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Giovedì 19 Ottobre 2017

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Il 18enne Ghiotti al Caffè Letterario

Lunedì 25 incontro con il giovane finalista del Campiello

Il 18enne Ghiotti al Caffè Letterario
Lo scrittore romano è autore dell'apprezzato 'Dio giocava a pallone'

Il mondo dei ragazzi suoi coetanei, quel momento nella vita in cui si scopre di dover crescere, abbandonare l’adolescenza per entrare nella vita adulta è al centro del prossimo appuntamento del Caffé Letterario di Crema che ospita uno scrittore 18enne romano, considerato tra i migliori della sua generazione: Giorgio Ghiotti, studente al Liceo Classico Manara, che per il suo libro d'esordio 'Dio giocava a pallone', pubblicato da Nottetempo, è stato selezionato per la tavola rotonda degli scrittori esordienti tanto al festival 'Libri Come che' al prossimo Salone del Libro di Torino. Ghiotti è stato finalista al Campiello Giovani 2011 e 2012, vincitore sempre nel 2012 del Campiello Giovani nel Lazio.

L'appuntamento con questa serata giovane è fissato per lunedì 25 marzo ore 20. 45, alla sala Bottesini dell'Istituto musciale Folcioni, in via Verdelli 6. Durante la serata, che sarà condotta da Tiziana Cisbani, sono previsti interventi musicali di Jessica Sole e Ruggero Frasson che eseguiranno i brani musicali che Ghiotti ascoltava mentre scriveva i racconti; Walter Bonetti ed Emma Sangiovanni, della scuola di teatro del San Domenico, leggeranno alcuni brani.

L'incontro fa parte della rassegna 'Caffé a teatro' organizzata dall'associazione culturale cremasca in collaborazione con la Fondazione San Domenico. La serata è resa possibile dall’indispensabile contributo al Caffè Letterario di Fapes di Sergnano, Fondazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca, Comitato Soci della Coop di Crema, libreria Il Viaggiatore curioso di Crema, l'Icas di Crema e Formazienda, il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua.

I protagonisti di 'Dio giocava a pallone' sono ragazzi nati, come l’autore, all’inizio degli anni Novanta e ognuno di essi, a suo modo, esplora inquieto quel passaggio dall’adolescenza all’età adulta che li renderà sconosciuti a se stessi. I compiti in classe, con il loro schema calcistico di chi passa la soluzione e di chi copia, i giorni di scuola dove un buon voto è la possibilità di andare al mare e di innamorarsi al sole, le feste con la luna, i baci infuocati con partner inattesi, un’isola inventata, metafora dell’adolescenza da cui si esce ritrovandosi perduti, l’ascolto proibito dei desideri del proprio corpo, le corse forsennate con i motorini truccati che trasformano i lungomari in un nostalgico Far-West. Con una prosa consapevole e immacolata, Ghiotti racconta perché nessuno vuole mai abbandonare davvero l’adolescenza. «La vita l'amore la birra la notte le botte la sete le chiese. I figli i cani le moto le strade i soldi la pizza i ponti i palazzi i letti i tetti i telefoni i viaggi». E ancora, raccontando gli adulti: «genitori ricchi lasciano i figli a casa d'estate per tre giorni, e dimenticano d'avere cinquant'anni e una casa e un lavoro e una lavatrice e tornano fidanzati, si corteggiano». Secondo titolo della collana narrativa.it di Nottetempo, 'Dio giocava a pallone' mostra in fondo come «dare un calcio a un pallone è un po' come dare un calcio alla vita. Almeno a quello che vorresti vedere migliore e non cambia neanche un po', e allora si allontana e corre veloce sul prato verdissimo di erba sintetica».

Assolutamente lusinghiere le critiche. Eccone alcune. «Esce il libro di Giorgio Ghiotti ed è subito rivelazione...Scrive come respira e il suo è un respiro potente, equilibrato, necessario perché aderente a un vero bisogno di dire... La sostanza del suo scrivere è profonda e consapevole». Sandra Petrignani, l'Unità

«Ovunque pulsa l'atmosfera di un'età strana e storta, che brucia rapida e dilata le esperienze... Sono flash stracolmi di furia espressiva. Ghiotti sprofonda nella scrittura pronto a prendere ogni rischio e muovendosi con determinazione alla ricerca della propria strada». Leonetta Bentivoglio, la Repubblica

«Di fronte a un autore realmente giovane come Ghiotti, i trentenni come chi scrive egli over 30 potrebbero cogliere l'occasione per un congedo, per un'abdicazione...Si ha la sorpresa di non trovarsi davanti l'ennesimo romanzo in lingua neo-standard né la solita trama ben confezionata... Ghiotti è un'autentica novità: un po' acerbo sì (ma non è il bello di avere 18 anni?), ma piuttosto consapevole fra gli scrittori, anche più adulti di lui, che alimentano il mito dell'inconsapevolezza». Paolo Di Paolo, La Domenica de Il Sole 24 Ore

«Si inizia e non si finisce più con un dubbio finale (se a 18 anni scrive così poi cosa farà?)». Pietro Cheli, Amica

17 Marzo 2013