è emerso spesso anche un pizzico di ironia che ha fatto divertire il pubblico, sia adulto che giovane. Lo spettacolo ha alternato momenti in cui il suo ritmo e la sua intensità erano costanti a momenti in cui essi un po' si perdevano, comportando un livello di attenzione più elevato.

IACCARINO ILENIA 1 LICEO SCIENTIFICO - La Bisbetica Domata, andata in scena al Teatro Ponchielli il 29 e 30 gennaio, è una commedia scritta da William Shakespeare, uno dei più grandi poeta inglesi. La vicenda dell’opera teatrale è ambientata in Italia, a Padova. Scritta forse nel 1594, il protagonista è Petruccio (Angelo Di Genio), che alla fine si sposerà con la bisbetica Caterina (Tindaro Granata), solo ed esclusivamente per motivi economici. L’opera si apre con il protagonista che, ubriaco marcio, si addormenta per strada, viene trovato da un ricco signore, egli pensa subito che sarebbe moto più divertente prendersi gioco di lui, al posto di abbandonarlo in mezzo alla strada. Così ordina di farlo portare nella sua casa, di vestirlo con abiti lussuosi e per finire lo fa piazzare in una delle sue camere più belle. Al risveglio, Petruccio, non comprende molto e quando gli raccontano la storia che lui è un uomo nobile e ricco, marito di una moglie meravigliosa e che ha dormito per quindici lunghi anni, egli non esita a crederci. Petruccio prenderà poi in moglie la bisbetica figlia di un buon uomo e sorella di Bianca (Rocco Schira) molto più calma e pacifica. Il padre però afferma che la seconda, ovvero Bianca, non si sposerà finchè non l’avrà fatto la prima. la seconda ha due pretendenti, Ortensio e Gremio, mentre Caterina nessuno. Fin quando l’amico di Ortensio parla di Caterina a Petruccio e appena sente della sua grande dote decide all’istante di sposarla. Egli corteggia Caterina e i due si sposano, anche se il giorno del matrimonio Petruccio non è vestito come dovrebbe essere. Caterina non è felice del suo matrimonio, il marito la tratta male, la priva di molte cose rendendo il suo carattere diverso quasi a volerla cambiare. Nel frattempo Bianca si sposa con Lucrezio, mentre Ortensio con una vedova. Seduti allo stesso tavolo i tre mariti discutono su chi sia la moglie migliore e su questo ci sono molti dubbi che sia Caterina, ma quando mandano a chiamare le mogli è l’unica che si presenta lasciando sorpresi tutti. Il messaggio di quest’opera può essere più di uno: il matrimonio tra i due viene fatto solo per motivi economici e dunque il loro non dura molto, ci fa capire che la felicità dopo il matrimonio non sempre è eterna. I soldi sono molto importanti: tutto la commedia gira intorno ad essi, è una continua lotta per dimostrare chi possiede più beni, infine Petruccio sposa Caterina solo per la sua dote.

MARIANI MIRIAM  3 LICEO ANGUISSOLA -  La sera del 29 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona è andata in scena La Bisbetica Domata, testo adattato e tradotto per la scena teatrale di Angela Demattè. Una commedia molto contorta e discussa; ridicola pur con scene agghiaccianti e strane relazioni, l’amore è inteso non come amore, ma come puro interesse; una commedia ricca di finzione. Lo spettacolo narra di Petruccio (Angelo Di Genio), avventuriero veronese, che sposa l'intrattabile Caterina (Tindaro Granata) di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote. Il rapporto tra Caterina e Petruccio è perverso, egli cerca di addomesticarla attraverso l’utilizzo della parola, attraverso la forza, attraverso un modo di fare molto violento, e Caterina è una tigre selvaggia, impossibile da addomesticare; sono entrambi due spiriti liberi, due anime inquiete che insieme formano una nuova strana e complicata famiglia. Petruccio ha la capacità di manipolare l’altro tramite la parola e così fa con Caterina. Vengono messe in scena due tipologie di violenza quella psicologica e quella fisica: Caterina è portatrice di un linguaggio animalesco, carnale e molto libero; mentre Petruccio è portatore di una violenza data dalla parola, ed egli si trova davanti una donna che sa tenergli testa. Shakespeare in questa commedia ci dimostra come il linguaggio sia fondamentale, ha il potere di cambiare la realtà, è un linguaggio ambiguo. La commedia è iniziata con i personaggi che dialogavano dietro ad un telo e si vedeva solamente la loro ombra, successivamente, una volta alzato il telo, la scena era sempre occupata da scale e gli attori si muovevano da una scala all’altra mentre dialogavano. Non è stato semplice seguire questa commedia, le relazioni erano molto contorte, ma la bravura degli attori ha superato ogni contorsione, una volta terminato lo spettacolo vi sono stati infiniti applausi.

