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CREMA

Billa, giorni d'ansia per i 32 lavoratori

Carla Spelta (Filcams-Cgil): l'azienda deve fare chiarezza sul futuro dei dipendenti

Billa, giorni d'ansia per i 32 lavoratori

L'ingresso del supermercato Billa di Crema

CREMA - «Trentadue lavoratori, dei quali cinque sono impiegati full time, sono sulla corda da mesi, aspettando notizie a livello locale e nazionale per capire il loro futuro e quello delle loro famiglie. Avanti così non si può andare, vogliamo che l’azienda faccia finalmente chiarezza sul futuro del punto vendita». Carla Spelta, sindacalista della Filcams Cgil, si fa portavoce del disagio che i dipendenti del supermercato Billa di viale Repubblica stanno subendo dalla scorsa primavera. Il problema riguarda tutti i punti vendita a livello nazionale ed è legato alle sorti del marchio di proprietà di un gruppo tedesco. Già prima dell’estate i lavoratori cremaschi avevano indetto lo stato di agitazione e previsto uno sciopero che poi era stato sospeso.

«Nel frattempo nulla è cambiato e niente si è saputo sulle sorti della sede cittadina del Billa — continua Spelta —: nell’elenco dei supermercati del Nord Italia che il gruppo tedesco vorrebbe chiudere non si parla di Crema. Al momento, da quello che sappiamo, 1.220 addetti dei Billa che hanno sede nel Triveneto saranno presi in carico dalla Conad, mentre Carrefour, che ha rilevato 53 punti vendita nel Nord Ovest, dovrebbe assorbire solo qualche lavoratore della sede centrale. La rete lombarda di Billa fa gola a molti operatori del settore della grande distribuzione, ma credo che non si sappia ancora nulla di preciso in quanto non è ancora arrivata l’offerta giusta che possa allettare il gruppo tedesco». 

Inoltre, nel territorio regionale ci sarebbero più problemi che altrove per i costi di affitto e di gestione dei punti vendita. «In questa situazione intricata anche a Crema brancoliamo nel buio — conclude Spelta —: uno stato di cose che non ci sta bene e non ci consente di poter valutare con chiarezza come affrontare la questione anche dal punto di vista sindacale».

17 Settembre 2014