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Lunedì 18 Febbraio 2019

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9 febbraio 1962

Luisenthal: un nome più tragico di Marcinelle

La catastrofe mineraria di Voelklingen, 284 morti, 81 feriti

Luisenthal: un nome più tragico di Marcinelle

Membri delle squadre di soccorso, affermano di aver trovato altri 24 cadaveri - I dispersi sarebbero 10 o 15 - Forse saranno necessari alcuni giorni per conoscere le definitive proporzioni della catastrofe mineraria della Saar - I primi racconti dei sopravvissuti e dei soccorritori

SAARBRUECKEN. — Il  tristissimo primato della miniera di Marcinelle — che con i suoi 263 morti aveva rappresentato la più grave sciagura mineraria dal 1946 ad oggi — è stato superato. «E' stato spaventoso — ha raccontato M. Dieter, un giovane minatore scampato per miracolo alla morte e ancora sotto l'incubo della tragedia di cui è stato protagonista ieri mattina. Ho sentito una tremenda esplosione e una palla di fuoco è balzata fuori da una galleria laterale. Mi sono schiacciato contro la parete, dietro una delle travi di legno che sorreggevano la volta. L'onda infuocata è stata interrotta da quell'ostacolo e io me le sono cavata soltanto con alcune scottature».

Anche un altro giovane minatore, che non ha voluto rivelare il suo nome si è salvato allo stesso modo riparandosi dietro una grossa trave. «Per prima cosa — ha detto — la tremenda pressione dell'aria mi ha scaraventato contro la parete della galleria. Poi è arrivata una fiammata, lunga almeno cento metri, che è guizzata davanti a me, che mi ero nascosto dietro una trave. La potenza dello scoppio è stata tremenda. Parecchie traversine di legno sono state schiantate come stuzzicadenti. Gli uomini che lavoravano vicino a me sono stati spogliati letteralmente dall'ondata d'aria che ha spazzato la galleria. Ho visto giacche, calzoni ed elmetti strappati via dai corpi dei miei compagni».

Tutti hanno udito distintamente il sordo rumore della esplosione, simile «a un edificio che stesse crollando». Anche gli abitanti della periferia di Saarbruecken, a dieci chilometri di distanza, hanno sentito la terra tremare. «Quando ho sentito quel colpo — ha detto una donna dai capelli grigi, che da ieri mattina è seduta davanti ai cancelli chiusi della miniera — ho capito che qualche cosa di grave era successo. Ho guardato dalla finestra: tutto sembrava normale, tranquillo. Ma poi vidi un fumo nero salire lentamente dalle torri dei montacarichi. Ho afferrato uno scialle e sono corsa qui. Sono qui da ieri mattina, insieme alla mia nuora, aspettando notizie di mio figlio. Non ho saputo ancora nulla».

TREMENDE RIVELAZIONI

L'inchiesta ufficiale sulle cause della sciagura — in quella che veniva definita la miniera «più sicura» della SAAR — è iniziata stamattina. Non sono ancora stati interrogati i minatori scampati, soprattutto perchè molti di essi sono in preda allo choc o ancora sotto la violenta impressione delle tremende scene di cui sono stati protagonisti e testimoni. Alcuni tecnici hanno però confermato quella che era stata la prima ipotesi e cioè che una scintilla abbia fatto esplodere il miscuglio di metano e di ossigeno che talvolta si forma, in proporzioni esplosive, in fondo ai pozzi. E' stato precisato anche che probabilmente la scintilla fatale è scoccata dal motore elettrico surriscaldato di un trasportatore a nastro.

Tremende rivelazioni sono siate fatte da un giovane medico americano che ha partecipato con un elicottero all'opera di soccorso. Il dottor Richard Yangas, di Chicago, fu chiamato immediata mente sul luogo del disastro. Insieme ad altri tre medici, Yangas caricò sul grosso elicottero dell'Esercito dodici feriti e si diresse verso l'ospedale di una città vicina: «Dopo venti minuti di volo - ha detto angosciato il medico — tutti i dodici erano morti. In una occasione del genere ci si aspetta di perdere due o tre persone. Non eravamo preparati allo choc di vederceli morire tutti fra le braccia». «La vista di quei corpi bruciati e straziati che giacevano allineati davanti al pozzo — ha detto un altro medico americano, Terry Tucker. - è uno spettacolo che non potrò più dimenticare». Con un altro elicottero aveva portato 200 unità di plasma sanguigno ai medici al lavoro intorno alla miniera e all'ospedale di Quierschied. «Mentre mi trovavo davanti al pozzo — ha detto il medico — un minatore affranto, con il viso rigato di lacrime, mi ha detto in inglese: "E' un giorno nero, un giorno terribile per noi". Dal cancello venivano i singhiozzi e le grida dei parenti delle vittime». 

07 Febbraio 2019