MEOLA RAFFAELE 3 GHISLERI - Martedì 29 e mercoledì 30 gennaio, il Teatro Ponchielli è stato il palcoscenico di uno dei più grandi classici della commedia shakespeariana. “La bisbetica domata” racconta di due sorelle, Bianca e Caterina Minola, figlie di un gentiluomo di Padova, Battista. Le due sorelle erano note per avere due caratteri e modi di fare totalmente contrastanti: la prima era nota per la sua compostezza ed educazione, la seconda per essere scontrosa e maleducata, caratteristica che le impedisce di trovare marito. Per far fronte al problema della primogenita, Battista allontana Bianca dalla società fino a quando Caterina non si fosse sposata, la quale era però corteggiata da Gremio e Ortensio. La trama si complica quando anche Lucenzio, un giovane pisano, si innamora di Bianca, decidendo così di unirsi agli altri due uomini per trovare un marito a Caterina. I tre trovano Petruccio, amico di Ortensio in cerca di moglie disposto a sposare l’insofferente Caterina nonostante il suo carattere, poiché attratto dal suo denaro. Tuttavia il piano dei tre non si limita a questo: Lucenzio si scambia di ruoli con il suo servo Tranio per diventare il tutore in letteratura della gentile Bianca, così come Ortensio si traveste diventandone il tutore di musica. Il giorno del suo matrimonio, Petruccio si presenta vestito in modo squallido e, con grande rammarico di Caterina, si rifiuta di restare al banchetto. I due conducono una vita molto modesta, in cui la povera ragazza è costretta dal marito ad una serie di privazioni e di umiliazioni che piegano poco a poco il suo ostinato carattere rendendola addirittura la più ubbidiente delle spose. Sotto la regia di Andrea Chiodi e insieme alla scenografia di Matteo Patrucco, ai costumi di Ilaria Ariemme, alle musiche di Zeno Gabaglio, ai disegni e alle luci di Marco Grisa, la pièce si è rivelata un mix vincente di bravura ed energia. A caratterizzare lo spettacolo è stata la scelta di un cast costituito interamente da figure maschili che hanno saputo dominare la scena, un omaggio che rimanda all’epoca della sua stesura: infatti, Tindaro Granata, Angelo Di Genio, Christian La Rosa, Igor Horvat, Rocco Schiva, Massimiliano Zampetti, Walter Rizzulo e Ugo Fiore hanno dato voce all’opera in modo coinvolgente ed entusiasmante, meritandosi così lo scrosciante applauso del pubblico. 

MONDONI GIULIA 4 LICEO STRADIVARI - Al teatro Ponchielli è di scena la commedia di Shakespeare: “La bisbetica domata”.  Nel buio del teatro appare un gruppo di uomini. È lì che inizia l'opera: come nell'introduzione originale del drammaturgo inglese, l'illuso ubriacone Cristopher Sly cade vittima dello scherzo degli uomini. Si sveglia in un palazzo accerchiato da servitori che lo convincono di essere un ricco lord. Appena sveglio viene deliziato dalla favolosa rappresentazione teatrale di un gruppo di attori girovaghi. Si narra la storia di un nobile di Padova in cerca di sposi per le sue due figlie: Caterina e Bianca. La figlia minore, Bianca, interpretata da Rocco Schira, è una ragazza pacata e ubbidiente, mentre Tindaro Granata dà vita ad una “Cate” bisbetica, indiavolata e indomabile. Finché Caterina non avrà trovato marito, il padre terrà Bianca lontana dalla società, così i numerosi pretendenti della minore, interpretati da Igor Horvat, Walter Rizzuto e Ugo Fiore, sono costretti ad attendere. Entra in scena Angelo di Genio, interprete di Petruccio, fintamente infatuato di Caterina, ma intenzionato a sposarla solo per la sua dote. Con imbrogli e travestimenti, gli ammiratori della giovane Bianca intendono avvicinarsi a lei e ottenere la sua mano. Il matrimonio viene celebrato e gli sposi lasciano Padova. Petruccio tratta la moglie come animale da domare e la priva persino di cibo e sonno. Al termine dell'opera i protagonisti si ritrovano: Bianca ha sposato uno dei pretendenti e Petruccio ha finalmente domato Caterina, che si presenta ora come moglie sottomessa, concezione che Shakespeare aveva della donna. La commedia shakespeariana, per la regia di Andrea Chiodi, ha una scenografia semplice: uno sfondo monocolore che fa sì che l'attenzione dello spettatore si concentri solo sugli attori, capaci di interpretare magistralmente i loro personaggi, mettendone in evidenza le più particolari caratteristiche, senza esasperarne la comicità. Poiché il corso degli eventi non segue la cronologia, la narrazione può essere trasportata nella modernità: una moglie scontrosa, sottomessa al marito scherzoso, la quale attira la compassione degli spettatori. Premiati da fragorosi applausi, gli attori solo maschili, come negli antichi teatri inglesi, lasciano il palco e un pubblico, a mio avviso, più che appagato.

