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Giovedì 23 Novembre 2017

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22 ottobre: referendum per l'autonomia

Perché la Lombardia chiede maggiore autonomia dallo Stato?

Perché una maggiore autonomia riconosce e premia la virtuosità, l'efficienza e la responsabilità di chi bene amministra le risorse pubbliche, contro l’uniformità che è il male del nostro Paese, il quale è profondamente diverso, come già diceva don Luigi Sturzo. Ciò non significa penalizzare le altre regioni, anzi. La maggior autonomia di un territorio può diventare modello per tutti gli altri. Rispetto allo Stato abbiamo dimostrato di saper garantire servizi di ottima qualità a costi inferiori. Secondo uno studio di Confcommercio avremmo 23 miliardi di risparmio per l’Italia se venissero erogati i servizi come in Lombardia. 

Perché Regione Lombardia ha scelto di fare un referendum, mentre l’Emilia Romagna ha avviato una trattativa direttamente con il governo?

Il referendum del 22 ottobre è solo l’ultima tappa di un percorso su cui Regione Lombardia si è impegnata da tempo. Già in passato, infatti, il Governo lombardo ha provato la strada della trattativa con lo Stato per maggiori spazi di autonomia senza mai ottenere un sì. Per questo motivo ricorriamo al voto popolare: per far capire a Roma che la nostra non è una battaglia di un uomo solo al comando e neanche di un solo partito o di una coalizione, ma una richiesta che viene dal basso, da famiglie, imprenditori, lavoratori che ogni giorno contribuiscono al bene del Paese. La richiesta dell’Emilia Romagna è nata al solo scopo di opporsi strumentalmente al referendum lombardo-veneto. La differenza è palese. Da una parte c’è un percorso culturale e politico che dura anni; dall’altra un’iniziativa estemporanea tesa solo a dimostrare che il voto popolare è inutile. Dar voce ai cittadini, invece, è un grande esercizio di democrazia. L’autonomia non può ridursi ad una gentile concessione del Governo del momento; è il riconoscimento, previsto dalla Costituzione, di una più efficiente modalità di amministrare la cosa pubblica. 

Il referendum del 22 ottobre rischia di minare l'unità nazionale come quello della Catalogna?

Assolutamente no. A differenza della Catalogna, noi ci muoveremo nel pieno rispetto della Costituzione, che permette alle Regioni a statuto ordinario come la nostra di ottenere un’autonomia “differenziata” rispetto alle altre, ma sempre all’interno del quadro dell’unità nazionale, come è specificato nel testo del quesito. Mentre il voto della Catalogna si pone contro la Costituzione spagnola, il referendum di Lombardia e Veneto attua perfettamente quella italiana! Dopo 16 anni di inattuazione dell’art. 116.

Quali sono le materie sulle quali la Lombardia potrà chiedere maggiore autonomia?

Sono quelle previste dall’art. 117 della Costituzione, tra le quali l’istruzione; la tutela e sicurezza del lavoro; la previdenza complementare e integrativa; la ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; la tutela della salute; la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali; il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; la protezione civile; il governo del territorio; i porti e aeroporti civili; i rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni.

Che cosa potrà cambiare concretamente nella vita dei cittadini?

In caso di vittoria del sì al referendum, le risorse che chiediamo di trattenere serviranno, ad esempio, per abolire il bollo auto; ridurre i ticket sanitari; potenziare gli strumenti di sostegno alle imprese; riqualificare e riconvertire le aree industriali dismesse per aumentare la competitività delle imprese; finanziare ulteriormente interventi di sostegno sociale, contrattualizzare direttamente gli insegnanti e il personale scolastico.

Ci può spiegare la novità del voto elettronico? 

Per la prima volta in Italia si utilizzerà il voto elettronico, faremo da apripista per tutto il Paese. Sarà una cosa semplicissima, più facile di una telefonata. Invece della solita scheda di carta, all'interno delle cabine nei seggi elettorali, l’elettore troverà dei dispositivi elettronici, dotati di schermo touch screen, che gli consentiranno di esprimere con immediatezza la propria preferenza tra le opzioni: Si, No o Scheda bianca. Il dispositivo garantisce la segretezza del voto e consente agli elettori di visualizzare la scelta selezionata, confermare o eventualmente ripetere l'operazione, per una sola volta.

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18 Ottobre 2017