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Giovedì 23 Novembre 2017

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Tempolibero

La MOSTARDA
Un fantastico concentrato di “archeologia alimentare” sulle nostre tavole

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3 ottobre

Lettere al Direttore (2)

Le foto dei lettori

Signor direttore,
povera Montalcini! Le hanno dedicato un'area riservata ai cani! Pur avendo un'aiuola apposita, i padroni maleducati si ostinano a lasciarli liberi per tutto il parco. Ai bambini e agli anziani chi ci pensa?
S.M.
(Cremona)

Ne parlo con...

Il taglio non era solo estivo?
Cimitero, le corse festive mai state ripristinate
Signor direttore,
perdoni il modo intellettualoide con cui affronto un tema di cui poco si è parlato, ma consente di stemperare una indignazione che sconfina nella rabbia. Durante la pausa estiva la nuova gestione del trasporto ‘pubblico’ cittadino ha tagliato le corse festive per il cimitero. L’estate è finita ma il provvedimento resta: legittimo, Aviva persegue il conto economico.
Al contempo la giunta Galimberti svende il patrimonio per sanare disastri compiuti da altri, che, questi, imputano ad altri ancora: le colpe non hanno madri, figuriamoci padri. Tuttavia trova una o due decine di migliaia di euro per le onde sulle ramblas nostrane tra posa e rimozione. Ora il mantra è arredo urbano. In questo strano Paese gli anziani sono additati a molte iatture: vivono, malamente, a lungo e allargano, loro, il debito pubblico. (...)
Quando nel 2012 mio padre morì, mia madre, in un gesto d’amore non ultimo, destinò tra una e due migliaia di euro alla costruzione del nuovo canile, mai realizzato. E allora, signor assessore al bilancio una proposta: utilizziamo quei fondi. Apriamo con Aviva un tavolo e allestiamo una o due corse festive sino all’azzeramento dell’importo. (...) La battaglia sulla puntualità delle bollette l’ho persa, a mia madre di 89 anni hanno consigliato di scaricarla da internet... è comodo!
Questa sui vecchietti che vanno al cimitero la perderò senz’altro: un vecchio lupo locale della politica, uno di quelli che cade sempre in piedi, ha sentenziato che all’ospizio e al cimitero non si raccolgono voti di preferenza. E allora? Allora facciamo come a Bezierè, ridente cittadina francese di cinquemila anime nel XIII secolo, la cui popolazione era un decimo catara.
Durante la crociata anticatara essa venne espugnata ma si pose il problema di riconoscere questo 10% che vestiva come gli altri. Attenzionata l’autorità religiosa un vescovo, su cui gli storici sono discordi, Lione piuttosto che Besanconne, decretò: uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi. La sentenza fu eseguita. Un augurio: proprio alcuni giorni or sono un’autorevole fonte europea ha rilevato che se gli anziani italiani vivono a lungo, uno su due soffre di patologie croniche invalidanti.
Dal signor Galimberti e agli assessori a ritroso sino al mitico Zanoni escluso, auguro una vita da ottantenni. (...) Agli amatissimi compagni della sinistra antagonista nel cui ambito la mia storia mi pone chiedo una manifestazione per riottenere la corsa al cimitero, nell’anniversario novembrino della Rivoluzione che cambiò il mondo. Non ci sono disgraziati di serie A o B.
Piermassimo Ghidotti
(Cremona)

Il caso Catalogna/1
Decretato l’inizio della fine dell’Europa
Gentile direttore,
il caso Catalogna decreta l’inizio della fine dell’Europa. Tra poco arriveranno i dati di Lombardia e Veneto e sarà boom per l’autonomia e anche se il valore di una consultazione non sarà uguale a quello della Catalogna, quello morale lo sarà di sicuro. Vince il modello Svizzero contro un’Europa al suicidio. Sarebbe stato un bel sogno quello della più grande potenza commerciale del mondo. Non c’è stata la forza e la volontà politica per evitare un processo di africanizzazione, voluto dai poteri forti alleati a quelli ecclesiastici, Gesuiti e finanza americana, non dico altro per evitare l’accusa di essere antisemita. Chi ha voluto la disgregazione del medio oriente e della Libia? Rispondete e troverete sempre gli stessi poteri! Guardate cosa succede nel nostro Paese: il governo difende le banche contro i risparmiatori, favorisce l’invasione dei migranti, ci impoverisce e vuole quella pazzia dello jus soli perché dipendente dai poteri altissimi che vogliono evitare una Europa forte. Vi rendete conto di quanto sia piccolissimo lo spessore politico dell’accomodante lussemburghese Juncker rispetto a quello del presidente della Catalogna? Diamoci da fare alle prossime elezioni nazionali, almeno per fermare l’invasione, facciamolo per salvare le nostre future generazioni.
Ettore Manes
(Cremona)