OHAZURUIKE ESTHER 1 LICEO SCIENTIFICO - Il 29 e 30 gennaio al Teatro Ponchielli è andata in scena La Bisbetica domata, intricata commedia di Shakespeare. Sly è un ubriacone a cui vien fatto credere di essere un ricco Lord e di esser stato addormenta per anni. Sly e un paggio si siedono per vedere uno spettacolo "la bisbetica domata”. La scena, improvvisamente, si sposta su un gentiluomo di Padova, padre di due figlie: la primogenita Caterina (Tindaro Granata), nota per il suo brutto carattere e la più giovane, Bianca (Rocco Schira), lodata per la sua gentilezza ed affidabilità. Bianca è corteggiata da due uomini: Gremio (Massimiliano Zampetti) ed Ortensio (Walter Rizzuto), mentre la primogenita non ha neanche un pretendente, ed è per questo motivo che il padre allontana momentaneamente Bianca affinché Caterina possa trovare marito. Nel frattempo Lucenzio, un giovane pisano, vede Bianca e si innamora perdutamente di lei, e intanto Gremio ed Ortensio uniscono le forze per riuscire a trovare marito a Caterina. Riescono nell'intento ma, purtroppo per lei, sposerà un uomo rude che la porterà a diventare sottomessa e privata dei suoi interessi, mentre Bianca sposerà il suo amato Lucenzio. Ho trovato la recitazione buona, ma non molto coinvolgente, anche se devo riconoscere la bravura di ogni attore. La scenografia era azzeccata in ogni momento della vicenda e i vestiti rispecchiavano alla perfezione quella che era la moda del tempo. Onestamente, però, non mi è piaciuto il modo in cui sono state rappresentate le diverse scene. Le ho trovate molto confuse e poco chiare, perciò ho fatto molta fatica a seguire la narrazione. Nonostante ciò, ho apprezzato molto le battute ironiche nel costo della vicenda, le quali mi hanno coinvolto e, soprattutto, molto divertito. Un altro punto a favore è la trama originale e ricca di momenti dinamici, molto travolgente e interessante. Vista la mia esperienza non consiglierei del tutto questo spettacolo. Come già detto in precedenza, la trama è molto coinvolgente e bella, ma il modo in cui è stata rappresentate l'ho trovata confusa. Concludo col dire che penso che questo spettacolo sia più adatto a chi è veramente amante di teatro e di spettacoli teatrali, di chi ha più esperienza in quest'ambito, perché in grado di capire le peculiarità e lo svolgimento delle diverse scene.

PENATI SABRINA 3A SIA GHISLERI-BELTRAMI - Mercoledì 30 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona è andata in scena La Bisbetica Domata. Questa commedia, di William Shakespeare è stata adattata e tradotta da Angela Demattè. Dobbiamo un grazie per la regia ad Andrea Chiodi, per le scene a Matteo Patrucco, ai costumi ad Ilaria Ariemme, per le musiche originali a Zeno Gabaglio, per il disegno luci a Marco Grisa, per il movement coach a Marta Ciappina e per l’assistenza regia a Margherita Saltamacchia. La commedia si apre con la scena di un ubriacone ambulante, il quale viene svegliato da un ricco signore e dai suoi servitori. Il poveretto si sveglia chiaramente spaesato e crede a quei servitori quando gli dicono che lui era un ricco signore e che non si ricordava i suoi ultimi quindici anni. E così i servitori e il ricco signore si iniziano a burlare di lui, facendolo assistere ad uno spettacolo. Questo spettacolo narra la storia di un ricco signore di Padova, Battista Minola interpretato da Massimiliano Zampetti. Lui ha due figlie, molto diverse tra loro. Caterina, interpretata da Tindaro Granata, è la figlia maggiore bisbetica, ribelle e scontrosa. Mentre l’altra sorella Bianca, interpretata da Rocco Schira, è il suo contrario. Taciturna, gentile ed estremamente educata. Il padre decide di recludere in casa la sorella minore, Bianca, per il semplice motivo che Caterina non ha nessun pretendente. E solo quando Caterina avrà un marito, Bianca potrà averne uno anche lei. E così i pretendenti di Bianca, Gremio e Ortensio cercano in tutti i modi di conquistarla. Gremio, interpretato da Igor Horvat è un uomo di mezza età che insieme a Ortensio, interpretato da Walter Rizzuto, cercano di trovare uno sposo a Caterina. Petruccio ( Angelo di Genio) giunge a Padova in cerca di fortuna. E così Gremio e Ortensio, insieme a Petruccio cercano un modo per far sposare sia Caterina che Bianca. Entra in scena anche un altro personaggio, Lucenzio, interpretato da Ugo Fiore. E così iniziano i patti, i segreti e i giochetti per far in modo di conquistare sia la bisbetica che sua sorella. Consiglio vivamente a tutti di andare a vedere questa commedia, dove i sotterfugi non sono rari ma vengono sempre a galla, dove si mostra lo spirito libero e ribelle di Caterina e dove si capisce quanto le persone possono cambiare ed essere cambiate.

