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Lunedì 26 Giugno 2017

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CREMA

'Mio figlio rapito in Marocco, non lo vedo da un anno'

L'odissea di Dahiche Aziz che lancia un appello anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

'Mio figlio rapito in Marocco, non lo vedo da un anno'

Dahiche Aziz con Walid

CREMA - «Mi appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché faccia intervenire l’Interpol e mi aiuti a ritrovare mio figlio, che non vedo da ottobre dell’anno scorso e che nessuno sa dirmi dove si trovi».

Dopo essersi appellato a Muhammad VI, re del Marocco, Dahiche Aziz, 33enne marocchino residente nel Cremasco da una decina d’anni, si rivolge anche al capo della Repubblica italiana per ritrovare suo figlio Walid, nato nel dicembre del 2008 dal matrimonio con Jlid Zineb. E’ lui stesso a raccontare la sua storia tormentata di quello che è un rapimento dal finale ancora incerto. «Non so dove sia mio figlio e neppure se sia ancora vivo, visto che soffre di una malattia rara e ha bisogno di cure. Ho sposato Jlid nel febbraio del 2007 e il 15 dicembre del 2008 è nato Walid. L’anno seguente, mia moglie ha portato il figlio in Marocco e nel 2010 ci siamo separati. Il giudice ha dato l’affidamento del bambino alla mamma, concedendomi di vederlo una volta alla settimana, nelle festività e nelle vacanze. Ad agosto 2010, quando ero in Marocco, ho trovato il bambino con i nonni materni, solo e in gravi condizioni di salute. Ho chiesto dove era la mamma mi hanno detto che era in Italia. Allora mi sono rivolto a un giudice per toglierle l’affidamento. Dopo una prima sentenza contraria, nel 2015 il tribunale ha stabilito che Walid dovesse essere affidato a me, perché la madre lo aveva abbandonato: lui stava in Marocco coi i nonni e lei era in Italia col suo nuovo compagno».

Anche dopo la sentenza favorevole, tuttavia, Aziz non è riuscito ad avere quello che cercava. «A agosto dello scorso anno sono dunque andato in Marocco a prendere mio figlio. La mamma mi ha consegnato il bambino ma non il passaporto e il permesso di soggiorno, dicendo che erano di sua proprietà. A ottobre, i nonni materni mi hanno chiesto di poter vedere il bambino e lo hanno rapito. Da allora non l’ho più visto».

09 Ottobre 2016