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Martedì 19 Febbraio 2019

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22 gennaio 1982

Due giovani carabinieri ausiliari uccisi dopo una rapina a Pisa di un commando di Prima Linea

Prima pagina 22 gennaio 1982

Due giovani carabinieri ausiliari uccisi dopo una rapina a Pisa di un commando di Prima Linea
Anche un terrorista è morto per la coraggiosa reazione dell’anziano maresciallo che benché seriamente ferito ha continuato a sparare finché non ha perso i sensi - La tragedia si è compiuta sotto gli occhi dei passeggeri di un pullman sul quale viaggiavano i quattro banditi che avevano da poco consumato (ma con magro bottino) una rapina In banca - Il terrorista ucciso era armatissimo ed indossava un giubbotto antiproiettile - Uno dei carabinieri uccisi tra pochi giorni doveva andare in congedo - Nel commando c'erano anche due donne - Ancora da chiarire l'esatta dinamica del mortale conflitto a fuoco

Non si sa  ancora ufficialmente se siano delinquenti comuni o terroristi i banditi che stamani alle 11,20, sulla Statale Cassia tra Monteroni e Lucignano, a 14 chilometri a sud di Siena, hanno ucciso due giovani carabinieri ausiliari ed hanno ferito in modo grave un maresciallo dell'arma. Anche uno dei criminali è morto nella sparatoria. I suoi complici, due donne e due uomini (o uno?) sono invece riusciti a fuggire ed a far perdere le loro tracce. La sparatoria è avvenuta ad un posto di blocco dei carabinieri, istituito in seguito ad una rapina in banca che era stata compiuta nella periferia di Siena circa un'ora prima. Il bandito ucciso, che aveva anche una bomba a ma no del tipo «Ananas», non sembra essere stato ancora identificato, anche perché aveva tre diverse carte di identità. I due carabinieri uccisi sono Giuseppe Savastano, 21 anni, di Bolsena (Viterbo) ed Euro Tarzili, 20 anni, di Belvedere Ostrense (Ancona). Savastano e Tarzili avevano scelto di svolgere il servizio di leva nell'arma dei carabinieri. Il primo vi sarebbe congedato tra pochi giorni; dalla scuola allievi carabinieri era arrivato circa un mese fa, per sostituirlo nella stazione di Vescovado di Murio, Euro Tarzili.


Per mafia e camorra un vertice ieri a Palazzo Chigi
Spadolini: «Combattere la criminalità organizzata per combattere meglio anche il terrorismo» - Già impartite direttive alle forze dell'ordine

ROMA, 21. - Dopo i vertici  sulle pensioni e sulla casa, stasera é stata la volta di quello su mafia e camorra. Proprio a poche ore dall'atroce ritrovamento del cadavere decapitato e mutilato del ventiduenne Giacomo Frattini su una automobile a Napoli, il Presidente del Consiglio Spadolini ha riunito a Palazzo Chigi i ministri dell'Interno Rognoni, delle Finanze Formica, della Agricoltura Bartolomei, del Mezzogiorno Signorile. Erano inoltre presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Compagna, il comandante della Guardia di Finanza generale Chiari, il vicecomandante dell'Arma dei Carabinieri generale De Sana, il capo della polizia Coronas e i prefetti e questori della città di Napoli e Palermo.

L'incontro è stato convocato nell'obiettivo di mettere a punto misure legislative che combattano i fenomeni mafioso e camorristico in maniera davvero efficace, cioè colpendone anche le radici economico - finanziarie.

Al termine della riunione sono state impartite precise direttive di carattere operativo che saranno tradotte in azioni coordinate della polizia,dei carabinieri e della guardia di finanza. Alla presidenza del consiglio saranno invece elaborate alcune misure normative di carattere urgente.


Il terrorismo e i suoi legami internazionali
Il giudice interroga i neofascisti

La «destra rivoluzionaria» nega ogni legame con i servizi segreti esteri e con il traffico di armi e di droga - Oggi il processo a Roma contro dodici fiancheggiatori delle Brigate Rosse

Dozier: atteso il comunicato n. 5
Le Brigate Rosse dovrebbero infatti dare il resoconto del «processo» - Smentito l'arresto di una donna, funzionario del Ministero della Giustizia - Trova poco credito l'ipotesi che il generale sia stato «ceduto» a servizi segreti stranieri

21 Gennaio 2019