PIRVU ROBERTA MICHELA 3 LICEO ANGUISSOLA - Illusione, obbedienza e libertà sono le componenti fondamentali per mettere in scena lo spettacolo teatrale intitolato "La Bisbetica Domata". Nata dalla brillante e complessa mente di William Shakespeare e inscenata dalla compagnia teatrale "LUGANOINSCENA", i ruoli sono sostenuti esclusivamente da uomini per rimanere fedeli alla versione originale, ideata durante il periodo del teatro elisabettiano, non consentiva alle donne di prendere parte agli spettacoli. La storia che viene raccontata sul palco è la vita di una famiglia borghese, con a capo un padre crudele, che si prende perennemente gioco delle proprie figlie e dei propri ospiti. Il filo conduttore dell'opera è il costante confronto tra realtà e finzione, e nel gioco dello scettico Battista vince solamente colui che si attiene alle sue regole ma trovando allo stesso tempo un modo per aggirarle. Le sue due figlie sono Caterina (Tindaro Granata) e Bianca (Rocco Schira), la prima è la più grande ed è nota per essere bisbetica e molto scontrosa, la seconda, diversamente da Caterina, è gentile, obbediente e sottomessa al volere di tutti. Il padre Battista decide di non dare in sposa a nessun uomo la figlia Bianca fino al momento in cui Caterina non sarà sposata. Gremio e Ortensio, i due corteggiatori storici di Bianca, incontrano Petruccio (Angelo Di Genio), un amico di Ortensio, il quale sentendo parlare del carattere sgraziato ma anche del denaro in possesso del padre, decide di corteggiare Caterina. Durante il suo corteggiamento Petruccio si rivolge a Caterina usando anche termini scurrili, nonostante le sue nobili origini, riuscendo dunque a sposarla. Nel rapporto tra i due sposi c'è un'inversione di ruoli, con il passare del tempo, Petruccio diventa "bisbetico" e molto irascibile mentre Caterina diventa sempre più desiderosa del suo sposo sebbene non sopporta il suo senso dell'umorismo. L'ultima scena è quella decisiva: Caterina si mostra obbediente al suo sposo, inducendo le altre due spose (Bianca e la vedova) ai loro doveri. Particolarmente coinvolgenti sono stati i monologhi e la musica, annessa sia a scene non parlate che a scene di dialogo. Due le serate in cui è andata in scena La Bisbetica , il 29 e il 30 gennaio al Teatro Ponchielli.

RUSSO SILVIA ANDREA 3 LICEO CLASSICO - GIRLS SUPPORT GIRLS. Le ragazze supportano le ragazze: questa la potente frase riportata sulla t-shirt nera di Caterina, volto protagonista della celeberrima commedia shakespeariana “La Bisbetica Domata”, in scena al Ponchielli il 29 e il 30 Gennaio. Nata dal genio del drammaturgo inglese, la storia della scontrosa Caterina, e del suo lento piegarsi alla volontà del marito, torna a suscitare il riso degli spettatori, questa volta in una versione del tutto nuova. Il pubblico è partecipe di una climax di scontri, di rabbia, di parole, che trova culmine con il famosissimo monologo di Caterina, una donna che ha perso la sua frizzante ostinazione iniziale e che ora si lascia dominare, inginocchiata difronte all’uomo. “Lui è il tuo re, il tuo governatore”. Finalmente domata, come un animale, si fa portavoce non solo di una rinuncia ad un proprio orgoglio, ad una propria dignità, ma anche di una patetica stereotipizzazione della figura femminile. È questo sicuramente uno dei più significativi passi della produzione shakespeariana, interpretabile, anche alla luce del percorso di conquista dei diritti delle donne, dal XVI secolo ai nostri giorni, come una ironica e falsa sottomissione ed un’umiliazione memore della propria dignità. La rivisitazione proposta sembra, tuttavia, indirizzare ad una lettura prettamente “maschilista”. Quelli di Andrea Chiodi sono personaggi femminili, interpretati da uomini, portati all’estrema caricatura e all’esasperazione. L’obbedienza di Bianca (Rocco Schira) la trasforma in una statua di marmo, passiva, inespressiva, muta. L’ irrefrenabile Caterina (Tindaro Granata) è dipinta come una bestia volgare, mascolina, violenta, il capo rasato, costretta dal marito a nutrirsi vergognosamente come un cane, leccando una ciotola di ferro. Persino la figura marginale della vecchia vedova (Igor Horvat) appare come una misera parodia del dolore, dove il lutto, come un velo, nasconde totalmente il volto e la dignità. Sembra ovvio come, dunque, il grido lanciato dalla frase della maglietta di Caterina non sia altro che un ironico tentativo di “solidarietà femminile”, o meglio, una rassegnata esortazione alla comunanza durante la sottomissione totale. Messaggio poco adatto ai giorni della rappresentazione cremonese, periodo nel quale si ricordano figure pilastro come le Suffragette.