Il caso Catalogna/2
Un’Europa in crisi ‘allergica’ al voto
Egregio direttore,
seguo in questi giorni con sgomento e preoccupazione le vicende catalane e senza entrare nel merito delle ragioni dell’una e dell’altra parte voglio semplicemente esprimere queste mie riflessioni.
Il nostro compianto Presidente della Repubblica Sandro Pertini in occasione dei discorsi di fine anno agli italiani amava sempre ricordare questa frase attribuita a Voltaire: ‘Io non la penso come te ma farò di tutto affinché le tue idee possano essere espresse liberamente’. Mi pare che in tutta la vicenda catalana questa frase sia lontana anni luce dalla sua realizzazione e la cosa per me risulta ancor più grave perché il tutto avviene in un Paese democratico (ma l’essenza della democrazia non è il voto popolare?) con un governo attualmente impegnato nella lotta iconoclastica e francamente molto stupida contro tutti i simboli del franchismo!
E l’Europa sempre pronta a bacchettare i vari membri, noi italiani soprattutto, per il mancato rispetto dei diritti (o sedicenti tali) financo dei cani e dei gatti non ha nulla da dire sul mancato diritto di voto in un Paese come la Spagna? Vuoi vedere che da ora in poi saranno garantiti i diritti più assurdi tranne quello di andare a votare?
Francamente gli accenni li abbiamo già avuti; dopo Brexit ho sentito cose dette anche da giornalisti e opinionisti solitamente intelligenti come l’affermare che gli inglesi si erano sbagliati che erano stati gli anziani a far vincere i Leave e dunque in futuro bisognava limitare il loro diritto di voto almeno per argomenti che avrebbero interessato il futuro visto che gli anziani sono prossimi alla tomba?
E che dire poi degli amici americani dove anche stavolta dopo Bush e Obama si sono trovati un presidente che fa l’esatto opposto di quanto promesso in campagna elettorale e oggi Trump è di fatto commissariato dal Pentagono con ben tre generali al governo. Insomma pare che alle elites politiche il responso popolare stia dando un po’ fastidio. Forse nell’era di internet le masse popolari risultano essere meno manovrabili del solito e visti i fallimenti dei sondaggi negli ultimi anni meglio non rischiare e votare il meno possibile. E se proprio si deve votare beh allora bisogna fare in modo che nessuno vinca o per lo meno non vinca in modo netto in maniera tale che tutto in futuro possa procedere come i desiderata del potere. Sembra proprio un’analisi tagliata a misura sulla nostra Italia dove se passerà il nuovo sistema elettorale non vincerà nessuno e la stessa cosa se rimarrà il proporzionale tanto il futuro Presidente del Consiglio sarà Mario Draghi ovviamente non eletto da nessuno ma sarà sostenuto dalle varie forze politiche ‘responsabili’ e così avrà la forza di farci pagare con nuove tasse il debito pubblico (per le spese pubbliche cari lettori rassegnatevi bisogna mantenere le clientele) perché non penserete veramente che grazie all’Europa i nostri debiti ce li paghino i tedeschi vero!
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Il caso Catalogna/3
Pagina che ricorda il franchismo
Egregio direttore,
la violenza della polizia a Barcellona dimostra come anche dietro le parvenze democratiche si possano nascondere impulsi dispotici, simili a quelli delle dittature. Il ‘moderato’ Rajoy ha espresso la sua vera indole, aprendo per il Paese iberico una pagina di storia che ricorda il franchismo, come giustamente hanno fatto notare i catalani. A questi ultimi, che indiscutibilmente costituiscono una nazione - un concetto, quello di nazione, che andrebbe rispolverato e finanche ben lucidato, in questa Europa sempre più caotica - viene proibito, a suon di manganellate, l’esercizio del più basilare dei diritti: quello di decidere in autonomia del proprio destino. Con l’auspicio che la tenacia dei catalani vinca, oggi o domani, sulla protervia di Madrid come pure sulla viltà di certi politici europei, italiani compresi (a partire da qualcuno della Lega Nord, senza dubbio), mando un vigoroso ‘Vergogna!’ al premier spagnolo.
S. M.
(Cremona)

Serve una riscossa
Anche a Casalbuttano c’è bisogno di patrioti
Gentile direttore,
nella festività di S. Francesco, patrono d’Italia, il movimento politico di Nuova Linea, con lo scrivente consigliere di minoranza, Giacomo Mondini, del comune di Casalbuttano ha appreso con gioia, lo slancio di generosità del segretario nazionale di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale onorevole Giorgia Meloni di candidarsi alle primarie come leader del centrodestra domenica 24 settembre alla festa di ATREJU 17 in Roma; è stato per me e per il movimento che svolge il proprio ruolo in consiglio comunale una forte emozione, in quanto Giorgia rappresenta le donne del mondo contemporaneo che amano e vogliono un’Italia senza nostalgie, ma come una patriota al servizio del proprio Paese. Anche a Casalbuttano abbiamo bisogno di patrioti che diventino veri protagonisti della riscossa e attori del futuro politico amministrativo, alle elezioni comunali del 2019, in un centro destra unito e forte ; determinato verso la vittoria, con una giunta marcatamente politica e in linea con le segreterie politiche locali, provinciali, regionali, nazionali, perchè ogni comunità è una cellula del sistema più grande che è la nostra amata Patria.
Giacomo Mondini
(segretario politico di Nuova Linea Casalbuttano)

03 Ottobre 2017