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4 giugno

Conviene a tutti l’autonomia lombarda

roberto maroni all'oglio po

Tutte le forze politiche dovrebbero appoggiare il referendum sull’autonomia promosso dalla Lega Nord in Lombardia e in Veneto o quanto meno condividere lo scopo di questa iniziativa. Dovrebbero costruire un cartello che sostenga la proposta di aprire una trattativa per ottenere più competenze e più risorse dallo Stato. Lo farebbero se avessero realmente a cuore il bene dei cittadini e delle imprese. Dovrebbero agire in tal senso evitando che tatticismi e opportunismi prevalgano sugli interessi della collettività. In effetti qualche apertura c’è stata, soprattutto nel Pd che però si divide tra sì, no e ni. Il primo a pronunciarsi a favore è stato il sindaco di Varese, seguito da quella di Milano, che quando riesce a smarcarsi dal soffocante abbraccio dei pisapiani e ragiona con la sua testa dice cose di buon senso. Ma poi è iniziato il fuoco di sbarramento dei grillini che quanto a demagogia non hanno niente da imparare da nessuno. Tutti dovrebbero essere favorevoli alla concessione di una maggiore autonomia perché l’obiettivo è giusto. Con la consultazione del 22 ottobre si vuole creare un movimento d’opinione favorevole a trattenere nelle due regioni dove si voterà parte del residuo fiscale, che è la differenza tra le tasse versate allo Stato e ciò che da Roma torna al territorio. I lombardi lasciano nelle casse statali circa 54 miliardi di euro all’anno. Si vorrebbe trattenerne la metà. Il referendum ha valore consultivo, ma se a votare andrà la maggioranza degli elettori lombardi e veneti e se vinceranno i sì, ai governatori delle due regioni si darà potere contrattuale per aprire con lo Stato un negoziato non facile, ma che potrebbe segnare la svolta nei rapporti tra il potere centrale e la periferia.

Più volte abbiamo espresso riserve sulle Regioni, motivate dalle inchieste giudiziarie che hanno fatto emergere casi di corruzione e malversazione, anche in Lombardia. Queste considerazioni critiche non intaccano il sacrosanto principio di sussidiarietà in base al quale lo svolgimento delle funzioni pubbliche deve avvenire al livello più vicino ai cittadini e a quello superiore solo se la qualità migliora. Al Nord i servizi garantiti dallo Stato sono generalmente più scadenti di quelli coperti dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni. Disporre di una quota cospicua di risorse aggiuntive da spendere sul territorio significa liberare enormi potenzialità per una zona come la Lombardia che oggi si misura con la Svizzera e con la Baviera. Chi snobba il tema dell’autonomia non capisce che la questione meridionale si può risolvere solo se si pone al centro dell’agenda politica nazionale anche la questione settentrionale. Un nord più forte e strutturato di quanto già non sia può trainare un meridione in affanno. Ma se lo Stato seguita a drenare risorse per destinarle a fini improduttivi alle zone più arretrate non si uscirà mai dal circolo vizioso nel quale ci troviamo.
Il tema dell’autonomia è apartitico. Coinvolge in modo trasversale categorie economiche, associazioni e mondo politico. E’ una battaglia non per la Lega ma per la buona amministrazione e per le risorse da destinare ai cittadini, a prescindere da chi governa.

05 Giugno 2017