SANTELIA VINCENZO PAOLO 3 LICEO VIDA - La Bisbetica domata di Shakespeare segue le vicende di Petruccio, giovane nobiluomo di Verona, intento a conquistare - con le buone, ma anche con le cattive - il cuore dell’odiosa e sgradevolissima Caterina, la “bisbetica” del titolo, soprattutto poiché attirato dalla dote del padre. Lo spettacolo, recitato dagli attori della compagnia teatrale Luganoinscena con la regia di Andrea Chiodi e sulla base del lavoro di traduzione e adattamento di Angela Demattè, aveva le mie più alte aspettative: ero sicuro che la rappresentazione di un’opera di Shakespeare, scrittore teatrale dalla vasta produzione e dall’eterna fama, sarebbe risultata in un ottimo spettacolo. Purtroppo, per una serie di terribili scelte di preparazione, non è stato così: nonostante avessi apprezzato la scelta di mettere in scena uno spettacolo con solo attori uomini, in omaggio al teatro elisabettiano ed al suo canone, e nonostante debba ammettere di non aver riscontrato effettive pecche nella recitazione, ho trovato di pessimo gusto la scelta di far recitare la parte della “bisbetica” a Tindaro Granata, di gran lunga il più alto e massiccio fra gli attori sul palco, con una voce femminile troppo forzata, in maniera evidentissima, e ancora troppo mascolina per il suo personaggio, peraltro mandato in scena senza una parrucca, a capo scoperto: infatti, è stato deciso che la “bisbetica”, che vorrei ricordare essere comunque un personaggio femminile, non avrebbe avuto capelli. Si è venuto così a creare un personaggio dall’aspetto disarmonico: un figuro pelato, massiccio, dal volto squadrato che, in tutto ciò, sarebbe dovuto essere una donna, grazie solo al fatto che era pesantemente truccato ed indossava una gonna ed una maglietta dall’aspetto femminile. Altro tasto dolente dello spettacolo sono i costumi: i personaggi sono stati abbigliati come se fossero dei calciatori; avevano tutti, tranne Caterina, una giacchetta nera con dietro scritto il loro nome ed un numero. Tutta questa inadeguatezza è amplificata dal lessico, pesantemente rimaneggiato in diversi punti: manca la necessaria eleganza che anche un lessico semplice può avere. In sostanza, questo spettacolo è ben recitato, anche godibile - per certi versi, ma di certo resta un riadattamento sconvolto e snaturato. 

SCAGLIA ELEONORA 3A LICEO ARTISTICO A.STRADIVARI - Le luci si spengono, il silenzio cala sul palco del Teatro Ponchielli, nella sera di martedì 29 gennaio. La melodia di un violino attira l’attenzione del pubblico e dà inizio allo spettacolo “La bisbetica domata”. Una scenografia fredda e minimalista fa da sfondo alla commedia shakespeariana. La compagnia “Luganoinscena”, costituita da soli uomini, interpreta non solo le parti maschili ma anche femminili come quella di Caterina, incarnata da un bravissimo Tindaro Granata calato nei panni di una donna indiavolata e ribelle. Sulla scena gli attori prendono forma piano piano come se fossero fantasmi: un signore con i suoi servi raccolgono per strada un ubriacone, Smalizia. Tramano nei suoi confronti uno scherzo: farlo credere al suo risveglio un signore ricco intrattenendolo con una recita. Il tema “teatro nel teatro” prende forma. Angelo Di Genio che impersona Smalizia ora si trasforma in Petruccio, cacciatore di dote che da Verona si trasferisce a Padova per trovare moglie. Qui gli viene presentata Caterina e, nonostante gli abbiano riferito il carattere ribelle della ragazza, è comunque intenzionato a conquistarla per interesse e non per amore. Petruccio nei confronti di Caterina non userà atteggiamenti delicati e nemmeno la forza fisica, bensì utilizzerà la parola. Parola che sa essere più convincente di ogni gesto. La retorica e le tecniche di convincimento sono usate dall’uomo per raggirare la dama e trasformare Caterina da donna indipendente a donna assoggettata al marito, completamente sottomessa al maschio. Ed è amaro costatare che tale comportamento lo ritroviamo anche ai giorni nostri. Lo spettacolo nonostante abbia raccontato la sottomissione della donna, tema tutt’altro che leggero, è stato affrontato con ironia, talvolta abbassandosi alla farsa senza però mai scendere nella volgarità tenendo alta l’attenzione del pubblico con una recitazione senza sosta, tutta d’un fiato. Gli spettatori hanno calorosamente applaudito gli attori decretando il successo dello spettacolo. Da vedere e rivedere!

