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Venerdì 16 Novembre 2018

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12 ottobre 1958

Un razzo USA supera il campo di gravità della Terra e vola telecomandato per entrare in orbita lunare

Un razzo USA supera il campo di gravità della Terra e vola telecomandato per entrare in orbita lunare

L'eccezionale esperimento ha avuto inizio ieri alle 9,42 a Cape Canaveral e dovrebbe concludersi domani nel campo di gravità della Luna

WASHINGTON, 11. — Alle 4,42 di stamane (ora locale)  gli Stati Uniti hanno lanciato un veicolo spaziale sperimentale formato da tre stadi, dal Poligono di missili di Cape Canaveral. Si trattava del lancio di un satellite da teleguidare nell'orbita della Luna; alle ore 10 veniva annunciato che il satellite si era sottratto alla gravitazione terrestre e che continuava il volo verso la Luna distante, al momento del lancio, 359.126 chilometri. Il satellite si chiama «Pioneer Primo»: il problema maggiore è di «dirigere» il satellite lungo una traiettoria che tenga conto del movimento della Luna; per arrivarvi il satellite dovrà impiegare 52 ore e la Luna avrà nel frattempo raccorciato la sua distanza dalla Terra di circa 5.000 chilometri. Secondo le ultime notizie una leggera deviazione registrata nella traiettoria, rende assai problematico il successo finale costituito dalla collocazione in un'orbita della Luna dell'ordigno costruito dagli scienziati americani. Comunque, qualunque cosa accada, la prova di oggi è già più che una vittoria tecnica.


Il disegno dell'orbita del satellite secondo il progetto

IL PONTE tra i pianeti

11 OTTOBRE 1958: una data  storica per la scienza e per la tecnica; per la prima volta nella storia dei mondo, infatti, un veicolo costruito dall'uomo ha vinto la forza di gravitazione della Terra ed è sfrecciato negli inviolati spazi cosmici. Siamo dunque di fronte al primo atto di una vicenda che ha per teatro i cieli che si trovano al di fuori  del campo terrestre di controllo; una vicenda che  non mancherà di rivoluzionare tanta parte della storia dell'immediato futuro esattamente come avvenne, sotto altri aspetti, con il superamento delle «colonne d'Ercole» per merito di Cristoforo Colombo scopritore dell'America in un altro giorno d'ottobre.

Una magnifica impresa che, qualunque siano i risultati finali, già può essere considerata all'attivo delle più straordinarie conquiste scientifiche moderne. Dopo sette mesi di ricerche e di calcoli affidati a oltre tremila scienziati e specialisti rappresentanti una cinquantina di organizzazioni scientifiche e di società industriali, l'Aviazione militare americana ha lanciato dunque per la seconda volta il razzo vettore del satellite lunare che è stato battezzato «Pioneer primo».

Il primo tentativo, il 17 agosto, si concluse con un fallimento dato che il razzo esplose a 15.000 metri di altezza per una causa già riscontrata in precedenti fallimenti e cioè una alimentazione difettosa del primo studio ad ossigeno liquido, carburante di tale settore del razzo. L'esperimento non riuscì, ma già era stata dimostrata  la coraggiosa volontà dell’uomo di vincere il problema della gravitazione terrestre, scandagliando i misteri dello spazio lunare, prima tappa per l'epoca dei voli interplanetari.

Un'impresa gigantesca per le incognite tecniche disseminate lungo 334.000 chilometri, tanti quanti formano la distanza della Terra dalla Luna; bisognava risolvere problemi scientifici formidabili: per raggiungere, ad esempio, la propulsione necessaria ad imprimere al razzo la «velocità di liberazione» onde poter uscire dal campo di gravitazione terrestre bisognava far funzionare perfettamente un meccanismo composto da 300 mila congegni delicatissimi, per impostare il lancio, si è dovuto calcolare l'effetto che le forze combinate della gravità e del magnetismo della Terra, della Luna e del Sole (che conosciamo per la massima parte solo in teoria e relativamente) potevano avere su un oggetto così piccolo e datato di una velocità tanto elevata com'era il razzo lunare.

Si è dovuto poi tener conto delle condizioni e dei problemi creati dalla rotazione della Terra intorno al suo asse nel momento  e nel luogo in cui il missile veniva lanciato; della angolazione che l'asse della Terra presenta con il piano della sua orbita intorno al Sole  e del fatto che il piano dell’orbita della Luna non è costante rispetto alla Terra. E soprattutto si è dovuto affrontare la barriera di un mistero che attualmente si oppone alla navigazione spaziale, agendo quindi su una base teorica approssimativa.

Onore dunque agli scienziati che per primi sono riusciti a superare vittoriosamente la prova, superando i limiti sinora invalicabili della gravitazione terrestre, aprendo una «era lunare» che sarà certamente l’era dell’avvenire, il «nuovo mondo» che distinguerà — come al tempo di Colombo avvenne in Terra — le vicende del globo su cui viviamo dai mondi celesti abitabili certamente un giorno e comunque assai presto fotografabili, veri «campi di studio» come se le distanze chilometriche non esistessero più.

Quanto dunque è avvenuto ieri appartiene alla magnifica storia dell'ardimento umano, alla lotta titanica per la conquista dei mondi celesti, suggestivo e meraviglioso ciclo di una civiltà moderna che sembra elevare sempre più i suoi sforzi e le sue energie verso quello scenario veramente divino delle stelle. Il «Pioneer primo» è un ponte tra i pianeti: il suo volo indica la traccia di un cammino che supera ogni mistero troncando, per la prima volta da che esiste l'uomo e la vita terrestre, la sentenza di una legge inesorabile che sembrava inchiodare alla Terra tutto ciò che era opera dell'uomo.

La forza della gravitazione terrestre è stata vinta: per la prima volta uno strumento costruito dall'uomo è entrato nei misteri dell'infinito, trasmettendo segnali da una distanza incredibilmente lontana. Non importa sapere per ora se quel minuscolo congegno sfidante la maestà dei silenzi inviolati, riuscirà o meno ad entrare in orbita attorno alla Luna; importa soltanto sapere che un veicolo è  sfuggito al campo di gravitazione terrestre e che è rimasto ugualmente sotto il controllo dell' uomo durante tutto il fantastico viaggio.

11 OTTOBRE 1958: è cominciata l'«era lunare»; vien da ricordare qui il vaticinio del biblico profeta: «...e si vedranno terre nuove e cieli nuovi».

Fiorino Soldi

10 Ottobre 2018