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18 giugno

Nuove tecnologie, una città vincente

Nuove  tecnologie, una città vincente

Può capitare che un progetto mediocre riesca a sfondare. Capita negli affari, in politica e un po’ in tutte le attività. Complice una società che esalta l'immagine e premia l’apparenza, oggi è più facile mascherare limiti umani e professionali. I più abili vendono l’ottone a peso d’oro e pochi se ne accorgono. Prima o poi, però, i valori emergono e fanno giustizia di un temporaneo quanto immeritato successo. Noi cremonesi vendiamo male la nostra merce. Quasi ci stupiamo quando dall’esterno si esaltano le eccellenze che in vari campi abbiamo prodotto, tutelato e sviluppato sino a trasformale in tratti identitari della nostra comunità. Ci affligge un oscuro complesso di inferiorità che impedisce di sfruttare come potremmo e dovremmo le potenzialità che abbiamo. Siamo scarsamente consapevoli dei nostri mezzi, d’istinto scegliamo il basso profilo, i complimenti ci imbarazzano e gli applausi ci sorprendono. E' accaduto con Tec-Night, la notte bianca celebrata lo scorso fine settimana in città a corredo dell’inaugurazione del Polo dell’innovazione digitale.

Forse solo allora molti hanno scoperto che Cremona è tecnologicamente all’avanguardia. Siamo una delle città più ‘smart’ d’Italia, cioè maggiormente vocate all’applicazione delle nuove tecnologie. Lo siamo non per caso, ma per la lungimiranza degli amministratori comunali che vent’anni fa decisero di investire nella fibra ottica facendo della nostra città la seconda più cablata in Lombardia. Quello non è stato un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso indicato da Lineacom.

Un percorso fatto insieme con il Politecnico di Milano, con gli enti pubblici e i privati, coronato dalla festa notturna per le vie e nelle piazze del centro. Cremona ha risposto con entusiasmo, come sempre accade quando la proposta è di qualità, con una partecipazione straordinaria che premia l’intuizione e il lavoro di tecnici e politici che smentiscono lo stereotipo di una città immobile e refrattaria alle novità. Dobbiamo esserne orgogliosi. Oggi Cremona si presenta con un abito nuovo e un’immagine diversa, più moderni e accattivanti, ma non dimentica la sua storia e le sue prerogative, la musica innanzi tutto. L’approvazione definitiva del decreto legge che sancisce il passaggio allo Stato dei 18 conservatori pareggiati è fondamentale perché assicura un futuro al Monteverdi. Finanziato sinora soprattutto dal Comune, l’Istituto ha sempre contato su risorse limitate, rischiando di chiudere. Il trasferimento sotto l’ala dello Stato non era affatto scontato. E’ stata un’altra iniezione di fiducia dopo quella dell’avvio del Polo dell’innovazione tecnologica. Il merito va al sottosegretario Luciano Pizzetti, a Giovanni Puddu che al pareggiato ha insegnato e a chi ha creduto che Cremona dovesse avere un conservatorio. Fallire l’obiettivo della statalizzazione sarebbe stato una sconfitta per loro. Lasciamo invece che il salvataggio sia una vittoria per tutti.

19 Giugno 2017