SOLZI GIULIO  4 LICEO MANIN - “Povero Shakespeare: si rivolta nella tomba” è il commento a caldo di un signora che, al termine dello spettacolo del 30 gennaio al Ponchielli, dimostra di non aver compreso l'intelligente rivisitazione di uno dei più complessi e conosciuti titoli shakespeariani: La Bisbetica Domata. La sapiente regia di Andrea Chiodi (assistito da Margherita Saltamacchia) ha superato la difficile prova della rilettura di un classico, senza risultare mai banale. Chiodi è riuscito a ricollocare l'opera in un contesto atemporale senza scadere in inutili eccessi, rimanendo fedele al testo (riadattato e tradotto minuziosamente da Angela Demattè). Tutti i personaggi, con tanto di divise pensate da Ilaria Ariemme, mazze e palle da baseball, giocano un “match” in squadra contro la bisbetica Caterina, ognuno secondo i propri interessi. La scena ideata da Matteo Patrucco è scarna ma efficace: un verde spento che rappresenta il campo da baseball dove si disputa questo “match”, ma anche il sogno, l'inganno che caratterizzano tutta la vicenda. Le avvolgenti luci di Marco Grisa e le musiche di Zeno Gabaglio creano un'atmosfera veramente coinvolgente. Incredibile anche il lavoro della “movement coach” Marta Ciappina. Nel cast, interamente composto da uomini, come vuole tradizionalmente il teatro elisabettiano, spicca Tindaro Granata (Caterina) per la sua disinvoltura e fortissima presenza scenica, nonché per la bravura nel calarsi in un personaggio tanto difficile. Il suo combattivo ed impavido partner in scena è Angelo Di Genio (Smalizia, Petruccio). Con loro eccezionali anche i comprimari Christian La Rosa (Signore, Tranio, Giuseppe), Igor Horvat ( cacciatore, Gremio, Nicola, Vincenzo, sarto, nonché non troppo attraente vedova), Rocco Schira (Bianca), Massimiliano Zampetti (Battista, Grumio), Walter Rizzuto (servo, Ortensio, Curtis, Pedante) e Ugo Fiore (servo, Lucenzio, Nataniele). Otto formidabili attori in tante vesti per rappresentare la battaglia contro la furia inaudita dell'irreprensibile “Cate”, la quale, una volta sconfitta, domata, privata della sua libertà e della sua indipendenza a forza di maltrattamenti, cede alle pressioni della squadra avversaria e, per sopravvivere, è costretta ad unirsi ad essa.

STRINGHINI LUCA 3C LIC LICEO G. ASELLI - Il 29 e 30 gennaio 2019, al Teatro Ponchielli, è andato in scena “La bisbetica domata” di William Shakespeare con la regia di Andrea Chiodi. La scenografia è spoglia: il pavimento e le pareti azzurre, un telo scorrevole quasi sul fondo del palcoscenico e qualche scala metallica su ruote. Ma forse la caratteristica che più colpisce, che permette di fare un salto nel passato di 400 anni, è il cast: tutti attori uomini, anche per i personaggi femminili. Lo spettacolo inizia con un gruppo di aristocratici (dietro ad un telo, che rende l’immagine un po’annebbiata) che trovano un uomo ubriaco addormentato e decidono di prendersi gioco di lui. I nobili fingono, al risveglio della loro “vittima”, che questi sia un nobile signore, facendogli credere di aver dimenticato chi egli sia per ben 15 anni. Successivamente il finto signore viene convinto da un paggio ad assistere ad uno spettacolo teatrale intitolato “la bisbetica domata”. Questo è l’inizio del metateatro (il teatro nel teatro); un nobile e ricco signore Padovano ha due figlie, Bianca e Caterina: la prima è umile e bella ed è corteggiata da due pretendenti, Caterina è invece una donna ribelle e scontrosa (manesca e con i capelli rasati) e non è voluta da alcun uomo. Il padre decide quindi che non darà in sposa bianca fin quando non si sposerà Caterina. Giunto a Padova un giovane nobile Veronese in cerca di una moglie, i pretendenti di Bianca lo convincono, presentandogli la prospettiva di una copiosa dote, a sposare Caterina, così che loro possano avere in sposa la sorella. Lo spettacolo continua con il giovane Veronese che cerca di domare la moglie “indemoniata” (così la chiamano tutti): ci riuscirà verso la fine, con Caterina (con un cappello femminile a coprire la capigliatura maschile) che tiene un profondo discorso a Bianca e alla moglie di un altro signore riguardo alla sottomissione delle donne agli uomini. Infine l’esibizione termina con l’ubriacone che si ritrova nuovamente alla sua vita abituale ma ricordandosi e sostenendo di essere un nobile signore. La messinscena, nonostante il tema e la morale difficile da accettare ai nostri giorni, è capace ci rievocare le caratteristiche del teatro di Shakespeare: molto apprezzata dal pubblico la performance di Tindaro Granata che impersonava Caterina che, nonostante fosse un po’ esasperata, non era mai esagerata.

