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Mercoledì 15 Agosto 2018

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10 agosto 1962

Dall’Uruguay a Cremona con un vecchio violino

Quasi un sogno di De Amicis

Dall’Uruguay a Cremona con un vecchio violino

Quanto andiamo dicendo  da mesi si va più che mai affermando: il «mito di Stradivari» è diventato oggi un segno dei tempi e sarebbe stoltezza se le nostre autorità turistiche non tenessero in adeguato conto questo fenomeno è l'unico motivo di richiamo di massa, per gli stranieri, a visitare Cremona.

L'ultimo esempio è più che singolare e simbolico: il nipote di un emigrante è giunto dall’ Uruguay a Cremona con un vecchio violino. Questa è la vicenda vissuta in questi giorni dall'avv. Dall'Acqua di Montevideo, giunto a Cremona da quella lontana contrada con un polveroso violino trovato nello scorso inverno in una soffitta della propria casa.

Un violino che, stando a quanto hanno detto alcuni esperti americani, dovrebbe essere un Amati e che è stato portato dall'Italia in Uruguay un centinaio di anni fa da un emigrante, capostipite dei Dall'Acqua uruguayani, il quale non aveva trovato di meglio che ricordare la Patria lontana suonando sulla nave il magico strumento.

L'avv. Dall'Acqua avrà colloqui con il direttore dell'Istituto Internazionale di Liuteria e saranno fatte tutte le prove del caso per vedere di stabilire esattamente l'origine del prezioso violino che appare realmente antico e con alcune singolarità di costruzione che dovrebbero indicarlo come opera  dell'antica e gloriosa scuola liutaria cremonese.

Dall'Uruguay a Cremona con un violino: sembra il titolo di un racconto di De Amicis ed è invece realtà attuale. Anche questo episodio vorremmo che fosse tenuto presente dall'Ente del Turismo per esanimare il problema di una «formula turistica» nuova, nel nome di Antonio Stradivari. Oppure, dopo le vicende della casa nuziale del maestro dei liutai, dobbiamo dire che da noi tutto si è ormai abbandonato, dopo il «gesto storico» dell'acquisto di uno Stradivari, il «Cremonese 1715», per il Comune?

Non possiamo credere che tutto sia finito così, specie dopo l'eccezionale concerto della Camerata di Cremona nel cortile di Palazzo Fodri: ci rifiutiamo di credere che l'avvenire turistico di Cremona sia ristretto in una vetrinetta di cristallo situata nella Sala dei Matrimoni in Municipio. Il figlio dell'emigrante giunto ora a Cremona col suo «Amati» ci dice la verità che non possiamo ignorare: il «mito di Stradivari»  è tale per cui non possiamo più disinteressarci della musica di cui Cremona già fu degna capitale.

Folle di turisti nella sala dei matrimoni in Comune per ammirare il “Cremonese 1715,, – Un omaggio ai visitatori - Deciso il collocamento di una lapide sulla facciata della casa nuziale di Stradivari – Intanto la "memoria funebre,, del grande liutaio nei giardini va distruggendosi 

Se i cremonesi si allontanano in questo periodo si vedono per la città singolari personaggi in fogge strane, sono gli stranieri che nell'itinerario prestabilito (in genere sono tutti diretti verso Venezia o Roma) non trascurano una sosta, sia pure breve, a Cremona. Gli stranieri si fermano da noi perchè sanno che è la patria di Antonio Stradivari e la guida prof. Corsini non ha difficoltà a portarti al palazzo comunale ove è stato posto, nella « sala dei matrimoni », il magnifico violino «Il Cremonese 1715» comperato per 30 milioni dalla casa Hill di Londra e donato dall'Ente del Turismo alla città.

L'afflusso al palazzo municipale è sensibilissimo. Nessun straniero si può dire, lascia intentata questa occasione. Il violino di Stradivari è, turisticamente, un richiamo intelligente e prezioso, ma non si è ancora fatto tutto. Nei giorni scorsi l'assessore alla P.I., prof. Persico, ha dato incarico alla ditta Catellani di confezionare un ricordo stradivariano. Si tratta di un minuscolo violino in ottone dorato che riproduce fedelissimamente il «Cremonese 1715». Il ricordo è grande 3 centimetri, ma il conio permetterà di osservare tutte le caratteristiche del celebre strumento. Attaccato al riccio ci sarà un anellino in maniera che chi lo possiederà potrà appenderlo al braccialetto e al portachiavi.

Il conio è già pronto e nei prossimi giorni si provvederà alla confezione. Sono state ordinate parecchie migliaia di esemplari che saranno messi a disposizione dei visitatori gratuitamente ai pruni di settembre. Nel retro del ricordo ci sarà scritto «A. Stradivarius – Cremonese 1715 - Omaggio del Comune». L’ omaggio costituirà senza dubbio un ricordo assai gradito non soltanto agli stranieri, ma in fatto di memorie stradivariane sarebbe bene che gli stranieri in visita alla città fossero accompagnati anche in giardino pubblico ove esiste la lapide della tomba di Antonio Stradivari e dei suoi familiari.

A proposito di questa lapide dobbiamo fare un rilievo che ci sembra importante. La lapide, che è fatta di marmo bianco di Brescia, un marmo delicato che sotto l'azione dell'acqua e delle intemperie subisce notevoli alterazioni, si sta lentamente cancellando.

Sarebbe veramente una perdita irreparabile se questo cimelio andasse per sempre perduto. Chi conosce la lapide come era al tempo del suo rinvenimento, si sarà accorto che, specie ai lati, le parole stanno scomparendo. Se non si provvederà tra qualche anno la lapide diventerà una pietra bianca di nessun valore.

Rivolgiamo quindi all'Amministrazione comunale il rilievo perchè accerti il danno che si sta arrecando alla lapide e ponga subito qualche riparo.

09 Agosto 2018