STRINGHINI RACHELE 1 LICEO SCIENTIFICO - La Bisbetica domata è andata in scena martedì 29 e mercoledì 30 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona. Si tratta di una commedia di William Shakespeare, drammaturgo e poeta inglese, che narra la storia di Petruccio (Angelo Di Genio), avventuriero di Verona, che sposa l’indomata Caterina (Tindaro Granata), proveniente da Padova. Lo spettacolo si apre sul palco agli occhi di centinaia di spettatori con la presenza di un ubriacone, che è convinto di essere un lord inglese. La vera storia però vede come protagoniste due sorelle, Caterina, molto scontrosa e spesso nervosa, e Bianca (Rocco Schira), che ha un carattere opposto a quello della sorella, essendo una ragazza gentile e obbediente. L’ultima viene corteggiata da due giovani, Gremio ed Ortensio, così il padre sceglie di allontanarla dalla società finché Caterina non trova un marito. I due uomini, innamorati di Bianca, si mettono alla ricerca dell’uomo giusto per la figlia più scorbutica. Quando i due parlano di Caterina a Petruccio, decide immediatamente di sposarla. Nel frattempo Bianca si avvicina a Lucenzio, innamorato di lei. Alla fine Caterina e Petruccio si sposano. Nella performance sono presenti attori unicamente maschili, come accadeva in epoca elisabettiana, recitando anche nei ruoli femminili. Anche la rappresentazione degli abiti è legata all’epoca di Shakespeare, mentre la scenografia presenta parecchie innovazioni, tra cui il fatto che parecchie scene vengano svolte su scale con rotelle, privando la commedia di scenografie particolari. La rappresentazione si chiude con innumerevoli applausi e molte risate, la commedia coinvolge gli spettatori in parecchie scene divertenti, che rendono lo spettacolo leggero, ma in alcuni punti, difficile da seguire e comprendere soprattutto a causa della durata, che può risultare pesante. Nonostante ciò è adatto sia per un pubblico adulto sia per uno giovane poiché viene utilizzato un linguaggio che alterna momenti in cui è semplice e di uso quotidiano e altri in cui è più formale. Per gli appassionati di teatro e, in particolare, per gli amanti della prosa, si tratta di una delle migliori rappresentazioni teatrali in circolazione, che permette di trascorrere una piacevole serata caratterizzata da parecchio divertimento.

SUPERTI TOMMASO 1 LICEO SCIENTIFICO -  La sera del 30 gennaio 2019, così come quella del 29, è andata in scena al teatro A. Ponchielli la rappresentazione de “La bisbetica domata” di William Shakespeare, è stato interpretato dalla compagnia LUGANOINSCENA. La regia era affidata a Andrea Chiodi. La scenografia era più che minimalista, era infatti composta da un rivestimento color acquamarina che copriva sia il pavimento che le pareti, il colore così piatto aiutava a concentrarsi sui personaggi, le loro azioni e ciò che dicevano. Lo spettacolo si apre in maniera piuttosto strana, sul palco si trova infatti solo una persona vestita con abito lungo e una testa di volpe che suona il violino, proseguendo quella smette di suonare e dietro ad un telo bianco si iniziano a scorgere altre figure, le quali sono servi di un signore che nel bosco trovano un uomo ubriaco. Dopo averlo portato in casa decidono di fargli uno scherzo, gli fanno infatti credere che lui è un importante nobile; poi la luce si spegne e altri attori vanno subito in scena. La storia parla, come molti sapranno, di intrighi amorosi che si svolgono nella città di Padova, dove un ragazzo di nome Petruccio (Angelo Di Genio), proveniente da Verona, vuole sposare e domare Caterina (Tindaro Granata), la figlia maggiore di una ricca famiglia. Le parti di Petruccio sono alternate con quelle di altri personaggi, come Ortensio, Lucenzio e Traino che spesso si trovano sopra a delle strane impalcature; e di altri personaggi che provano invece a conquistare il cuore della bella Bianca, sorella minore di Caterina e di tutt’altro carattere della sorella. La bisbetica, cioè la ricca figlia maggiore, da molto filo da torcere allo spasimante che probabilmente è attratto soprattutto dalla ricca dote della famiglia, ma comunque alla fine riesce a convincere Caterina a sposarlo e perciò riesce a domarla. Nelle scene finali scopriamo che quella che prima era una donna bisbetica ormai è diventata molto accondiscendente e una donna perbene. Secondo me non è uno spettacolo adatto a tutte le età, è infatti risultato un po’ troppo pesante in alcune parti e qualche dialogo era forse troppo articolato. Sicuramente questo spettacolo è piaciuto molto ma a parer mio è più facile da capire e da guardare se si possiede una età maggiore della nostra perché si potrebbe rischiare di giudicarlo come noioso, soprattutto in alcune parti.

VACCARO MARTINA  3 LICEO SCIENTIFICO - Martedì 29 del mese di Gennaio è stata presentata al pubblico della prosa 2018/2019 del Teatro Ponchielli "La bisbetica domata" di Shakespeare. L'adattamento e la traduzione di Angela Demattè insieme ai fantastici attori hanno portato sul palco del teatro cremonese uno spettacolo degno degli applausi ricevuti alla conclusione della commedia. La rappresentazione ben strutturata era molto simile al teatro elisabettiano dell'epoca, nonostante fosse molto modernizzata grazie all'utilizzo di abiti neri semplici con i nomi dei protagonisti che luccicavano sulla schiena e oggetti di scena come mazze e biciclette. La scelta di attori maschi, anche nel ruolo della bisbetica Caterina, di Bianca e della vedova hanno dato modo agli spettatori di esprimere giudizi molto differenti alla fine dello spettacolo. Spettacolo ricco di giochi di parole, di momenti sia imbarazzanti che esilaranti dal momento in cui la bisbetica inizia a conoscere il suo futuro sposo. Applaudirtissime le doti di tutti gli attori che hanno guadagnato lo sguardo del pubblico soltanto con un misero sfondo verde e delle gradinate, senza lasciare però che lo spettatore fosse disturbato da questo. Uno spettacolo che ha saputo intrattenere grazie alle battute e agli strilli un po' pazzi e esagerati della bisbetica figlia maggiore di Battista e ai dialoghi tra Cate e Petruccio. La commedia rappresentata da LUGANOINSCENA con la regia di Andrea Chiodi seppur sia durata due ore non ha annoiato la platea grazie alle divertenti storie dei pretendenti della tanto graziosa Bianca e alle grandiose battute, anche abbastanza volgari, della bisbetica che si rivelerà essere la più ubbidiente di tutte le donne. La compagnia di attori tutta maschile, come all'epoca shakespeariana ha portato sul palco del Ponchielli una sorta di teatro elisabbetiano ma in chieve moderna.

ZENDRI EMMA 2 LICEO SCIENTIFICO - La compagnia Luganoinscena, ha messo in scena La bisbetica domata, commedia di Shakespeare complessa, divertente e, fatto interessante, assai lontana dai nostri valori sociali: La bisbetica domata. La trama è intricata. Caterina, la bisbetica, richiama subito l’attenzione del pubblico, che la segue in ogni suo gesto, spesso imprevedibile. In contrasto con la sua figura indomita, vediamo in scena la sorella Bianca, silenziosa, accondiscendente e educata. Il padre delle due, Battista, disperato per l’atteggiamento della maggiore, le impone di sposarsi per prima, mentre la seconda avrebbe dovuto attendere. I pretendenti della delicata secondogenita, Gremio e Ortensio, mentre si scervellano per conquistarla, incontrano l’impetuoso Petruccio, giunto a Pavia in cerca di moglie, e gli accennano incerti della bella e ricca Caterina, il cui unico difetto è il terribile carattere. Petruccio è tuttavia attirato dal denaro della donna, e per questo poco edificante motivo accetta comunque di recarsi da lei. Prima di incontrarla escogita lunga serie di strategie. Spera così di nascondere la propria fragilità e paura di non essere all’altezza della situazione. Il primo appuntamento tra i due è più uno scontro che un incontro. Caterina dà il peggio di sé, disarmando lo sventurato spasimante che, per tenerle testa, diventa molesto e irruente al punto da esibire un'autorevolezza forzata, fissando la data del loro matrimonio alla domenica successiva. Tutti gioiscono stupiti e esultano come atleti in uno stadio. Questo entusiasmo agonistico, reso più evidente dai numeri che gli attori indossano sulla schiena, contribuisce a dare l’idea che si stia giocando una partita che ha in palio la sottomissione di Caterina. La lotta continua tra i due porta alla resa dell’(inconsciamente) sovversiva Caterina che, improvvisamente austera e diligente, ipnotizza il pubblico con un ultimo monologo in cui istruisce le donne: è il marito il loro signore, colui che le mantiene e verso cui devono comportarsi con ossequio e sottomissione. Il pubblico rimane incantato dall’uso virtuosistico delle parole da parte degli attori. Tindaro Granata interpreta la bisbetica con consapevolezza, conscio e complice dell’enigma che è questa donna, rendendola un personaggio affascinante, misterioso e forte, ammirato mercoledì 30 gennaio al teatro Ponchielli di Cremona.

08 Febbraio 2019